Venerdì 05 Giugno 2020 | 08:50

NEWS DALLA SEZIONE

Novelle contro la paura
Cari ragazzi vi scrivo così (non) mi distraggo

Cari ragazzi vi scrivo così (non) mi distraggo

 
Novelle contro la paura
Giove e Giunone, liti a Bari Vecchia

Giove e Giunone, liti a Bari Vecchia

 
Novelle contro la paura
E Giove giunse a Bari Vecchia

E Giove giunse a Bari Vecchia

 
Novelle contro la paura
Il Museo del clima è qui a Cisternino

Il Museo del clima è qui a Cisternino

 
NOVELLE CONTRO LA PAURA
Quando il Pianeta è sotto infezione

Quando il Pianeta è sotto infezione

 
Novelle contro la paura
Lo strano caso del... baule verde

Lo strano caso del... baule verde

 
Novelle contro la paura
Il mio amante? Milano. Mia moglie? È Bari

Il mio amante? Milano. Mia moglie? È Bari

 
Novelle contro la paura

Dedicato a Teresina e al piccolo mondo antico

 
NOVELLE CONTRO LA PAURA
Piccolo vocabolario della nostra vittoria

Piccolo vocabolario della nostra vittoria

 
Novelle contro la paura
Un «Abc» d’amore per il tempo sospeso

Un «Abc» d’amore per il tempo sospeso

 
NOVELLE CONTRO LA PAURA
Al suono di un carillon c’è la vita che riparte

Al suono di un carillon c’è la vita che riparte

 

Il Biancorosso

serie C
C’è aria di fronda tra i club: il Bari vuole palla al centro

C’è aria di fronda tra i club: il Bari vuole palla al centro

 

NEWS DALLE PROVINCE

FoggiaViale Candelaro
Foggia, auto travolge donna in bicicletta: nell'impatto sfondato il parabrezza

Foggia, auto travolge donna in bicicletta: nell'impatto sfondato il parabrezza

 
BariMaltempo
Bari, in arrivo pioggia e vento di burrasca: scatta l'allerta gialla

Bari, in arrivo pioggia e vento di burrasca: scatta l'allerta gialla

 
TarantoLa trovata
Ginosa, l'idea di un lido per il distanziamento: «Qui come su un'isola deserta»

Ginosa, l'idea di un lido per il distanziamento: «Qui come su un'isola deserta»

 
PotenzaAgricoltura
Basilicata, dalla Regione arrivano le norme per la gestione della brucellosi bovina

Basilicata, dalla Regione arrivano le norme per la gestione della brucellosi bovina

 
Materaripresa
Sindaco De Ruggieri: «A Matera non ci sono più casi di Coronavirus»

Sindaco De Ruggieri: «A Matera non ci sono più casi di Coronavirus»

 
Leccenel salento
Ugento, brucia auto maresciallo Polizia Locale: indagano i cc

Ugento, brucia auto maresciallo Polizia Locale: indagano i cc

 
BrindisiL'intimidazione
Ostuni, incendiata auto a ex sindaco

Ostuni, incendiata auto in pieno giorno: terzo attentato all' ex sindaco

 

i più letti

NOVELLE CONTRO LA PAURA

Ulisse, Apollo e Dioniso in fuga dall’epidemia

Rosa Colonna e una nuova Itaca di speranza

Ulisse e le sirene

Ulisse e le sirene

Ulisse cammina su una strada assolata. Il cielo è azzurro e si ode in lontananza il canto degli uccelli, che arriva da una macchia di alberi posta più in basso, verso il mare. L’aria è pregna di profumi primaverili: fragranze di fiori appena sbocciati accarezzati dal vento, odore di salsedine e di piante selvatiche, aromi di erbe mescolati tra loro.

Ulisse avanza di buon passo, ha ancora molto vigore nelle membra, è orgoglioso di sé e del suo portamento di indomito guerriero. Vuole scendere al mare, prendere la sua barca e navigare come ha sempre fatto. Dopo una curva, però, è costretto a fermarsi. La strada è piena di pietre, non si può andare avanti: bisognerebbe passare in mezzo alla vegetazione, ma è molto fitta e non ci sono varchi. Mentre sta riflettendo sul da farsi, una figura si materializza davanti a lui: è un uomo bellissimo, avvolto in una tunica bianca, che lo guarda intensamente ponendosi di fronte a lui. Ulisse lo riconosce subito:-Apollo! Perché sei qua?

-Tu hai bisogno di aiuto, sono arrivato a prestarti soccorso.

-E’ per via di queste pietre?

-Sì, ma non solo. Vieni con me, dobbiamo tornare indietro, di qui non si passa.

-Ma io devo scendere al mare.

-Non puoi, questa strada è impraticabile. Dobbiamo fare un lungo giro, ripassare da Itaca.

-Dunque devo tornare indietro?

-Sì, Ulisse, andiamo. Apollo si incammina su un viottolo laterale e Ulisse lo segue. E’ infastidito e sorpreso, ma non dice nulla, non osa contraddire il dio. Dopo pochi minuti, arrivano ad Itaca: la piazza è deserta e in giro non c’è nessuno.Ulisse si guarda intorno stupefatto:

-Cos’è successo qua? Sono passato poco fa ed era pieno di gente.

