Sabato 15 Maggio 2021 | 04:23

NEWS DALLA SEZIONE

Il racconto
Lettera a un nipote lontano

Lettera a un nipote lontano

 
Il racconto
Caro Manfredi, figlio mio...

Caro Manfredi, figlio mio...

 
Il racconto
«È la festa di tutti i bambini»

«È la festa di tutti i bambini»

 
Il racconto
Priscilla, i burattini e San Nicola

Priscilla, i burattini e San Nicola

 
Il racconto
Elia che custodì le ossa del Santo

Elia che custodì le ossa del Santo

 
Il racconto
Un quesito sospeso tra cielo e tempo

Un quesito sospeso tra cielo e tempo

 
Il racconto
Due ragazzi alla ricerca della verità


Due ragazzi alla ricerca della verità

 
Il racconto
Quel quartiere dove vince la vita

Quel quartiere dove vince la vita

 
Il racconto
Nel padiglione della speranza

Nel padiglione della speranza

 
Il racconto
E i pellegrini si mettevano in cammino

E i pellegrini si mettevano in cammino

 
Il racconto
Mio nonno sulla nave affondata

Mio nonno sulla nave affondata

 

Il Biancorosso

L'intervista
Galano tra due grandi amori: «Bari e Foggia, che brividi»

Galano tra due grandi amori: «Bari e Foggia, che brividi»

 

i più visti della sezione

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaDibattito
Moles, «da Forza Italia contributo fondamentale al Governo»

Moles, «da Forza Italia contributo fondamentale al Governo»

 
LecceL'iniziativa
Il riso della Coldiretti contro gli scafisti

Il riso della Coldiretti contro gli scafisti

 
TarantoEx Ilva
«L'aria di Taranto 20 volte più pulita di quella di Milano»

«L'aria di Taranto 20 volte più pulita di quella di Milano»

 
LecceTurismo
Otranto e Bari regine sulla stampa internazionale

Otranto e Bari regine sulla stampa internazionale

 
Brindisila denuncia
Brindisi, arrivano le fototrappole ma il centro storico resta una vergogna

Brindisi, arrivano le fototrappole ma il centro storico resta una vergogna

 
BatLa curiosità
Canosa, volontari dell'Enpa salvano la maialina Mariarosa

Canosa, volontari dell'Enpa salvano la maialina Mariarosa

 
MateraLa novità
Protocollo di collaborazione per la «Carta del potenziale archeologico di Matera»

Protocollo di collaborazione per la «Carta del potenziale archeologico di Matera»

 

