Mercoledì 22 Settembre 2021 | 17:43

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Novelle contro la paura

Vi racconto la storia di Leone Pantofola

Comentale: nessuno riusciva a svegliarlo...

Vi racconto la storia di Leone Pantofola

Viveva da tempo in Africa un leone davvero speciale famoso per le sue … pennichelle! Avete capito bene, proprio così: pennichelle. Sapete come lo chiamavano tutti gli animali della savana ? Pantofola. Guai a dirglielo sul muso però … si poteva arrabbiare come … una bestia!

Leone Pantofola si appisolava nell’ora più calda del giorno all’ombra di un albero di acacia e russava così di gusto che non l’avrebbero svegliato nemmeno le cannonate.Un bel giorno, proprio il giorno in cui inizia la nostra storia straordinaria, Leon Pantofola si addormentò e dormì così a lungo ed iniziarono a passare le ore, i giorni e poi le settimane intere. E Pantofola ? Pantofola dormiva sempre. Continuava a russare facendo un baccano d’inferno. Gli animali della savana erano perplessi. Un Re caduto in letargo da un momento all’altro. Possibile?!?! I leoni vanno in letargo ?! Gli animali erano disperati!

Che fare? Si poteva provare a svegliare Leon Pantofola, Re della foresta ma…E se si svegliava di cattivo umore ?! E se avesse mangiato in un sol boccone l’incauto disturbatore?! Fu così che dopo più di un mese di sonno profondo provò a svegliarlo prima un vecchio macaco. Si mise a soffiare sulla grande criniera di Leon Pantofola ma … non accadde nulla. Provò allora un gran coccodrillo a portare due profumate polpette di carne di porco, due pop-pork ma … anche questa volta … nulla di nulla. Leon Pantofola continuava a russare. E adesso ?!?! Venne scomodato perfino il gran Dottor Professor Boa, grande esperto di letarghi, il quale si avvicinò con coraggio al dormiente mentre tutti gli altri animali si tenevano a debita distanza e visitò, pensò, ascoltò e alla fine parlò: «Ora Leon Pantofola dorme … lasciatelo dormire … Ma …». «Ma?!?!» risposero in coro tutti gli animali raccolti in cerchio. «Quando si risveglierà … Quando si risveglierà ?!?! Saranno dolori … Per tutti !».

Tutti gli animali gridarono in coro: «Ohhhhh !». Fecero davvero un gran rumore e poi tutti spaventati si rivolsero con lo sguardo al leone ma …Ma nemmeno allora Leon Pantofola si svegliò! Leon Pantofola doveva riposare tranquillo e otto scimmiotti lo presero di peso e lo misero a russare in un grande tronco cavo. Il dottor Boa seguì tutta l’operazione e dopo aver ingoiato in un sol boccone un uovo di struzzo come onorario si allontanò strisciando.Calò la notte in quella savana abbandonata e gli animali si addormentarono pensierosi.E avevano ragione a fare brutti sogni perché proprio quella notte piombarono sulla savana addormentata i terribili Pirati. Erano i famosi pirati guidati dal grande capo il Re della Filibusta il feroce Golasecca. Era una notte scura senza luna e senza stelle e i pirati catturarono tutti gli animali addormentati specialmente le scimmie e i pappagalli colorati. Erano gli animali che potevano facilmente rivendere al grande mercato Maccaccacao. Stavano per andare via con il bottino quando videro il grosso tronco abbandonato dal quale usciva uno strano rumore. E da un nodo nel legno usciva la grossa coda di Leon Pantofola.

La ciurma chiamò subito a vedere quello strano tronco russante il capo dei Pirati il terribile Golasecca.Il quale arrivò, guardò, pensò e alla fine ordinò: Prendete il tronco, lo venderemo come souvenir! Nessun pirata sapeva cosa volesse dire la parola souvenir, erano semplici tagliagole, comunque ubbidirono.E fu così che il tronco con Leon Pantofola dentro che russava fu preso di peso da otto Pirati e issato con gran fatica sulla nave. E buttato nella stiva insieme a tutte le gabbie degli animali.
Il sole non era ancora uscito che la nave dei Pirati aveva già preso il largo con il suo carico prezioso di gabbie di legno piene di uccelli e scimmie e … Leon Pantofola nel tronco che russava.

