Domenica 22 Maggio 2022 | 15:31

In Puglia e Basilicata

IL COMMENTO

L'abisso di consensi che divide Decaro da Emiliano e Bardi

L'abisso di consensi che divide Decaro da Emiliano e Bardi

La coppia a centrosinistra Emiliano-Decaro

I sondaggi hanno vita breve ma fanno riflettere: i due campioni del centrosinistra pugliese stanno seguendo destini diversi

14 Maggio 2022

Bepi Martellotta

Due maggio 2022: Antonio Decaro, con il 64,2% dei consensi, conquista il primo posto come sindaco più amato dagli italiani in base al sondaggio di Affaritaliani.it; 12 maggio 2022: il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in base al sondaggio Swg è in netto calo di consensi rispetto al 2021 con il 33% (8 punti in meno) e un misero 14esimo posto nella classifica dei governatori italiani. È in «buona compagnia» di un altro governatore, precipitato all’ultimo posto della classifica Swg: Vito Bardi, il presidente della Basilicata, risultato 17esimo. Ora, intendiamoci. I sondaggi sono come le rose: dopo due giorni perdono il profumo e dopo cinque seccano. Hanno vita breve e valore relativo, perché soggetti a sbalzi di umore, stagione, percezione, crisi economica, famiglie incazzate, elettori confusi e governi sull’altalena. Ma una riflessione la meritano, se è vero che i due campioni del centrosinistra pugliese – ormai alla guida incontrastata della Regione e della città metropolitana da quasi un decennio- stanno seguendo destini diversi. E che dire del presidente lucano, fiore all’occhiello delle (poche) vittorie raggiunte dal centrodestra nei territori italiani, ex diamante da esibire nei galà politici del Cavaliere e nei salotti di Salvini, oggi relegato in coda dopo le baruffe con i meloniani di Fratelli d’Italia? Una sconfitta la sua – per ora solo nel «sentiment» degli italiani – più prevedibile della repentina discesa repentina di Emiliano.

Michele, incarnazione della politica «apartitica», fondatore del Pd ma spina nel fianco di tutte le oligarchie romane Dem, grande intercettore di adesioni più da destra che da sinistra, oggi si ritroverebbe (se le previsioni corrispondessero al vero) come i militari del battagliano Azov, asserragliati dentro i cunicoli di un’acciaieria con le bombe russe che gli impediscono di uscire. Fino ad appena due anni fa, «fresco» di ri-elezione e di una inequivocabile vittoria su Fitto, teneva ancora testa ai governatori al top classifica ed era lui, il presidente «vasa vasa» a bombardare l’Azovstal del centrodestra, ormai ridotto in Puglia al fantasma di se stesso. Anzi, se la batteva con il pluri-incoronato Zaia, governatore del Veneto, il quale – ancora oggi - continua a tenere testa a tutti. Ecco, perché e, soprattutto, cosa è accaduto tra Puglia e Veneto? Di più, perché Emiliano continua a scendere e Decaro, forte di un incarico nazionale (la presidenza dell’Anci), primeggia da Bari sui sindaci d’Italia?
Per entrambi questi anni strani, assurdi, della pandemia un effetto lo hanno avuto.

La telefonata di Emiliano con il barese che voleva recuperare il canotto, come le intemerate dello «sceriffo» Decaro davanti ai parchi pubblici o sul lungomare di Bari, sono ancora virali sui social. Dunque, ci si aspetterebbe anche per loro quell’effetto del «santo protettore» dalle sciagure che gli italiani, e i veneti in particolare, vedono ancora in Zaia. Eppure, il governatore scende - seguito a ruota dall’omologo della Basilicata in perenne crisi di governo - e il sindaco di Bari sale. Michele lavora indefesso per rastrellare adesioni (e pacchetti di voti) a destra, cooptando tutto quel che resta da quella parte per convogliarlo nelle sue civiche e portare acqua al mulino della (presunta) sinistra. Antonio «galleggia» tra l’amato e mai mollato Pd e gli “amici” di Italia Viva, sopravvissuti alla diaspora di Renzi, tenendosi ben alla larga dalla destra e dalle insidie. Michele chiude le scuole e apre gli ospedali; Antonio inaugura strade e litiga con sporcaccioni e delinquenti. Il primo deve rincorrere un terzo mandato (con tanto di riforma elettorale); il secondo, se non glielo concedono a Bari, ha già una poltrona che lo aspetta a Roma o Bruxelles.

Questione di strategia, di fortuna, di carattere o che? Sarà il prossimo sondaggio a dirlo, salvo smentite – che pure arrivano – al momento delle urne. Per ora, la Puglia dei campioni del centrosinistra nazionale porta a casa una vittoria a metà. E promette una sfida tra i due primatisti, amici-rivali da sempre, al prossimo giro elettorale. Quando, dopo i fumantini sondaggi, si tornerà a parlare di più sostanziosi voti e poltrone.

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