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Una «Tuta blu» piena di ricordi

Il regista Nico Cirasola racconta gli anni di amicizia con Tommaso Di Ciaula

Tuta blu, l'incompiuta di Cirasola

BARI - Tommaso Di Ciaula, un’avventura durata oltre 12 anni. Ci siamo intrecciati nel 1978 e intensamente frequentati fino al 1990. Abbiamo percorso migliaia di chilometri con la mia station wagon girando tra le campagne pugliesi fantasticando su tutto: dalle donne ai massimi sistemi del cosmo con sottofondo musicale di Matteo Salvatore, Lou Reed, Madnees, Talking Heads. Mi sembra di essere un personaggio descritto da Jack Kerouac nei suoi romanzi o in un film on the road americano. Tommaso mi ricorda molto Charles Bukowski. Quando siamo in macchina tra le strade secondarie della nostra Puglia a goderci i paesaggi limitati dai muri a secco e orizzonti straordinari tra distese di mandorleti, frutteti, oliveti non possiamo fare a meno di fermarci e fotografare cumuli di immondizie di ogni genere gettati nelle campagne tra cespugli ed alberi, l’urlo di Tommaso affiancato dal mio silenzioso stupore di fronte a tanta follia dis/umana echeggia contro tutti coloro che hanno violato la campagna e deteriorato i nostri paesaggi.

Tutto è iniziato per il sogno di adattare cinematograficamente Tuta blu, il suo primo romanzo pubblicato nel 1978 nella collana «Franchi narratori» della prestigiosa Feltrinelli. Dopo due anni di peripezie il film che Tommaso ha voluto realizzare con me è premontato, pur senza colonna sonora. Il nostro promo reel di 20 minuti sonorizzati comincia a girare per festival internazionali. Un provino di circa tre minuti di Tuta blu è stato gonfiato in 35 mm e per i risultati fotografici sorprendenti il laboratorio Ventimiglia di Roma che ha gonfiato in 16mm prima e poi in 35 mm anche Io sono un autarchico di Nanni Moretti, invia il nostro provino in 35 mm al festival del cinema di New York, ottimo inizio, ma il film rimane incompleto perché… Maggio1985 una troupe tedesca è impegnata in Puglia per realizzare un documentario sulla nostra regione. Tommaso è tra gli intervistati perché molto conosciuto in Germania est ma anche in Germania ovest dove il suo Tuta blu è distribuito in entrambe le parti riscuotendo grande popolarità soprattutto tra gli studenti universitari. Florian Furtwangler, nipote del direttore e compositore per orchestra Wilhelm Furtwangler, molto attivo durante la Germania di Hitler, è il produttore e regista del documentario da girare in Puglia tra Monopoli e le campagne della zona industriale di Bari. Tommaso, noto per i suoi romanzi è un ottimo testimone da intervistare. Una sera riesco ad organizzare la proiezione del nostro premontato in Super 8 mm tratto da Tuta blu presso il Videogusto a Palese ideato e gestito da mio fratello Mario.

Tra hamburger e fiumi di birra proietto il nostro premontato muto del film. Alla proiezione sono presenti Florian e tutti i componenti della mini troupe tedesca che non sanno una parola d’italiano. La situazione è ottimale, perfetta per un film che non ha ancora dialoghi e battute. Florian e gli amici tedeschi con molta attenzione guardano il film in silenzio anzi invitano me e Tommaso a non commentare le scene. Dopo la proiezione qualche minuto di silenzio tombale subito dopo due ore circa a parlare di questo film. Florian, alla fine della serata si impegna a ritornare presto in Puglia per completare il film. Io mi illudo pensando che contribuirà a completare il mio film con doppiaggio e sonorizzazione fino all’edizione finale. Dopo quella sera però non vedo più Tommaso nè ho notizie dai tedeschi e resto in trepida attesa. Qualche mese dopo, a settembre, vengo a sapere che una troupe tedesca sta girando tra le campagne di Modugno e Bitonto il film con Tommaso Di Ciaula e io sono completamente escluso. Che amarezza! Ad una settimana dall’inizio delle riprese ricevo una lettera di Florian che si scusa con me mi invita contestualmente a raggiungerlo a Bitonto all’hotel Moderno dove tutta la troupe è provvisoriamente allocata per realizzare il film tratto dal romanzo Tuta blu. Conservo la lettera di Florian Furtwangler che mi prega di entrare tra i collaboratori del film: da una settimana, infatti si aggira tra le campagne di Modugno, Bitonto e Bitetto alla ricerca di quei luoghi che avevano visto nel film premontato e da me realizzato (Tuta blu con Tommaso Di Ciaula nel ruolo del protagonista) ma non riescono a ritrovare gli stessi ambienti miei, lo stesso Tommaso non ricorda. Le scene di fabbrica, i paesaggi e gli orizzonti, la suggestiva scena della nonna e della mamma che canta una filastrocca propiziatoria a Tommaso in fasce!!! Hanno cercato un cavallo e degli zingari ne trovano uno da corsa, insomma sono completamente disorientati. Florian si giustifica sul mio mancato coinvolgimento perché dalle dichiarazioni di Tommaso sembra che il film Tuta blu è stato girato da lui e che io sono semplicemente un collaboratore saltuario invadente.

Tommaso dopo qualche tempo dichiara che quell’estate del 1985 è stato sopraffatto da incubi e demoni con sensazioni persecutorie da parte mia nei suoi confronti che lo hanno allontanato da me dopo circa 7 anni di quotidiano impegno per girare, montare, promuovere il nostro film indipendente Tuta blu. Mai come in altre occasioni dovetti tirar fuori gli insegnamenti di mio zio Compare: bere tre litri di acqua, fare profondi respiri e poi dare una risposta. Fu così che con estrema pazienza rimossi ogni sentimento di rancore e di vendetta e nello stesso giorno feci parte integrante della troupe con lo strano ruolo di collaboratore artistico! Non si trattava della riedizione o completamento di quel Tuta blu da me realizzato ma di un film da girare ex novo. Il produttore Florian Furtwangler sarebbe stato anche il regista del nuovo film con il titolo definitivo Tommaso blu. Peter Kammerer, docente di tedesco presso l’Università di Urbino, è collaboratore della produzione e della sceneggiatura. Conosco tutti i componenti della mini troupe che sembra attrezzata più per un documentario che per un film lungometraggio. Normalmente per i film italiani una troupe per un lungometraggio è composta da 30/40 elementi fra cast tecnico, manovali, gruppista oltre gli attori. La troupe tedesca era invece essenziale: James Jacobs, direttore di fotografia e operatore affiancato solo da un assistente, un fonico/microfonista, padre e figlio che ricoprono vari ruoli: autisti, gruppisti, manovali, tecnici di luce, Ines assistente di produzione, Manolo, assistente collaboratore di Peter e di Florian, Thomas Radigk aiuto regia, Maria Furtwangler, segretaria di edizione e che ha ricoperto un ruolo audace nel film. Potenza teutonica! Io voglio vivere questa esperienza e decido di accettare l’invito di Florian!!! Nel giro di un mese tra settembre e ottobre 1985 furono girate tutte le scene per Tommaso blu alcune negli stessi luoghi di Tuta blu: recuperammo le ambientazioni di fabbrica con la complicità del prof. Ruggiero, preside della facoltà di ingegneria, e dei lavoratori dell’università del laboratorio di meccanica sfruttando tutti gli angoli e i mezzi, dal torchio agli spogliatoi. La scena della filastrocca propiziatoria a Tommaso in fasce fu girata nella stessa casa a Bari vecchia ma i mezzi ingombranti e la suggestione che incuteva una troupe cinematografica non resero emozionale la scena girata qualche anno prima con la discreta e silenziosa cinepresa Super 8 mm Canon F 14 pertanto non è stata mai montata.