E adesso ?!?! State a sentire cosa accadde sulla nave dei Pirati. Una volta al largo la nave prese le onde e il tronco iniziò a rotolare nella stiva. Il movimento svegliò Leon Pantofola. Finalmente ! Pantofola spalancò i suoi occhi enormi e gialli e prima di tutto fece uno sbadiglio colossale. Iniziò a pensare che forse aveva dormito un po’ troppo e … dove si trovava ? Non ebbe molto tempo per pensare perché dopo il gran sonno era arrivata giustamente una gran fame. Dovete sapere che quando il leone ha fame prima fa un gran sbadiglio, poi si lecca i baffoni e poi? Poi ruggisce con tutta la forza che ha in corpo. E fu proprio così che fece Leon Pantofola, un gran ruggito che rimbombò nella stiva, sfondò la porta chiusa a catenaccio e rimbalzò sul ponte dove i Pirati giocavano a carte. Un ruggito spaventoso : RRRROOOOOOAAAAAAARRRRRRRRRRRRRRRRRR !!!!!
Figuratevi la ciurma! All’inizio restarono fermi immobili con la bocca spalancata, la faccia bianca bianca, la pelle secca secca dal sole. Erano pirati con tutte le regole e con tutti i tatuaggi sul corpo e i tatuaggi tutti insieme si sollevarono dalla paura e se ne scapparono lontano lontano e nessuno li ha mai più incontrati. «Ho fame !» ruggi il Pantofola e con un balzo dalla stiva saltò sul ponte della nave a due passi dalla ciurma dei Pirati. A questo punto ne accaddero di tutti i colori.

I Pirati iniziarono a scappare da tutte le parti gridando a squarciagola. ‘Aiuto ! Aiuto ! Un leone a bordo ! Si salvi chi può !’
Quello che gridava di più era il feroce capo dei pirati Golasecca.
La confusione raggiunse il massimo quando tutti gli altri animali catturati uscirono dalle gabbie e si riversarono sul ponte della nave.
Cosa era successo ?
Il ruggito di Leon Pantofola era stato talmente forte che aveva spalancato tutte le gabbia e gli animali erano liberi.
Pappagalli e canarini, bertucce, macachi, gibboni e scimpanzé tutti sulla tolda della nave tutti a correre e a volare indemoniati tra le vele e il timone.
I Pirati si buttarono in acqua in preda al panico. Primo fra tutti il feroce capo Golasecca.

Due scimmiotti della Croce della Savana buttarono in acqua le gabbie di legno come salva … pirati.
Leon Pantofola era diventato capitano della nave.
Capitano con un ruggito !
Capitano di lungo corso ? No, capitano di lunga fame !
E Pantofola iniziò a guardare tutti gli animaletti sulla nave. Mentre guardava si leccava i baffi dall’appetito.
Che fare ?!?! Gli animali erano in pericolo.
Leon Pantofola puntò un vecchio macaco che fuggì di levata e si rifugiò nella stiva. Pantofola lo inseguì al grido di battaglia :“Voglio carne secca!!!”
Sparirono il macaco e il Leone nella stiva e tutti gli animali inorridirono al pensiero di quello che sarebbe successo ,Il macaco sembrava già spacciato, preso e divorato praticamente finito, quando, figuratevi la meraviglia degli animali impietriti dallo spavento, videro Leon Pantofola schizzare via dalla stiva come se avesse visto un fantasma e fuggire via tanto in fretta da cadere in mare con un grande …. Splaaaschhh !. Cosa era successo ?
Non lo indovinerete mai e per questo ve lo dico io : Un topolino nella stiva era appena uscito a fare una passeggiatina per favorire l’appetito e si era imbattuto a tu per tu con il ferocissimo Pantofola. Dovete sapere che gli animaletti piccoli piccoli, come i topolini, spaventano spesso gli animali grandi e grandi come i leoni. O gli elefanti.. Scherzi della Natura !
Il vecchio macaco che era uno scimmione di lunga esperienza e che, nella sua lunga vita ne aveva viste di cotte e di crude, uscito dalla stiva sano e salvo , tutto contento per il pericolo scampato, ebbe però la forza di gridare:
“Leone in mare !!!”
Che fare !?!?
Il povero Leon Pantofola anche se grande e grosso non sapeva nuotare.
Rischiava di affogare …