i più letti

Il racconto

L'altra storia del Monte Rosso

Qualche decennio fa emergeva dal mare un cocuzzolo di rocca coperto da un'alga

L'altra storia del Monte Rosso

Un giovane atleta che aveva appena finito di correre, era seduto su uno degli scogli nel tratto di costa proprio di fronte all’arco che conduce alla Basilica di san Nicola di Bari, consumando un onesto e gustoso triangolo di focaccia. Era quasi sera quando il giovane vide giungere dal mare un vecchio pescatore con il suo gozzo provvisto di una lampara che utilizzava per pescare polpi. C’era la luna piena ad illuminare il mare, una luna che riversava in esso sprazzi di bianco proprio nel solco del gozzo lento che nel silenzio della bonaccia stava approdando.
E la luna illuminò per un attimo anche il volto del vecchio, un viso che pareva come una ruvida pietra solcata da rughe profonde, un volto che come un messaggio raggiungeva il suo disegnando insieme al tempo passato anche la bellezza della sua anima. Il pescatore accostò la barca di fianco allo scoglio e lanciò la sagola a terra, poi scese dal gozzo e agganciò l’anello della fune in cima allo scoglio appuntito ancorandolo. L’atleta capì subito che l’anziano pescatore che si era seduto vicino a lui era un uomo che amava molto il mare, che a lui aveva dedicato la sua vita, e a lui era grato perché lo aveva fatto sempre vivere per quelle mille e mille volte che lo aveva solcato. Era facile immaginare infatti che il vecchio pescatore che si era seduto accanto a lui, era uno dei pochi, forse l’ultimo pescatore di polpi scampato alla diaspora dell’emigrazione.
«Mi dai un pezzo di focaccia?» gli chiese il vecchio.
«Certo, prendete», rispose il giovane offrendogli tutto ciò che gli era rimasto.
«Sono stanco - disse - voglio riposare un po’ proprio qui di fronte al mare, questo mare che oltre a nutrire me e la mia famiglia, da sempre nutre con la sua presenza anche i freddi tufi che compongono l’antica muraglia che è lì alle nostre spalle e i palazzi di pietra edificati oltre».
Consumò con due soli bocconi il pezzo di focaccia al pomodoro, poi prese dalla tasca interna una fiaschetta e bevve qualche sorso d’acqua. Si tolse il berretto dal capo e lo mise nella tasca dei pantaloni poi, da quella della giacca, prese un mezzo sigaro e lo accese sfregando sullo scoglio un fiammifero da cucina.
«Cosa sai del monte Rosso», gli chiese.
«Il monte Rosso. E cos’è?»
«E già - replicò il pescatore -, sei troppo giovane per saperlo. A circa un miglio dal punto in cui siamo noi, fino a qualche decennio fa emergeva dal mare un cocuzzolo di roccia tutto ricoperto da un’alga di colore rosso visibile, quando c’era bassa marea, da noi abitanti di Bari vecchia e frequentata da giovani che, immergendosi, raccoglievano e vendevano ricci,cozze nere e tartufi di mare. Cudde iè u monde Russe!».
«Ma io talvolta vengo qui anche di mattina a correre e non ho mai visto nulla», disse il giovane.
«Perché adesso è sommerso, forse passando più vicino, nei momenti di bassa marea lo si potrebbe scorgere. Devi sapere che il monte Rosso da sempre ha dato adito a storie fantastiche, leggende e favole - spiegava il pescatore - c’è chi afferma che prima era un isolotto su cui era stata costruita una chiesetta dedicata a sant’Antonio, c’è chi dice che un tempo l’isolotto era attaccato alla costa. Ma fra le leggende legate al monte Rosso ve n’è una, molto antica e che risale a diversi millenni or sono, che è davvero affascinante. A me la raccontò mio nonno, vuoi ascoltarla o è tardi per te?
«Ma no, che tardi, vi ascolto con piacere, anch’io sto riposando perché ho corso parecchio».
«Devi sapere dunque - cominciò a raccontare il vecchio -, che oltre tremila anni fa, quando Bari vecchia già esisteva, l’antico isolotto è stata sede di un esperimento che Zeus volle fare, facendolo governare solamente dagli animali. Il Signore dell’Olimpo era convinto che gli animali si comportavano meglio degli uomini sia nel governare nel rispetto dell’ambiente, sia nel governare se stessi con giustizia, pace e libertà. Scelse un’isola al largo della costa di Bari vecchia perché voleva fare tale esperimento molto lontano dall’antica Grecia, nessuno dei mortali dell’antica civiltà greca doveva sapere perché se la cosa fosse riuscita probabilmente diverse città greche sarebbero state governate dagli animali. Inizialmente il governo del monte Rosso fu affidato ad una regina, una bellissima giraffa che però non fu amata da tutti gli animali. Infatti mentre gli uccelli sui nidi in cima agli alberi erano contenti perché potevano essere ascoltati nei loro desideri e bisogni dal regale animale, le marmotte e le lepri non erano affatto contente perché la principessa dall’alto della sua regalità non li guardava nemmeno».
Il giovane atleta lo ascoltava con piacere sia perché la leggenda lo divertiva, sia perché aveva capito che il vecchio pescatore, vivendo tutti i giorni in solitudine sul mare, aveva assolutamente bisogno di parlare con qualcuno. E il pescatore continuò.
