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Banca del germoplasma, a Bari i semi che nutrono il mondo

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Di Antonella Millarte

FRUIT LOGISTICA - La mia banca è differente. Questo fortunato slogan pubblicitario si applica con efficacia ad un capolavoro della ricerca pugliese: la Banca del germoplasma di Bari.

Custodisce quanto di più prezioso ci sia per la sopravvivenza del genere umano: i semi, da cui dipende l’alimentazione del pianeta. La Fruit Logistica di Berlino, evento fieristico di livello mondiale che durerà da domani 8 febbraio fino al 10, metterà in vetrina i gioielli della ricca produzione delle fertili campagne pugliesi. Alla base della filiera alimentare, e commerciale di cui il Tacco d’Italia è il cuore pulsante, c’è la biodiversità.

Mentre in un mondo sempre più globalizzato soffiava forte il vento della omologazione, ecco che a Bari nel 1970 veniva istituita la cosiddetta Banca dei Semi.

Da quasi mezzo secolo, nel campus di via Amendola, c’è una delle maggiori Banche di questo tipo con al vertice il direttore dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dott. Giovanni Giuseppe Vendramin, curatore della delicata e complessa Banca è il dott. Gaetano Laghetti.

Immergersi in questo mondo, dove domina il freddo che è il più antico strumento di conservazione che il mondo conosca, significa in realtà tuffarsi nel futuro. Non è, infatti, solo un luogo di conservazione, come ci spiega la ricercatrice Gabriella Sonnante dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse, ma anche di studio, che guarda a preservare e allo stesso tempo valorizzare le sementi e le specie, anche scomparse, che arricchiscono il nostro pianeta e pure la nostra tavola.

Scopo della banca dei semi è la conservazione, lo studio e la valorizzare di queste piante. I semi hanno la capacità di resistere a temperature molto alte, quello che più può influire sulla loro conservazione è l’umidità. E possiedono la capacità, quasi magica, di germinare anche a distanza di molto tempo come hanno dimostrato i semi di provenienza addirittura archeologica, custoditi in altre Banche nel mondo.

All’interno della Banca del Campus di Bari ci sono semi con conservazione a breve (zero gradi e umidità relativa del 35%) e a lungo termine (a - 20 gradi in barattoli ermetici). Oltre alle graminacee (frumenti) e alle leguminose, altrettanto importanti e affascinanti, sono i progetti per le specie orticole con conservazione nella banca dei semi, oppure in campo (come avviene per i carciofi). Inoltre, viene incentivata la conservazione on farm, prosegue la dottoressa Sonnante. In questo caso sono le aziende agricole a preservare i semi, utilizzandoli e così facendo mantenendo in vita queste varietà e favorendo la loro evoluzione naturale.

Per ulteriori info http://ibbr.cnr.it/mgd/ , le visite alla Banca in via Amendola a Bari sono consentite previa autorizzazione per piccoli gruppi, t. 080-5583400, mail gabriella.sonnante@ibbr.cnr.it.

millarte@gazzettamezzogiorno.it

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