Domenica 28 Febbraio 2021 | 08:34

NEWS DALLA SEZIONE

Il racconto
L'inferno dantesco della pandemia

L'inferno dantesco della pandemia

 
Cronache del distanziamento
Quel caffè col «signor Lorenzo»

Quel caffè col «signor Lorenzo»

 
Il racconto
Irrequieti a caccia di libertà

Irrequieti a caccia di libertà

 
il racconto
Il gentile «discorso» della Luna

Il gentile «discorso» della Luna

 
Il racconto
Se Camus dialoga in Valle d'Itria

Se Camus dialoga in Valle d'Itria

 
il racconto
Siamo tutti grandi... peccatori

Siamo tutti grandi... peccatori

 
il racconto
Quando non c’erano le mascherine

Quando non c’erano le mascherine

 
il racconto
La Giardinetta di Méste Battìste

La Giardinetta di Méste Battìste

 
Il racconto
Ciao, Carnevale di Bari Vecchia

Ciao, Carnevale di Bari Vecchia

 
Il racconto
Sul «filobus» del Carnevale

Sul «filobus» del Carnevale

 
Cronache del distanziamento
È stato solo un grande amore

È stato solo un grande amore

 

Il Biancorosso

Serie C
Nel derby di Puglia, Il Bari in 10 batte il Foggia 1-0: segna il bomber Cianci

Nel derby di Puglia, Il Bari in 10 batte il Foggia 1-0: segna il bomber Cianci

 

NEWS DALLE PROVINCE

FoggiaTragedia sfiorata
Auto esce di strada tra Foggia e Manfredonia e si ribalta: due persone ferite

Auto esce di strada tra Foggia e Manfredonia e si ribalta: 2 persone ferite

 
Leccel'aggressione
Cannole, bambina azzannata alla gola da un cane: ricoverata in codice rosso

Cannole, bambina azzannata alla gola da un cane: ricoverata in codice rosso

 
PotenzaCoronavirus
«Vaccinateci!», in Basilicata il coro unanime dei malati rari

«Vaccinateci!», in Basilicata il coro unanime dei malati rari

 
TarantoIl caso
Taranto, spara per errore all'amico: 20enne si consegna in Questura, arrestato

Taranto, spara per errore all'amico: 20enne si consegna in Questura, arrestato

 
BatL'episodio
Trani, a fuoco portone del sindaco Bottaro: ieri l'ordinanza anti-stazionamento

Trani, a fuoco portone sindaco Bottaro: ieri l'ordinanza anti-stazionamento

 
Covid news h 24Lotta al virus
Vaccini, l'appello del sindaco di Matera a Bardi: «serve accelerazione»

Vaccini, l'appello del sindaco di Matera a Bardi: «serve accelerazione»

 
BrindisiIl ricordo
Brindisi, 30 anni fa lo sbarco degli albanesi: in teatro uno spettacolo in streaming

Brindisi, 30 anni fa lo sbarco degli albanesi: in teatro uno spettacolo in streaming

 

il racconto

Se Dante «abbraccia» la Puglia

L'autore racconta un itinerario tra «La Divina Commedia», le stelle e i rosoni

Se Dante «abbraccia» la Puglia

Tener viva la speranza di vincere una volta per tutte l’angoscia da pandemia, perseguire con caparbietà la voglia di un nuovo inizio e, nel frattempo, prepararsi a nuovi incontri e a proficui giochi di sponda, in grado di riaccendere entusiasmo e impegno comuni. E’ ciò che caratterizza e testimonia la forza resiliente d’antica radice mediterranea della comunità pugliese.

E chi più di Dante Alighieri, di cui celebriamo quest’anno i 700 anni dalla sua morte, può rappresentare meglio questo stato d’animo? Il Sommo Poeta che ha dato all’Italia un nuovo modo di esprimersi, di dialogare e di comunicare. L’esule fiorentino che dato agli italiani una nuova lingua, sulla scia di un nuovo stile, tanto da esserne definito - giustamente e nei secoli dei secoli - «il padre».