«La situazione del governo del monte Rosso si stava rendendo sempre più difficile, al punto che Zeus decise di fare la stessa cosa che era avvenuta in Grecia ai tempi di Pericle, allorquando questo grande statista fece agli ateniesi il famoso discorso sulla democrazia. Fu così che sul monte Rosso ci furono le votazioni e, siccome le blatte…»
«Le blatte?», chiese il giovane atleta.
«Sì - rispose il pescatore - le blatte erano tante e, siccome ogni animale votò, la maggioranza in parlamento la ebbero proprio le blatte».
«E Zeus cosa fece», chiese il ragazzo sempre più incuriosito nel voler capire fino a che punto la solitudine del vecchio avesse alimentato la sua fantasia, «non poteva certo far governare il monte Rosso dalle blatte».
«Infatti Zeus intervenne subito perché si era reso conto che il suo esperimento era fallito e ne decretò la sospensione e il ritorno sul monte Rosso di quei mortali che volevano viverci e darsi la forma di governo che volevano. Inoltre approfittò dell’occasione per distruggerle tutte facendo soffiare sul monte Rosso per tre giorni e tre notti di seguito, un vento impetuoso e rasente il terreno che le fece volare in mare mangiate dai pesci».
«Tutto è bene quel che finisce bene dunque», disse il giovane atleta pensando che la storia fosse finita.
«Non proprio», rispose il pescatore.
«Perché, cos’altro accadde?»
«Accadde che la dea Fauna, protettrice degli animali, s’avvide in anticipo del disegno di Zeus, raccolse diverse coppie di blatte, le racchiuse in una grande foglia di fico e le portò via con se per salvaguardarne la specie».
«Ora capisco perché se ne vedono sempre tante! - disse il giovane atleta assecondando l’anziano pescatore, - e sul monte Rosso che accadde poi?»
«In quel periodo a Bari vecchia si cominciò a vedere un insolito movimento di barche che dalla costa andavano e tornavano dal monte Rosso. Tutti pensavano che si trattasse di giovani pescatori che s’intrattenevano lì intorno per pescare polpi e allievi, fare ricci e cozze nere».
«E non era così?» chiese il ragazzo.
«No, perché ci si accorse che questi giovani pescatori dopo una settimana circa di permanenza sul monte Rosso, ritornavano sempre accompagnati da una ragazza ivi abitante e se la sposavano formando regolare famiglia».
«Ma tu vedi - disse il ragazzo - e da dove erano uscite queste giovani donne?».
«E ora te lo spiego», rispose il pescatore spegnendo per terra il sigaro, «un’altra dea dell’Olimpo che si chiama Afrodite, chiese a suo padre Zeus signore dell’Olimpo di poter lottizzare tutto il monte Rosso, facendo costruire templi a lei dedicati, insomma templi dell’amore».
«E Zeus cosa le rispose?» chiese il giovane sempre più incuriosito.
«E Zeus l’accontentò. Intanto però le donne di Bari vecchia sentendosi snobbate e trascurate dai giovani baresi vollero conoscerne i motivi, e un bel giorno dieci di loro salirono a bordo di un barcone e remando raggiunsero il monte Rosso. Lì sbarcate videro che l’isolotto era abitato da sole donne, cosa giudicata da tutte le baresi anormale. Allora chiesero spiegazioni ad una sacerdotessa che si chiamava Saffo lì presente, e questa rispose che le isolane praticando un diverso tipo di rapporto intimo fra loro imparavano bene l’arte amatoria, rimanendo vergini, e divenivano talmente brave da essere poi scelte e preferite come mogli nel mondo maschile non solo greco, ma anche barese. Insomma quel tipo di amore era solo temporaneo e propedeutico alla futura vita matrimoniale».
«Ma tu vedi», disse ironicamente il giovane, «ho fatto proprio bene a rimanere ad ascoltarvi, sto imparando cose nuove».
«Fu così che per vincere la concorrenza delle isolane del monte Rosso da quel momento le ragazze dell'antico borgo cominciarono a fare su e giù tra Bari vecchia e il monte Rosso imparando quell’ars amatoria, e in pochissimo tempo divennero più brave persino delle donne della più famosa isola greca di Lesbo. E infatti i giovani pescatori baresi ritornarono a sposarle con grande soddisfazione sia di gola, perché come cucinavano bene le donne di Bari vecchia non lo sapeva fare nessun altra donna, sia di quell’altra cosa che tu hai capito benissimo, non è vero?»
«Certo che ho capito, non sono più un bambino», rispose divertito il giovane atleta.
«Naturalmente una volta maritate, bisognava essere fedeli al proprio marito altrimenti si incorreva nell’adulterio, pratica vietata sia dalla legge degli uomini che da quella degli dei di quel tempo».
«Se è per questo, anche oggi è vietata sia dalla legge dello Stato che dalle regole della Chiesa».
«Sì, figlio mio, hai ragione», disse il vecchio alzandosi per tornare sulla barca a prendere la cassetta del pescato che avrebbe venduto al pescivendolo che, intanto, era arrivato con il furgoncino, «ma c’è sempre qualcuna che nonostante tutto, va ancora a prendere lezioni private!»
Il giovanotto sorrise, gli strinse la mano e dandogli poi le spalle per andare via sentì che il vecchietto diceva al pescivendolo: «vuoi sentire una bella storia?»
«Me l’hai raccontata mille volte - rispose l’interlocutore -, ma se ti fa piacere parla pure!».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie