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Un Bari che si evolve a caccia della svolta

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Terrani e Floriano: ruoli diversi per scalare le gerarchie

Evolversi per trovare maggiore spazio. E per tenersi stretto il Bari. Ecco il destino di un manipolo di calciatori che in estate erano stati acquistati dal club biancorosso con l’idea di essere perni di due moduli precisi: il 4-3-3 o il 4-4-2, ovvero i due assetti sui quali Giovanni Cornacchini aveva prevalentemente lavorato nel ritiro di Bedollo. Già l’allenatore marchigiano, tuttavia, aveva virato sul 3-5-2 prima del suo esonero. E Vincenzo Vivarini ha confermato tale modulo che gli ha permesso di trovare una certa stabilità. È impensabile che in questa fase cruciale della stagione, il tecnico abruzzese attui una nuova rivoluzione tattica. Anzi. Tutto lascia pensare che proseguirà su questa strada, cercando nel mercato di gennaio quei 3-4 innesti di valore che interpretino il suo credo in modo ancor più convinto.

E allora, ci si chiede che cosa accadrà innanzitutto all’imponente batteria di esterni che erano stati acquistati per garantire risorse sempre fresche sulle fasce. Non c’è soluzione: dovranno reinventarsi in altri ruoli pur di restare aggrappati al progetto biancorosso e, magari, scalare le gerarchie che attualmente li vedono in seconda fila. Ci sta provando, ad esempio, Giovanni Terrani. Il 25enne di Vigevano è sempre stato un’ala pura, ma Vivarini, pur di non perdere il suo talento e lo sta reimpostando mezzala d’assalto. Se il riferimento fosse l’ultima mezzora contro la Vibonese (condita peraltro dal gol per acciuffare il 2-2 biancorosso), si direbbe che l’apprendimento proceda a gonfie vele, sebbene vada completato nella fase di non possesso palla.
Tale procedimento è in corso pure su Roberto Floriano che, però, non sta digerendo allo stesso modo lo spostamento. Il 32enne ex Foggia, abituato ad esaltarsi scattando sulla fascia, perde i riferimenti in posizione più centrale e non trova gli spazi per scatenare il suo scatto. Non convince, quindi, il suo adattamento da esterno a mezzala e nemmeno l’ipotesi di tramutarlo in trequartista da gettare nella mischia in corso. Dato il contesto, è facile ipotizzare un suo addio durante il mercato invernale. Meglio, invece, se la sta cavando Samuele Neglia per il quale Vivarini sta proponendo la posizione di seconda punta: mansione che, il 28enne piemontese, già aveva ricoperto spesso lo scorso anno in D. Tecnico, brevilineo, dotato di spiccata intelligenza sul piano tattico, il numero undici dei galletti può affermarsi pure da attaccante puro.

Analogo discorso riguarderà Eugenio D’Ursi che, peraltro, fu il primo partner di Antenucci scelto nell’era Vivarini. Tuttavia, dopo aver disputato il primo tempo contro il Monopoli, il 24enne napoletano si è fermato per un infortunio muscolare che ancora lo tiene ai box. Ma non appena sarà recuperato, potrà riprovare a destreggiarsi da punta: i 14 gol segnati con il Catanzaro la scorsa stagione dimostrano, in fondo, un buon fiuto per la rete. Da esterno offensivo in un 4-3-3, Tomasz Kupisz deve diventare laterale a tutta fascia: un cambiamento relativo per il polacco che tante volte in carriera è stato utilizzato in tal modo, a patto di ritrovare convinzione e brillantezza.

Nessun problema per Zaccaria Hamlili (pronto al rientro dall’infortunio per il derby di domenica con il Bisceglie, al pari di Bianco, mentre potrebbe non farcela Scavone) che sembra persino a suo agio da mezzala piuttosto che da centrocampista centrale, posizione in cui era utilizzato in prevalenza lo scorso anno. Così come Filippo Berra, laterale di professione, è pronto all’occorrenza a scalare da «terzo» in difesa: allo stato attuale, sarebbe la prima alternativa in caso di forfait di uno dei tre titolari in retroguardia.

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