Motivo in più per essere particolarmente orgoglioso - come pugliese, prima ancora che come troiano - dei diversi legami riscontrati, oltre i semplici riferimenti, di Bari e della Puglia nella Divina Commedia. Su alcuni di essi è stato messo l’accento, nel suo ultimo libro, da Aldo Cazzullo A riveder le stelle (Mondadori) e in quello di Alessandro Barbero Dante (Laterza); entrambi hanno conquistato gli scaffali delle librerie già prima dell’inizio del nuovo anno.

Accento concentrato soprattutto nella cantica dell’Inferno - oggetto del lavoro di Cazzullo - ma che potrebbe trovare ulteriori testimonianze, più o meno dirette, sia nel Purgatorio che nel Paradiso. E così il terribile spettacolo di piaghe e sangue, che si presenta a Dante e Virgilio nella nona bolgia infernale: «Di fronte al quale nulla sarebbe l’ammasso di tutte le vittime di tutte le guerre, che hanno insanguinato “la fortunata terra di Puglia” (ovvero l’intero Mezzogiorno come al tempo veniva definito)», viene declinato attraverso specifici passaggi storico-territoriali.

Dalla lunga lotta dei Troiani, raccontata nell’Eneide, che approdano fuggiaschi in Puglia per poi proseguire verso la fondazione di Roma, al massacro di Canne, dove Annibale farà conoscere a Roma - per la prima volta - la paura, tanto da raccogliere tre moggi d’anelli d’oro, tolti ai cavalieri e senatori romani uccisi durante l’epico scontro, e inviati a Cartagine per dimostrare e comunicare l’entità della vittoria riportata.

E poi la successione angioina al dominio normanno-svevo, con il tradimento di Ceprano, la carneficina di Benevento e l’assassinio di Manfredi, fino all’epilogo finale - per gli eredi di Federico II - a Tagliacozzo, grazie all’inganno di Erard de Valery: «sanz’armi vinse il vecchio Alardo».

Ma tra le pietre e le meravigliose intercapedini della storia di Puglia, a testimoniare incroci e relazioni con Dante Alighieri e la sua opera innovatrice, c’è qualcosa di più affascinante e decisamente più suggestivo: racchiuso, custodito e tramandato a chiunque voglia soffermarsi ad ammirarne la bellezza e a coglierne la raffinatezza.

Il Rosone della Cattedrale di Troia è un incantevole esempio di tecnica scultorea a traforo: in cui undici colonnine (unico a presentare tale numero) si irradiano dall’omphalos centrale che incastona una stella di Davide. A loro volta, le colonnine sono connesse da un gioco di archi che fanno da cornice e suddividono il Rosone stesso in undici settori circolari o «spicchi».

Il rincorrersi degli archi, partendo dall’apice di una colonna, origina una prima serie di archi, che va da 1 a 3, a 5, a 7, a 9, a 11. Dall’undicesima colonna - poi - parte la seconda serie di archi, che va da 11 a 2, a 4, a 6, a 8, a 10, a 1. In pratica, seguendo l’andamento degli archi, per tornare al punto di partenza è necessario compiere non uno, ma due giri del rosone.

Ora, anche per i cristiani il numero 11, oltre a rappresentare il gruppo di Apostoli che accompagna la Passione di Gesù Cristo dopo il tradimento o gli Apostoli presenti nella Pentecoste, è legato al «nuovo inizio», a una rinascita. E’ infatti il primo numero di una decade numerica nuova (10+1), e dopo la perfezione compiuta delle dieci cifre conosciute (compreso lo 0), il suo «ricominciare» sta a significare un forte cambiamento. Il primo passo di un nuovo cammino.

Ci sono buone ragioni per credere che certamente gli echi non solo del Rosone, ma anche degli stessi stimoli che ne avevano determinato e ispirato la realizzazione; gli stessi riferimenti biblici, i medesimi riferimenti storici, e le corrispondenti relazioni teologiche; o tutte le cose messe insieme - giunte nei contesti pisani e fiorentini tramite i pellegrini - abbiano colpito e affascinato anche Dante Alighieri, padre della lingua italiana e autore di un nuovo modo di scrivere ed esprimersi, dandogli più di uno spunto e molti motivi per prenderlo a modello, per l’architettura compositiva della Divina Commedia.