Gli animali si consultarono in assemblea plenaria: che fare ?
Salvare il leone e issarlo sulla nave a costo di mettere a repentaglio la vita di tutti gli animali scimmie e pappagalli oppure lasciarlo affogare miseramente ?
L’incertezza durò poco. Tutti gli animali, agli ordini del vecchio macaco, calarono la scialuppa di salvataggio e in quattro e quattro quarantaquattro issarono Pantofola a bordo. Poi dalla scialuppa al ponte della nave il passo fu breve. Pantofola era ora sano e salvo all’asciutto e al sicuro.
Appena si fu riavuto dal bagno imprevisto Pantofola si scrollò l’acqua marina di dosso creando un piccolo lago salato sotto le sue zampe e poi tenne un bel discorso agli animali che aspettavano timorosi e schierati in cerchio.
“Amici e fratelli della foresta, ascoltatemi. Ho dormito a lungo ma ora sono sveglio. Ho una gran fame ma … non vi mangerò, promesso. Se sono vivo sano e salvo è grazie a voi che mi avete salvato a vostro rischio e pericolo..
Vi prometto che vi riporterò presto a casa, sani e salvi.
Però … ’
‘Però ?’ risposero in coro tutti gli animali della foresta.
‘Però dovete promettermi una cosa !’
‘Una casa ?’
‘No ! Dopo la casa ora pensiamo a una cosa ! Una cosa importante !
‘Quale ?’
‘Per tornare a casa dobbiamo lavorare insieme, insieme come fratelli.
La traversata sarà breve ma ognuno deve fare qualcosa per gli altri. ‘
E così Leon Pantofola sulla nave dei pirati, trasformato in Capitan Pantofola nominò subito il vecchio Macaco suo Nostromo di bordo e iniziò a impartire gli ordini come se fosse nato e cresciuto su di una nave:
‘Scimmie in vedetta sull’albero maestro !
“Pappagalli in alto in volo per seguire la rotta giusta!’
Un pappagallo falegname volò in alto in alto, bucò la bandiera nera dei Pirati e un pappagallo sarto cucì al posto del teschio una enorme pantofola colorata. Una delle tante pantofole che i Pirati avevano lasciato sulla nave durante la loro fuga precipitosa e il loro tuffo in acqua.
Il vento gonfiò le vele, la nave degli animali liberi della Savana si mise sulla via del ritorno …
Però ….
Però !?!?
Pantofola aveva fame una grande fame una fame da non si dire. Una fame da tagliare con il coltello e assaggiar con la forchetta.

Iniziò a guardare con molto appetito e poco affetto le scimmie volteggiare sugli alberi e i pappagalli svolazzare d’intorno.
Povero Leon Pantofola, affamato affamatissimo !
Però aveva promesso e si sa … ogni promessa è debito, pure per i Leoni dormiglioni.
Grande fu la commozione di tutti gli animali quando affacciati sul ponte della nave sentirono i mille odori della loro terra levarsi d’intorno nella luce calda del tramonto.
Ce l’avevano fatta !
Erano tornati a casa !
Finalmente!
Leon Pantofola aveva mantenuto la sua promessa.
Scesero velocissimi gli animali, scimmie e pappagalli colorati scomparvero in un istante: la paura fa … novanta!
E Leon Pantofola ? Rimase a bocca aperta e a pancia vuota. Mannaggia !!!
Scese giù nella stiva a vedere se nella nave c’era qualcosa da mangiare: nulla di nulla. Solo gemme, dobloni d’oro, collane e gioielli. Tesori e tesori scoperti e completamente inutili.
Praticamente nulla di commestibile.
E così mentre la luce spariva Leon Pantofola si accomodò sul ponte a dormire.
Chi dorme non piglia pesci, però almeno sogna.
E Leon Pantofola sulla nave dei Pirati sognò di mangiare a crepa pelle.
Sembrava tutto tranquillo sulla nave, Pantofola che dorme e russa e gli animali in salvo nelle loro case della savana quando ad un tratto …

Chi sale sul bordo della nave con un coltellaccio tra i denti ?
Anche questa volta non lo indovinerete mai e per questo ve lo dico io:
E’ il feroce Golasecca e non è solo, ha portato con sé …

(Genitori , non trovate scuse patetiche, leggete a voce alta questa storia ai vostri figli e aspettate con pazienza il seguito. Il tempo c’è!)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie