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Il vino italiano non si ferma. Liantonio (Valoritalia) ci spiega come fare

Per evitare il blocco totale delle certificazioni, l’ICQRF ha permesso di derogare dalla vigente normativa, permettendo alle aziende di procedere con un’autocertificazione

Francesco Liantonio

Francesco Liantonio

E’ chiaro che il contagio cammina sulle gambe di noi essere umani, o almeno di chi non resta a casa malgrado tutto. E certo non si diffonde con i prodotti alimentari italiani, che sono fra i più desiderati nel mondo. Fisicamente, però, gli addetti ai consueti controlli del nostro vino nelle aziende vinicole non possono più andare. E allora, come proseguire le consuete (e sicure) procedure di certificazione per i nostri vini, campioni di export in tutto il mondo? La risposta arriva, forte e chiara, dal pugliese Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia, società italiana leader in Italia autorizzata dal Mipaaf, per il controllo e la certificazione volontaria dei vini a Denominazione d’Origine, Indicazione Geografica e dei vini con indicazioni del vitigno e/o dell’annata. Gli Organismi di certificazione rappresentati in Asso-OdC (Agroqualità SpA, Ceviq Srl, Parco 3A-PTA, Siquria SpA, TCA Srl, Triveneta certificazioni Srl, Valoritalia Srl) che insieme controllano oltre il 95% del vino italiano, hanno implementato di comune accordo procedure straordinarie per garantire la continuità della certificazione dei vini italiani, il cui arresto causerebbe un ingentissimo danno al settore, già così duramente colpito.

“Per evitare il blocco totale delle certificazioni, l’ICQRF ha permesso di derogare dalla vigente normativa, permettendo alle aziende di procedere con un’autocertificazione. Le nostre sedi, tutte operative, si occupano delle verifiche documentali, operazioni svolte in sicurezza dai nostri collaboratori grazie al lavoro agile. Inoltre garantiamo la consegna dei contrassegni al rilascio della certificazione – dice il presidente Liantonio - . Una volta rientrata l'emergenza, le autocertificazioni saranno puntualmente verificate attraverso adeguati controlli. Deve essere chiaro che per noi la continuità dell'iter certificativo costituisce una priorità, ma abbiamo scelto di essere più flessibili per far sì che il Made in Italy non si fermi.” In pratica, con l’autocertificazione le aziende si assumono la responsabilità civile e penale di quanto dichiarato, attraverso un atto notorio e a norma di legge, asserendo che il proprio prodotto è conforme a quanto previsto nel disciplinare di produzione da un punto di vista chimico e organolettico. Dopo, quando tutto sarà passato, saranno effettuate verifiche puntuali e rigorose.

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