Venerdì 09 Gennaio 2026 | 21:04

Liste d'attesa, il piano di Decaro: ambulatori aperti fino alle 23, un nuovo Cup contro i furbetti. «Il 40% degli esami è inutile»

Liste d'attesa, il piano di Decaro: ambulatori aperti fino alle 23, un nuovo Cup contro i furbetti. «Il 40% degli esami è inutile»

 
massimiliano scagliarini

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massimiliano scagliarini

Liste d'attesa, il piano di Decaro: esami fino alle 23, un nuovo Cup contro i furbetti. <Il 40% degli esami è inutile>

La strategia del neo governatore per tagliare gli arretrati: le Asl dovranno presentare piani straordinari di 6 mesi. Corsie preferenziali per chi ne ha diritto

Venerdì 09 Gennaio 2026, 04:00

17:54

Una nuova piattaforma informatica per la gestione del Centro unico di prenotazione, su base regionale, come architrave della strategia per la riduzione delle liste d’attesa che maturerà nelle prossime settimane. Il nuovo presidente Antonio Decaro ha iniziato a lavorare sulla sanità già dal giorno della proclamazione, per mantenere la promessa fatta in campagna elettorale: quella di occuparsi da subito dell’emergenza. L’ex sindaco di Bari ha portato le sue idee, su cui aveva già avuto modo di confrontarsi informalmente con i tecnici nelle settimane dopo le elezioni: e così, a breve, il governatore firmerà una delibera con le misure urgenti per dare risposte alla principale richiesta arrivata dai cittadini. E dunque dal 1° febbraio al 30 giugno partirà un piano sperimentale che riguarda tutta la Puglia e che dovrebbe, nelle intenzioni di Decaro, smaltire una quota di arretrato.

Nella riunione di mercoledì sera con il capo di gabinetto Davide Pellegrino, il capo dipartimento Salute Vito Montanaro, il direttore generale Aress Lucia Bisceglia e il capo dell’avvocatura regionale, Rossana Lanza, è stato fatto il punto sulle azioni intraprese negli ultimi anni. Decaro sa bene che non ci sono bacchette magiche, e che la gestione delle prestazioni sanitarie sconta un numero di richieste semplicemente ingestibili: se non si interviene sull’inappropriatezza, cioè su esami e visite inutili, qualunque strategia è destinata a fallire. Le prestazioni in più disponibili con l’aumento delle ore di apertura degli ambulatori, che in molti ospedali già lavorano fino alle 22, verrebbe infatti «mangiato» dall’assalto di chi si presenta dal medico di famiglia con il mal di testa e viene mandato a fare (quasi sempre inutilmente) la Tac al cervello. Secondo uno studio dell’Aress su un campione di 17mila Tac e risonanze magnetiche, infatti, solo il 38,9% delle prestazioni rispetta tutti i criteri prescrittivi mentre il 40% è «generalmente inappropriato».

Ecco quindi che...

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