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Il Diario africano

DiversaMente

Michele Pacciano

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L'handicap è un dramma. Ma può anche diventare uno stimolo e una possibilità, uno sguardo diverso sul mondo. Proviamo ad andare oltre la rabbia e il piagnisteo. Capovolgiamo la prospettiva, guardiamo i problemi dall'interno, cerchiamo insieme le soluzioni.

Nel giorno di Santo Stefano, giovane, primo martire della giovane fede cristiana, mentre nelle Filippine continua la mattanza dei fedeli cristiani, ricordiamo tutti i martiri africani, attraverso il diario di Padre Kizito, che non a caso ha il nome del primo africano che diede la vita per difendere la sua fede.

“…Guardo il mare dai poderosi spalti di Fort Jesus a Monbasa. Il forte passò di mano molte volte, gli scontri sanguinosi che videro dalla parte opposta gli arabi, contro i portoghesi.Alla fine i portoghesi dovettero abbandonarlo e il forte divenne una tappa degli schiavi africano verso il mondo arabo.Ma se Fort Jesus fosse stato mantenuto dai portoghesi le cose non sarebbero certamente cambiate in meglio dagli africani” Padre Kizito

“… Noi stiamo aspettando
da questa, da tutte le sponde da dove
abbiamo inseguito immaginari
superbi soli illudere
le nostre navi spedite alla conquista:
la spuma portò di ritorno
speranze cadaveri
e rabbia gettata sul suolo
fu l’unico seme.” Roberto Vecchioni

Un nuovo modo di guardare, di respirare, di vivere e di aiutare l’Africa, raccontandola in un afflato emozionale che diventa esiziale, giorno per giorno in un nuovo anno che proietta spicchi di futuro, per cambiare il nostro attraverso gli occhi degli altri. Quaderno africano non è un’agenda o un prontuario di buone intenzioni, dei bianchi buoni che si lavano la coscienza, è soprattutto un modo di interiorizzare l’Africa come terra dell’anima, aderendo ad un progetto di sviluppo che passa attraverso piccole costruzioni concrete. No, Diario africano, edito da Mondadori, è un viaggio lungo un anno attraverso l’Africa più profonda, le sue emozioni e le sue perturbazioni, vissute da esponenti della cultura italiana e non solo, con gli africani e per gli africani. Ma è anche adesione ad un progetto, quello di costruire a Nairobi, il cuore esotico e malandato di un’Africa che arranca e si sviluppa, una casa per bambini di strada e una scuola permanente per educatori
. Ma cos’è l’Africa? L’Africa è libertà, ricordo e rimorso di un Occidente che non ha risposte e che si rifrange negli occhi dei bambini africani riscoprendo il proprio futuro come dice Arnoldo Foà, grande attore e voce icastica del nostro teatro, è l’Africa scarna e glabra di Oliviero Toscani, il grande fotografo che scardina in versi asciutti il mito del mal d’Africa. L’ Africa è la fame di libertà imprigionata e non ritrovata che si fa parola nel vento tra le sbarre delle prigioni del grande premio Nobel Wole Soyinka, che si fa canto amaro di poesia nei versi di Lucio Dalla, che impasta prosa e lirica in un’analisi disincantata. Sì, Diario africano è un viaggio, ma un viaggio anche nelle nostre paure e nel nostro inconscio represso, senza esotismi e indulgenze, dove il verso di ogni giorno che sia di Ada Merini o del grande scrittore Maurizio Maggiani innamorato dei propri dubbi e del proprio andare, assomiglia sempre più a una sferzata che ci invita a cambiare, a guardare e a guardarci oltre, pur senza sapere che fare, pur senza avere ricette. Questo viaggio nell’anima africana, che ritroveremo anche un po’ nostra, non è un last minute ma dura un anno. Costa solo tredici euro e il ricavato andrà a costruire una prima casa per cinquanta bambini di strada, nel cuore molle di Nairobi, che da paradiso turistico continua a regalarci frotte di immigrati. Le statistiche dicono che entro il 2010, se non si corre ai ripari, ci saranno, solo in Kenia, oltre 2 milioni di bambini di strada. Questo libro-agenda non fermerà l’esodo, non ci dirà che l’Africa cambierà domani, ma con la struttura di Padre Kizito e di Don Mazzi, che ha fondato l’associazione “ Educatori senza frontiere”, costruirà un pezzo di futuro per l’Africa che verrà, a piccoli passi.
“ Dobbiamo guardare oltre i confini nei quali ci siamo imprigionati – dice Padre Kizito nell’introduzione al progetto - solo quando guardo all’altro, entro nell’altro restituendogli piena dignità, ritrovo la mia”. L’Africa è una pagina bianca, da scrivere insieme. L’ Africa è un sogno possibile, che passa attraverso gli occhi delle donne e dei ragazzi. Che saranno uomini.

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