Certo, potrebbe sembrare presuntuoso e per certi aspetti pretestuoso. Ma proviamo a far mente locale e a considerare, uno dopo l’altro i cosiddetti indizi. E sarà bene farlo, avendo dinanzi «in primo piano» il nostro Rosone.

La struttura compositiva della Divina Commedia si articola partendo dall’omphalos di un Proemio o Canto introduttivo alle 3 cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ognuna delle tre cantiche è suddivisa in 33 canti (3x11), tutti composti in terzine dantesche di un tipo di verso ben preciso: «l’endecasillabo», ovvero un verso formato da 11 sillabe.

Le terzine dantesche o terzine incatenate sono composte da tre versi endecasillabi che, come gli archi del Rosone della Cattedrale di Troia, si rincorrono in un vortice ciclico di bellezza: facendo in modo che il primo e il terzo rimino tra loro, mentre il secondo possa rimare con il primo e il terzo della terzina successiva.

L’incatenamento delle terzine dantesche, infatti, si realizza tramite il ritmo alternato della rima (ABA BCB CDC DED… UVU VZV ZAZ), in maniera che ciascuna terzina si agganci alla successiva come gli anelli di una catena. Questa struttura facilitava la memorizzazione della sequenza dei versi. Inoltre, impediva che un copista potesse aggiungere o cancellare terzine o singoli versi, perché così facendo avrebbe interrotto la sequenza.

Ma le relazioni del capolavoro dantesco con l’architettura del Rosone troiano, oltre ai riferimenti palesi della contrapposizione tra buio e luce, peccato o dannazione e stato di grazia, ritmo del tempo scandito in forme successivamente diverse, possono assumere anche una sorta di implicito omaggio alle complesse tecniche per la sua ripartizione simbolica, ottenuta con l’incrocio sovrapposto di due stelle a sei punte inscritte nella circonferenza.

Allorquando ci si sofferma a notare - anche con un pizzico di stupore - come tutte e tre le cantiche, sia l’Inferno che il Purgatorio e il Paradiso, terminino con la medesima parola: «stelle»: «E quindi uscimmo a riveder le stelle»» - Inferno; «Puro e disposto a salir a le stelle» - Purgatorio e «L’amor che move il sole e l’altre stelle» - Paradiso. Per cui, è bello immaginare il Sommo Poeta chino a riflettere ed ammirare i fogli arrotolati con le riproduzioni del Rosone troiano: meraviglia ispiratrice di altre meraviglie.

Dulcis in fundo, il sigillo finale: la rappresentazione dell’Empireo nel Paradiso, raffigurato con le gerarchie degli angeli disposti su nove cerchi concentrici, ad immagine dei nove cieli. E al centro di questi nove cerchi, un punto luminosissimo: Dio, la cui visione «mistica» - in cui il poeta arriva a scorgere i misteri della Trinità e dell’Incarnazione - costituisce l’oggetto del canto conclusivo. L’Empireo descritto con le tribune su cui siedono i beati, ognuno nel posto a lui destinato, a forma di anfiteatro: e che Dante Alighieri paragona proprio ad una grande «Rosa». Alleluja!
(1. Continua)

° Per celebrare Dante Alighieri e contribuire a un 2021 foriero di piacevoli novità, l’Accademia dell’Acquasale - in collaborazione con la Compagnia degli Exultanti - invita a prendere nota delle date, per tre incontri «in presenza» a Troia (Foggia) con Antonio V. Gelormini, per celebrare «meraviglia e bellezza» insieme al Sommo Poeta, di cui ricorrono i 700 anni dalla morte.Il 25 Marzo «Inferno - L’inizio del viaggio: esterno della Cattedrale, Portale bronzeo e Rosone»; il 14 Luglio ««Purgatorio - Il transito, dalle Colonne d’Ercole al sogno di Giuseppe: Navata e Ambone»; l’ 11 Novembre «Paradiso - L’approdo nell’Empireo: l’Assunzione, l’incrocio dei silenzi e la mandorla più dolce di Puglia: Presbiterio, Cocifisso e Affresco Dormitio Virginis».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie