Lunedì 27 Maggio 2019 | 01:01

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Bellinazzo: «Bari in serie A un affare tra i 70 e gli 80 mln di euro»

 

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Fruit Logistica

L'orto di Basilicata sulle tavole del mondo
Asso Fruit Italia supera i 60 mln di fatturato

Di Antonella Millarte

FRUIT LOGISTICA - E’ all’ombra delle Tavole Palatine e di Pitagora, sulla costa jonica lucana, che i coloni magno greci prosperarono in una fertile terra. Qui fondarono nel VII secolo a.C. Metaponto, la cui ricchezza poggiava sulla confluenza fra i fiumi Bradano e Basento.

Quell’antico splendore dell’agricoltura continua, a distanza di millenni, a brillare in una realtà associativa di grande forza che è la Assofruit Italia di Scanzano Jonico, diretta da Andrea Badursi.

E’ sorta nel lontano 1984 come Associazione di produttori ortofrutticoli ed agrumari, muovendo i primi passi per consolidare la posizione degli associati verso i mercati italiani. Di importanza cruciale per le abbondanti produzioni lucane, all’insegna dell’altissima qualità, resta l’appuntamento della Fruit Logistica di Berlino che da domani 8 febbraio fino al 10 metterà insieme i big dell’ortofrutta mondiale.

In questo contesto si distingue l’azione efficace, pioneristica, di concentrazione dell’offerta di realtà associative come questa di Scanzano. Fino al 1997 si è chiamata Assobasilicata, ma poi è diventata Assofruit (Organizzazione di produttori ortofrutticoli) ed in Basilicata è stata la prima OP ad adeguarsi a quanto indicato dalla riforma dell’OCM. In pratica, ha assunto un ruolo determinante nella programmazione e nella concentrazione dell’offerta. Ma per competere nei mercati sempre più globalizzati bisogna continuare a crescere e, così, nel 2010 nasce Asso Fruit Italia, come risultato dell’unione di quattro importanti Organizzazioni di Produttori Ortofrutticoli lucane: Assofruit Soc. Coop. Agr., Fruit Italia Soc. Coop. Agr., Generalfruit Basilicata Soc. Coop. Agr. e Prometas Soc. Coop. Agr.

Di fondamentale importanza strategica è, sempre a partire dallo stesso anno, l’affiancamento dell’operato di Asso Fruit Italia con quello di una filiale commerciale: Frutthera srl. A partire da questo anno la crescita dell’Organizzazione diventa esponenziale. La fiducia accordata dalle aziende induce un notevole incremento nel numero di soci fino ad arrivare a contare 115 associati con circa 300 aziende produttrici, di cui 46 biologiche, distribuite tra Basilicata, Puglia, Calabria, Campania e Piemonte. Si raggiunge una superficie in produzione di circa 3.500 ettari su cui le colture più rappresentate sono l’uva da tavola, le fragole, le drupacee e gli agrumi, tutti prodotti che vengono coltivati in territori particolarmente vocati e confezionati nei 10 magazzini di lavorazione a disposizione dell’OP. Il fatturato aggregato è di 65 milioni di euro, con presenza nelle più importanti catene della GDO.

Sembra quasi di rivedere Davide contro Golia, con il Mezzogiorno d’Italia che combatte contro un mondo dotato di infrastrutture e logistica. L’aspetto non trascurabile è che, marciando tutte insieme, le aziende agricole del Sud e del Nord dal 2014 riescono, attraverso Asso Fruit Italia, pure a rafforzare il loro impegno in materia ambientale aderendo con il supporto dell’Università della Basilicata al "Programma per la valutazione dell’impronta ambientale del carbonio" (carbon foot print).

La storia si ripete, insomma, visto che a distanza di millenni dalla colonizzazione magno greca Asso Fruit Italia guarda alla vecchia madre patria e porta avanti azioni di sostenibilità ambientale e sulla salvaguardia della risorsa idrica, in partnership con Istituti pubblico privati della Grecia.

millarte@gazzettamezzogiorno.it

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