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Baroni: Lecce, voglio il massimo, giocheremo una partita che conta

Baroni: Lecce, voglio il massimo, giocheremo una partita che conta

L'allenatore del Lecce Marco Baroni

Stasera l'assalto al Cittadella: «Affrontiamo un avversario che ci è sempre stato indigesto per la sua aggressività»

05 Agosto 2022

Pierpaolo Verri

«Per noi non esistono partite meno importanti di altre, puntiamo sempre a dare il massimo ogni volta che andiamo sul campo, anche durante gli allenamenti. Giocheremo una partita che conta, contro un avversario che ci è sempre stato indigesto per la sua aggressività. Considerato il momento, sicuramente incontreremo delle difficoltà, ma non possiamo permetterci di sbagliare la prestazione». Il tecnico Marco Baroni tiene alta la tensione della squadra alla vigilia della sfida fra Lecce e Cittadella, incontro valido per i trentaduesimi di finale di Coppa Italia. Per i giallorossi si tratterà dell’esordio stagionale in partite ufficiali, a una settimana di distanza dalla prima di serie A contro l’Inter. La squadra è ancora un cantiere aperto, ma Baroni non si lascia distrarre dalle dinamiche di mercato: «Non sono preoccupato, penso solo a lavorare con i ragazzi a mia disposizione. Abbiamo ancora un mese di calciomercato davanti a noi e ho piena fiducia nell’operato della società e dell’area tecnica. Chiaramente in qualche reparto siamo maggiormente completi, in altri meno, ma c’è ancora tempo, io penso ad allenare le risorse a mia disposizione».

Il reparto maggiormente in emergenza è il centro della difesa. Con il forfait di Alessandro Tuia, l’unico centrale di ruolo a disposizione di Baroni è Kastriot Dermaku. Il tecnico toscano preannuncia esperimenti e prende tempo prima di sciogliere le riserve sui ballottaggi per i ruoli: «Ci sono ancora alcune situazioni che devo valutare. Una di questa è legata a Di Francesco, che sarà sicuramente della partita ma devo decidere se impiegarlo dall’inizio. In avanti Ceesay avrà una maglia da titolare. Al centro della difesa invece proverò Blin, è una soluzione su cui abbiamo lavorato». In mezzo al campo scalpita anche lo spagnolo Gonzalez: «Sta facendo bene, è un ragazzo giovane e come i suoi compagni in questa fase di precampionato deve smaltire un po’ i carichi di lavoro importanti. Molto probabilmente sarà anche lui della partita». La sfida contro il Cittadella è l’ultimo passo prima di attraversare le porte della serie A. L’esordio nella massima serie contro l’Inter è un impegno proibitivo, così come ardua sarà la lotta salvezza. Baroni però non si lascia intimorire e carica i suoi: «Siamo consapevoli di affrontare un campionato difficilissimo, dove capita di affrontare squadre che sono anche dieci volte superiori a te. Noi però dobbiamo avere lo spirito dei combattenti, dobbiamo essere pronti a tutto, andando avanti sempre a testa alta. I nostri giocatori devono essere pronti a tutto, devono avere grande entusiasmo e mai timore. Serviranno idee, organizzazione e una grande dinamicità, in entrambe le fasi di gioco. Le fasi della partita potranno portarci anche ad avere qualche interpretazione diversa rispetto al 4-3-3, questo non lo escludo, ma ciò che conta è la convinzione nella nostra proposta di gioco. Abbiamo tracciato una strada e vedremo dove ci porterà quando ci confronteremo con il campo. Ci siamo già messi alle spalle i successi dello scorso anno, pensiamo solo al futuro e a misurarci in una categoria completamente diversa rispetto alla serie B. Questo non significa che saremo sempre remissivi o giocheremo solo per difenderci, dipenderà dalle partite e dalle differenti situazioni che possono prospettarsi nel corso della gara. L’importante sarà non venire mai meno alle nostre convinzioni».

Fra i nodi da sciogliere c’è anche quello relativo al nuovo capitano della squadra. La fascia rimasta vacante, dopo la partenza di Fabio Lucioni, è stata indossata da diversi interpreti nel corso del pre-campionato. «Ci sono diversi candidati per il ruolo di capitano - spiega Baroni - per me è un ruolo molto importante. È un ruolo che va scelto non in base agli anni trascorsi in squadra oppure al numero di presenze, ma in base alla capacità di essere un punto di riferimento negli allenamenti e in partita, in campo e fuori». Il tecnico toscano, infine, ha elogiato lo spirito del gruppo: «Il lavoro svolto finora mi ha lasciato buone sensazioni, abbiamo cambiato tanto rispetto allo scorso anno, inserendo molti ragazzi nuovi. Sono arrivati dei giovani interessanti che si sono messi a disposizione della squadra, denotando una grande cultura del lavoro, un aspetto che reputo fondamentale».

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