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Tecnologia

Puglia, una proposta di legge per affermare il diritto «universale» di accesso a internet

Puglia, una proposta di legge per affermare il diritto «universale» di accesso a internet

Un passo in più verso la transizione digitale: la proposta di legge regionale depositata lo scorso venerdì dal consigliere Francesco Paolicelli (PD) e dal capogruppo dei dem Filippo Caracciolo

23 Aprile 2021

Avv. Girolamo Matera

“La Regione Puglia riconosce il diritto di tutti i cittadini di accedere ad internet quale fondamentale strumento di sviluppo umano e di crescita economica e sociale”. Tanto dispone la proposta di legge regionale depositata lo scorso venerdì dal consigliere Francesco Paolicelli (PD) e dal capogruppo dei dem Filippo Caracciolo.

La proposta – finalizzata a garantire e promuovere l’accesso ad internet a “tutti i cittadini” (pugliesi) a rischio esclusione digitale, attraverso l’erogazione di contributi per sostenere il costo degli abbonamenti – permette una riflessione sul riconoscimento, nel nostro ordinamento, del diritto oramai fondamentale di accedere alla rete. Ciò in un contesto, come quello pandemico, nel quale è emersa con ogni evidenza la “centralità” della rete, poiché presupposto per l’esercizio di altri diritti fondamentali dei cittadini, come il diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, nonché i più elementari diritti di cittadinanza.

Nel passato, come si ricorderà, non sono mancate proposte di legge finalizzate ad integrare anche la Costituzione, proprio al fine di dare “riconoscimento” all’eguale diritto di tutti i cittadini di accedere alla rete internet. Tra le diverse iniziative in tal senso, si deve innanzitutto ricordare quella del prof. Stefano Rodotà, che proponeva di aggiungere alla Carta fondamentale un’altra norma: «Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”.

Tuttavia, come si sa, non vi è mai stato il riconoscimento “formale” di tale diritto. Anche in ragione dell’opinione secondo cui sarebbe compito dell’interprete estrapolare il riconoscimento del diritto ad internet dalla stessa Costituzione. Nello specifico, il diritto universale di accesso alla rete, quale presupposto per l’esercizio dei diritti fondamentali ad esso connessi, sarebbe corollario del “fondamentalissimo” art. 3. Sicché, anche in assenza di una espressa previsione costituzionale in tal senso, sarebbe comunque compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che si frappongono al pieno esercizio anche del diritto alla rete.

La proposta di legge regionale, sotto tale profilo, appare dunque “innovativa” e al “passo con i tempi”: essa, infatti, si spinge al punto di riconoscere espressamente l’accesso alla rete quale fondamentale strumento per lo sviluppo della persona umana. Peraltro con una espressa connotazione “sociale” oltre che “economica”, posto che essa si pone l’obiettivo di garantire il diritto all’alfabetizzazione digitale, intesa come completamento del diritto all’istruzione.

A questo proposito, secondo la ricerca ISTAT “ICT e Cittadini del 2019”, si osserva che circa un terzo delle famiglie pugliesi ha dichiarato di non avere una connessione internet. Non solo. La ricerca ha evidenziato il deficit di competenze nei nuclei familiari affinché si potesse accedere ad internet e la convinzione diffusa che internet fosse “inutile”.

Un terzo, quindi, delle famiglie pugliesi – se non si facesse nulla per “liberarle” dalla condizione di esclusione in cui versano – sarebbero completamente estromesse dal processo di transizione digitale che sta interessando il nostro paese, con ogni conseguenza anche rispetto agli elementari diritti di cittadinanza e ai rapporti che essi potrebbero (non) intrattenere con la pubblica amministrazione e la generalità dei soggetti che “spaziano” in rete.

Dunque, al netto delle rilevanti implicazioni giuridiche che sottendono il diritto ad internet, oggi appare senza dubbio centrale promuovere la più ampia diffusione della rete e delle connessioni, specie tra le fasce più fragili della popolazione. È pertanto auspicabile l’approvazione quanto prima della proposta di legge regionale che – certamente potrà essere migliorata ed integrata prima di essere licenziata – rappresenta il passo nella giusta direzione verso la “transizione digitale”.

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