-Ne sei sicuro?-Sì, certo. C’erano i venditori del mercato, gli uomini che passeggiavano nell’agorà, le donne che portavano le anfore di acqua fresca. Dove sono finiti tutti?

-Hanno paura, Ulisse. C’è un’epidemia mortale e bisogna rifugiarsi in casa.

-Davvero? Ma quando è successo? Io sono il re di Itaca, e non ne so niente?Apollo increspa appena le labbra in un lievissimo sorriso, e poi si gira a guardare la piazza deserta. Il suo profilo si staglia sul biancore delle pietre e sull’azzurro del cielo come quello di una statua.

-Ulisse, è accaduto in pochissimo tempo. Tu eri impegnato con le tue faccende, non ti sei accorto, o forse i tuoi consiglieri non ti hanno avvisato… ma non preoccuparti, ora ci sono qua io e ti aiuterò.-Non ci posso credere. Eppure, guarda, là c’è qualcuno.

E’ un uomo, seduto sulle scale del tempio.

-Ah, sì. Non è un uomo, è Dioniso. Sta’ lontano da lui.-Perché? Voglio parlarci.

-Fa’ come credi, ma non ascoltare i suoi consigli.Ulisse e Apollo si avvicinano al tempio. Dioniso non si cura di loro, sta agitando nel vento i suoi tamburelli. Nell’atmosfera silenziosa ed irreale della piazza, la musica è stridente e produce lunghe vibrazioni, facendo tremare l’aria. Anche le gambe di Ulisse tremano, mentre i pochi uccelli appollaiati sulla sommità del tempio volano via spaventati. Finalmente Dioniso alza lo sguardo:-Guarda un po’ chi si rivede! Ulisse e Apollo, qual vento vi porta qua? Scommetto che siete scappati dall’epidemia e avete paura, come tutti gli abitanti di questa città. Apollo si colloca davanti a lui e lo guarda intensamente, con volto imperturbabile: -Dovresti fuggire anche tu e cercare un luogo sicuro.

-Non ci penso neanche. Ulisse, non ascoltare questo noioso bacchettone: vieni con me. Ho vino a sufficienza, possiamo suonare, bere e divertirci, senza paura. Lascia perdere tutto, seguimi e non te ne pentirai. Ulisse li guarda entrambi, perplesso: -Veramente, io stavo scendendo verso il mare. Apollo alza il braccio e lo tiene fermo nell’aria con un gesto imperioso: -Non puoi, non puoi andare. La tua vita è in pericolo come quella di tutti.

-Ma cosa dici? Tu non sai chi sono io, non sai con chi stai parlando.

-Certo che lo so, e anche Dioniso lo sa bene. Sei l’eroe greco, il campione del valore e dell’astuzia, l’uomo che non ha paura di combattere e di attraversare i mari… ma attento Ulisse, ricordati che non saresti andato lontano senza il nostro aiuto. Ora devi fermarti.

-Non posso, io non mi fermo. Lo dicevo anche ai miei compagni: fatti non foste a viver come bruti… Dioniso ride, e alza verso il cielo una coppa di vino: -Lo vedi, Apollo? Hai perso. Ulisse verrà con me, e ci divertiremo come non mai, cantando e ballando nelle strade vuote. Saremo padroni delle piazze, che c’importa dell’epidemia? A noi non toccherà. Apollo è fermo davanti al tempio, mentre la luce del sole gli illumina il volto, cinto da una corona d’alloro, e disegna ombre e riflessi sulla sua tunica.

Dalle pieghe della veste candida estrae lentamente una cetra, e la mostra ad Ulisse: -Guarda. Anche con me potrai suonare, e far vibrare le corde di questo strumento. Sarà una musica potente e grandiosa, e sarai orgoglioso di essere uomo. Ricordi esattamente quello che hai detto ai tuoi compagni? Fatti non foste a viver come bruti, sì, ma per seguir virtute e conoscenza…

Non puoi dimenticarlo, Ulisse. Devi seguire me, che sono la forza della ragione, il Logos, l’equilibrio e l’armonia. Tu sei il re di Itaca, l’eroe del mondo greco, tutti gli uomini ti prendono come esempio. Qui si parrà la tua nobilitate… cioè, ora è il momento di dimostrarlo. Ulisse resta un attimo in silenzio, guarda Dioniso che continua a ridere, a suonare e a bere dalla sua coppa di vino, poi si gira verso Apollo: -Farò quello che tu mi dici, ma non sarà per sempre. Tornerò a viaggiare per terra e per mare, a vivere, a divertirmi, a scoprire il mondo. Non potrai impedirmelo a lungo.

-La ruota tornerà a girare, e tu sarai ancora l’eroe di tutti i tempi. Anzi no: sarai più forte di prima, Ulisse, perché questa prova ti avrà reso diverso e migliore.

-Non credo, Apollo. Se è come tu dici, morte e tristezza aleggeranno su questa città, che già ora è vuota.

-Certo, il vento dell’epidemia sta soffiando su di noi. Ma tutto passerà, e dopo diventerai quello che sempre hai cercato di essere: simile a un dio, ricco di frutti e di saggezza. Ascolta il messaggio della ragione, Ulisse, e la tua Itaca tornerà a splendere, ancora più di prima, questa volta di nuova luce.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie