Martedì 29 Settembre 2020 | 03:12

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«Con Emiliano per fare della Puglia un posto dove far crescere i propri figli e non farli andare via, come è successo a noi»: è questo il titolo con cui un gruppo di 'fuorisede' pugliesi ha dedicato una lettera, con tanto di petizione, all'imminente voto per le regionali, sottolineando il loro impegno per il candidato del centrosinistra. 

La Puglia è la terra da cui proveniamo, il luogo nel quale ci siamo formati, il trampolino dal quale ci siamo lanciati, per intraprendere percorsi professionali nel mondo. Per alcuni si è trattato di una scelta consapevole, per tanti una necessità impellente. C’è stato, infatti, un tempo in cui in Puglia era sempre ‘inverno’.
La vita quotidiana, il lavoro, i successi e gli insuccessi, i figli, il presente e, spesso, anche il futuro sono lontani dalla Puglia. Solo fisicamente, perché resta in noi, nei nostri cuori e nelle nostre menti, il desiderio di una Puglia sempre migliore e la volontà di contribuire alla sua evoluzione. In questi anni il vento del cambiamento ha portato la Puglia, tra mille difficoltà e battaglie, ad essere laboratorio di un mondo in cui il lavoro, la crescita, la salute e l’ambiente non sono categorie in conflitto, ma fattori di crescita in un contesto diverso e inclusivo. Oggi questo vento sembra affievolirsi pericolosamente: concreto è il pericolo che in Puglia torni a governare una politica in cui il lavoro sia garantito solo a spese dell’ambiente e della salute pubblica. Una politica miope che non mette al centro la sanità, la scuola pubblica, i diritti civili, la cultura e il valore del territorio, ma solo l’interesse privato. Una politica che, ignorando la Storia, guarda alla Puglia come a un enorme villaggio vacanze.

Perché accade questo? Siamo sicuri che le pugliesi e i pugliesi abbiano deciso che la priorità nella scuola e nella sanità sia l’ingresso dei privati? Siamo convinti che vogliano scegliere per la loro regione un modello di crescita senza limiti, che ignori le necessità dell’ambiente in cui vivono e i bisogni delle generazioni future? Siamo certi che vogliano vivere in una regione in cui le donne non possono più poter interrompere la gravidanza negli ospedali pubblici? A noi non sembra sia così. Città come Bari, Lecce, Brindisi e Taranto hanno scelto ed eletto sindaci del centro-sinistra. Siamo convinti che a voler fermare il cambiamento e a mettere in discussione il governo che lo ha stimolato non sia la volontà della maggioranza delle donne e degli uomini di Puglia ma, piuttosto, una parte di scontenti, appartenenti a questo stesso popolo, alimentati e strumentalizzati dai rancori
di politici che in Puglia, al massimo, hanno trascorso una vacanza, o, ancora peggio, da leader locali privi di qualsiasi esperienza, il cui obiettivo non è quello di governare, ma semplicemente di continuare a godere di una rendita di posizione che deriva da un’opposizione cieca e indipendente dai contenuti.

Non è questo il tempo delle analisi. Governare è difficile e ancor più difficile è continuare a restare al passo con l’evolversi della società, delle esigenze delle cittadine e dei cittadini che ti hanno eletto. Oggi non è in discussione l’equilibrio tra le diverse componenti del governo del cambiamento e nemmeno il peso politico di quelle forze che, pur all’interno di un quadro
progressista, si schierano in maniera autodistruttiva contro l’attuale governo regionale. Perché ora a rischio è l’esistenza stessa della “primavera” pugliese e del “laboratorio Puglia”, a vantaggio di un governo tra i più reazionari possibili, a cui persino l’elettorato tradizionalmente liberale e conservatore delle città del Nord in cui molti di noi vivono guarderebbe con preoccupazione e scetticismo.
Il nostro non è un sostegno acritico. In questi anni ci sono state posizioni e scelte che non abbiamo né compreso né condiviso, e tanti sono i problemi che nel secondo mandato dovranno essere affrontati con volti e competenze nuovi. Ma, forse grazie alla distanza, che spesso permette di vedere le cose con più chiarezza, sappiamo che questo è il momento di essere vicini ai nostri cari e alla nostra regione. Perché, nonostante gli errori fatti, il governo di Michele Emiliano è l’unico che può continuare a far essere la Puglia uno dei posti più belli del mondo dove far crescere i propri figli aiutandoli a costruire un futuro, e non a ridurre questa bellissima terra in un luogo da cui farli andare via, proprio come è successo a noi.

Marco Ranieri Alma Mater, Università di Bologna
Renato Grottola Dirigente Aziendale, Milano
Leonardo Iacovelli Consulente Aziendale, Bruxelles
Michele Monno Politecnico di Milano
Salvatore De Mola Sceneggiatore
Luciana Mascia Alma Mater, Università di Bologna
Gaetano Perchiazzi Università di Uppsala, Svezia
Annamaria Abbinante Partner Società di Consulenza, Milano
Francesca Aresta Ospedale Niguarda, Milano
Walter Fasano Montatore, Roma
Giuseppe Acquaro Senior Manager, Milano
Rossella Speranza Imprenditrice, Rio De Janeiro, Brasile
Francesca Ingravallo Alma Mater, Università di Bologna
Marco Marigliano Dirigente Aziendale, Roma
Francesco Orofino Architetto, Roma
Beppe Pinto Capotreno, Bologna
Antonio Santoro Policlinico S.Orsola Malpighi, Bologna
Rosario Urbino Ospedale San Giovanni Battista, Molinette, Torino

Cinzia Guido Assessora, Municipio Roma I
Mario Suglia Imprenditore, Roma
Francesco Monteduro Policlinico S.Orsola Malpighi, Bologna
Emilio Solfrizzi Attore
Bruno Calò Manager, Roma
Carlo Coniglio Ospedale Maggiore, Bologna
Francesco Violante Alma Mater, Università di Bologna
Salvatore M. Maggiore Università G. D’Annunzio Chieti Pescara
Giampietro Scaglione AUSL Piacenza
Gennaro Carlone ICT Manager, Roma

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