Giovedì 30 Giugno 2022 | 11:27

In Puglia e Basilicata

Albergo Italia

Nord chiama Sud e Maratea risponde

Maratea

L'Hotel Santavenere diviene il luogo dove far traghettare il bel mondo, territorio dove tutto diventa possibile

03 Giugno 2022

Barbara Bonura

Albergo Italia

Barbara Bonura

Quante storie si nascondono nelle mura di un hotel. Il diario di bordo scritto da Barbara Bonura negli alberghi più belli e suggestivi dello Stivale.

C'è stato un periodo, forse quello più prestigioso per l’Italia, quello in cui il Belpaese era il più grande attrattore culturale, artistico e paesaggistico per il turismo internazionale, in cui fare le vacanze nello Stivale rappresentava un vero e proprio status symbol. Erano tempi in cui non si combatteva con la digital reputation, i commenti su Instagram, i tormentoni su Tik Tok.. Non c’erano i social e le cose andavano come andavano. E se ci si trovava male era il passaparola dei clienti/turisti a pesare sulla credibilità di un territorio o di una struttura ricettiva, non certo qualche recensione negativa fatta ad arte e lanciata sul web..
Insomma, c’era quel che di «glamour» nel viaggiare in Italia, che si trattasse di Roma o Milano, di Nord o di Sud, il Belpaese era una tappa obbligata, un fiore all’occhiello da mostrare nelle circostanze più svariate nell’alta società..
Forse per questo negli Anni Cinquanta un nordico piemontesissimo nobiluomo decise di mettere in piedi un progetto apparentemente ameno ma in realtà avvincente: costruire un hotel dalla vista e dalla posizione mozzafiato in quello che sarebbe divenuto il «distretto imprenditoriale e turistico» più ambito della Basilicata.
Nasce cosi tra il 1951 e il 1952 l’hotel Santavenere, considerato sin da subito il gioiello di quel lembo di terra chiamato Maratea, unico comune della provincia di Potenza ad affacciarsi sul mare ed unico della Basilicata sul Tirreno.
L’idea venne al Conte Stefano Rivetti, esponente di una delle più importanti famiglie di industriali lanieri piemontesi. Rivetti avviò un progetto di sviluppo imprenditoriale e turistico proprio a Maratea, luogo di bellezza spettacolare ma anche vicino a regioni come la Calabria e la Campania. Il conte era forse un sognatore, ma era anche e soprattutto un bravo imprenditore..
È esattamente in quest’area che egli creerà intorno al 1953 la prima fabbrica tessile del territorio. Ed è qui che, in stretto collegamento al suo progetto, costruirà appunto, l’hotel Santavenere.
Terra chiama Luna, Nord chiama Sud. Di fronte al mondo degli affari la bellezza c’entra sempre. E nella visione di Rivetti si inseriva alla perfezione quel meridione lucano, quella Maratea dalle coste frastagliate e dal mare blu profondo. Bisognava trovare la strada per potenziare l’impresa tessile assieme allo sviluppo del turismo nella zona, facendo in modo che l’una sostenesse l’altro. L’hotel Santavenere rappresenta così la ciliegina sulla torta, divenendo il luogo dove far traghettare il bel mondo, il territorio dove tutto diventa possibile grazie allo splendore di quegli scenari: «Forse in Italia non c’è paesaggio e panorama più superbi. Immaginate decine e decine di chilometri di scogliera frastagliata di grotte, faraglioni, strapiombi e morbide spiagge davanti al più spettacoloso dei mari, ora spalancato e aperto, ora chiuso in rade piccole come darsene. La separa da una catena dolomitica, tutta rocce color carnicino, punteggiata di villaggi [...], di castelli diruti e antiche torri saracene, un declivio boscoso rotto da fiumiciattoli e torrenti e sepolto sotto le fronde dei lecci e dei castagni». Questa la descrizione che viene citata riguardo Maratea a firma di Indro Montanelli. Questo ciò che deve aver intuito subito il conte Rivetti. Un amore a prima vista con questa terra aspra e bellissima.
Naturalmente il Santavenere diventa la meta più ambita per ospiti di riguardo: di fronte al nuovo boom di presenze, si amplifica la fama del luogo e la voglia di raggiungere questa destinazione diventa virale.
Per parlare delle celebrità di casa nostra, Domenico Modugno fu protagonista di molti spettacoli al Santavenere, mentre Maratea andava via via trasformandosi in un set cinematografico.
Dall’hotel della «Dolcevita» sono passati attori del calibro di Raf Vallone e Peppino De Filippo, star come Anita Ekberg e Silvana Pampanini, lo stesso Indro Montanelli e persino Pat Metheny, uno dei più apprezzati chitarristi jazz americani.
Del resto come si dice, noblesse oblige. L’aristocratico Rivetti forse sapeva che il comune di Maratea venne insignito del titolo di «città» grazie ad un decreto del 1531 firmato da Carlo V d’Asburgo.. Evidentemente al conte piaceva vincere facile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Calendario dei post

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725