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L'utero – come il caffè - in sospeso

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Centomila donne, in Europa non hanno l’utero perché nate senza o perché le è stato asportato chirurgicamente oppure in quanto soffrono, per altre cause, di infertilità uterina assoluta. Molte di loro vorrebbero concepire e portare avanti una gravidanza.

Ma, senza utero, un figlio che nasca secondo natura è impossibile.

Una più che speranza, per loro, viene dall’università di Gotebrg dove il ginecologo svedese, Mats Brannstròm, padre dei trapianti di uteri che hanno consentito il “miracolo”, continua la sperimentazione su pazienti solo se arruolate nello studio, anche se gli giungono richieste da tutto il mondo (fino a dieci al giorno).

Le fasce di età delle donne – donatrici e riceventi - ammesse alla sperimentazione sono tra 22/23 e 35 anni per chi riceve l'utero e tra 41/42 e fino a 52 anni per chi lo dona. “Mai – precisa Brannstròm - da donne giovani, anche se già madri di figli, né da anziane.

Questa autolimitazione crea spesso imbarazzo perché il più delle volte si tratta di madri che vogliono essere donatrici dell’utero per la propria figlia e le età delle due rientrano tra quelle che noi, per ragioni etiche e cliniche, escludiamo”.

L’utero impiantato può servire per portare avanti una ed una sola gravidanza. Dopo, almeno per ora, esso deve essere rimosso. La terapia immunosoppressiva, infatti, sarebbe necessaria, altrimenti, per evitare il rigetto dell’organo.

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