Sabato 10 Gennaio 2026 | 02:59

Monopoli, il megaprogetto per il porto che fa litigare la politica. Il Consiglio di Stato: legittimo il no della Regione

Monopoli, il megaprogetto per il porto che fa litigare la politica. Il Consiglio di Stato: legittimo il no della Regione

 
Monopoli, il megaprogetto per il porto che fa litigare la politica. Il Consiglio di Stato: legittimo il no della Regione

Respinto il ricorso della società Solemare contro il diniego all’accordo di programma per realizzare 400 appartamenti nell’area dell’ex cementeria. Resta il ricorso al Tar

Venerdì 09 Gennaio 2026, 12:48

Non è irragionevole il «no» con cui il 26 febbraio la giunta regionale ha detto no alla sottoscrizione dell’accordo di programma per la riqualificazione dell’area portuale a nord di Monopoli, un progetto che avrebbe trasformato l’area dell’ex cementeria «in un contesto completamente residenziale» e che quindi mancherebbe di interesse pubblico. In attesa che il Tar di Bari (dove pende un altro giudizio) si pronunci nel merito di questa valutazione, il Consiglio di Stato (Quarta sezione) ha messo un’ipoteca pesante sul prosieguo del progetto della società Solemare.

Dopo la demolizione delle torri ex Italcementi (nel 2012) e una serie di convocazioni che non avevano portato a nulla, infatti, la società proponente (la cui maggioranza è riconducibile alla famiglia Marseglia) aveva ottenuto dal Tar di Bari prima la condanna della Regione a concludere il procedimento per la valutazione dell’accordo di programma, e poi (nel 2023) l’annullamento del primo «no» alla sua sottoscrizione. Dopo che la società ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza, a febbraio 2025 la giunta regionale ha rinnovato il suo «no» e la Solemare ha presentato motivi aggiunti per chiedere al Consiglio di Stato l’annullamento della delibera: richiesta respinta da Palazzo Spada valorizzando gli elementi di merito forniti dalla Regione (difesa dagli avvocati Francesco Zizzari e Carmela Capobianco).

La questione è tecnica ma ha anche un riflesso politico visto che l’amministrazione locale di centrodestra guidata dal sindaco Angelo Annese è schierata per il via libera al progetto, così come lo era stato nel 2017 il predecessore Emilio Romani. A favore dell’accordo era anche Stefano Lacatena, delegato all’Urbanistica dell’ex governatore Michele Emiliano che invece era contrario. Sono in ballo circa 120mila metri cubi di cemento su circa 4 ettari a ridosso del mare, un’operazione da oltre 200 milioni di euro che ha innescato polemiche e veleni nonostante i progettisti abbiano valorizzato la rinuncia a circa altri 60mila metri cubi. Il Piano urbanistico generale di Monopoli (nel frattempo adeguato al Piano paesistico territoriale, che ha introdotto ulteriori limitazioni) prevede in quell’area di quattro ettari, oggetto di riqualificazione, un rapporto 60-40 tra terziario-turistico-commerciale e residenziale: immagina insomma un sistema di funzioni al servizio del porto e dei suoi visitatori completato da appartamenti, per realizzare – dice il piano regolatore - «uno spazio di mediazione tra il porto e la città consolidata». Il progetto Solemare predisposto ormai quasi dieci anni fa dall’architetto Oriol Capdevilla – dice però la Regione, che già nel 2019 si era opposta alla conclusione positiva del procedimento adottata dal Comune – fa invece «atterrare» nell’ex cementeria un nuovo quartiere di lusso, peraltro spostando le volumetrie inizialmente previste dal Pug nella fascia costiera (proprietà di terzi) e rinunciando invece a quelle turistico-commerciali: nei fatti – è detto nell’istruttoria - ottenendo una variante non consentita alle parti strutturali del Piano regolatore di Monopoli. Sarà ora il Tar di Bari a pronunciarsi nel merito delle valutazioni che la Regione ha posto a base del «no» all’accordo di programma. [m.scagl.]

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