La scena del padre e del giovane Tommaso alla ricerca di una prima occupazione fu interpretata da Teodosio Barresi, che già aveva interpretato lo stesso ruolo in Tuta blu, il giovane Tommaso fu interpretato da Luca Michele.Cirasola. Protagonista di Tommaso blu é Alessandro Haber, per la prima volta in un ruolo da protagonista di un film dopo tantissime partecipazioni in importanti film di autori Italiani da Marco Bellochio (La Cina è vicina), ai Fratelli Taviani (Sotto il segno dello scorpione), Damiano Damiani (Goodbye e amen), a Nanni Moretti (Sogni d’oro), Mario Monicelli (Amici miei - atto II), a Gabriele Salvatores (Sogno di una notte di mezza estate), Pupi Avati (Regalo di Natale), citando solo alcuni film. Tommaso blu riceve il premio per l’attore protagonista al festival di Taormina nel 1987. É presentato al London film festival e alla Viennale. Rimane uno dei film importanti delle nuove generazioni cinematografiche tedesche ed io orgogliosamente ho fatto parte di questa avventura. Nel cast anche le mie bambine Dionisia e Claudia, nel ruolo dei figli di Tommaso (Haber). Nel 1987 con Tommaso riprendiamo i nostri giri tra le strade di campagna e secondarie della Puglia alla ricerca di ispirazioni e aria pura.
Questa volta sono determinato a fare un film con la mia regia e così è nato l’idea di realizzare Tra la terra e la luna. Con la macchina da scrivere Everest di mio padre scrivo la sceneggiatura. Cerco fonte di finanziamento e contributi, invio la richiesta al Ministero per usufruire del contributo a fondo perduto dell’articolo 8 della legge cinema del 1965. Per una serie di circostanze ed equivoci creati proprio da un esperto di richieste ministeriali di un’altra cooperativa di Bari il progetto risulta non sostenibile dal Ministero perché nel piano finanziario è incluso un potenziale contributo del Comune di Bari e questo crea un pregiudizio.

Dopo questa delusione senza perdermi d’animo riscrivo la sceneggiatura con il mio amico Elia Canestrari, e propongo come titolo L’odore della pioggia in omaggio a Tommaso che ha pubblicato la raccolta di poesie con Laterza. Presento così per la seconda volta un progetto al Ministero con la mia casa di produzione la Mediterranea film con il soggetto e sceneggiatura mia e di Tommaso e la complicità di Elia Canestrari. Tommaso risulta tra gli autori del film ma il suo contributo vero è aver interpretato una scena nel film con Totó Onnis, il poeta acchiappamosche del sud Italia figlio di un capostazione che avrebbe potuto offrire un posto fisso e sicuro al figlio che invece si perde ad acchiappare sogni per le campagne pugliesi con la sua Moto Guzzi rossa fiammeggiante.

Tommaso ha continuato a scrivere poesie e ha pubblicato il secondo romanzo Prima l’amaro e poi il dolce sempre con Feltrinelli nella stessa collana Franchi Narratori. Io finalmente sono riuscito a realizzare il mio primo film lungometraggio con il titolo definitivo Odore di pioggia con la complicità di pugliese doc come Renzo Arbore, Riccardo Cucciola, il poeta lucano Vito Riviello, voce radio, musiche di Nino Lepore, scenografie di Elia Canestrari, e tra gli interpreti pugliesi Mino Barbarese, Gianni Colaiemma, Teodosio Barresi, Mario Mancini, Grazia Daddario, Nico Salatino, una giovanissima Mariangela Barbanente, con la straordinaria fotografia di Lorenzo Fiore. Il film ha ottenuto dal Ministero dei Beni culturali non solo il contributo per la produzione ma anche l’ambito “Premio di qualità” per il 1989 donando alla produzione e agli autori un riconoscimento economico consistente e appagando le aspettative del cast artistico e tecnico. Il film gira per continenti dalla Cina, India, Germania, Francia, Cuba, Usa ovviamente anche nella bella Italia!

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