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Lo sciopero generale paralizza il Corriere

Lo sciopero generale paralizza il Corriere

L’Alleanza del Lavoro contro lo squadrismo

04 Agosto 2022

Annabella De Robertis

«Un clamoroso fallimento di uno sciopero assurdo»: così titola il «Corriere delle Puglie» del 4 agosto 1922. Il giornale stesso, in realtà, ha subito le conseguenze dello sciopero generale, indetto tre giorni prima dall’Alleanza del Lavoro, la neonata unione delle organizzazioni sindacali e dei partiti di sinistra di cui si è fatto promotore il Sindacato ferrovieri italiani, per protestare contro la gravissima ondata di violenza squadrista che sta imperversando nel Paese.

Il «Corriere», infatti, non è andato in stampa per ben due giornate consecutive: segno che la mobilitazione – almeno a Bari – ha avuto una consistente adesione. «La locale sezione della Federazione del libro s’è decisa a tardissima ora a far cessare l’assurdo sciopero dei tipografi occupati presso i giornali. Siamo, perciò, costretti ad approntare affrettatamente il giornale per non farlo mancare ancora stamane».

Nella maggior parte delle città, come era prevedibile, la riuscita della contestazione è stata minata dall’intervento in massa dei fascisti in armi. «Più clamoroso insuccesso giammai, forse, ebbe una più ribalda e sconclusionata manifestazione politica. Fallimento più pieno giammai, forse, coronò una più iniqua sfida ad un paese laborioso e preoccupato del suo presente e del suo futuro», si legge sul «Corriere».

L’Italia, in quei giorni sta affrontando l’ennesima crisi di governo del 1922, conclusasi con un nuovo affidamento dell’incarico a Luigi Facta. «A Bari gli episodi di violenza sono stati, purtroppo, più numerosi e forse più gravi: ma nulla di molto importante, soprattutto nulla di preoccupante», si cerca di minimizzare. Nelle pagine interne del giornale, tuttavia, si riporta la cronaca dettagliata dei disordini: scontri tra legionari e fascisti si sono verificati senza tregua tra colpi di rivoltella e scoppi di bombe carta. Le due parti si sono affrontate tra via Melo e corso Vittorio Emanuele, ai margini della città vecchia dove ha sede la Camera del Lavoro: i fascisti, invece, hanno il loro quartier generale in via Marchese di Montrone.

Tafferugli tra gli operai della Manifattura Tabacchi hanno dato inizio alla seconda giornata di sciopero, che è proseguita con un violento conflitto a fuoco in piazza Massari. Qui un operaio saponiere di 38 anni, Salem Giusto, è stato colpito al petto da un proiettile, nei pressi dell’Ospedale Militare. Anche una donna, vicino al Castello, è stata ferita gravemente. Al terzo giorno l’Alleanza del Lavoro esorta: «Il Proletariato di Terra di Bari ritorni al lavoro, fiero di aver manifestato compatto la volontà di vedere ripristinate le libertà politiche e sindacali da tempo manomesse in Italia».

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