Trecento partite in campionato, tra A, B e C, da presidente del Lecce, festeggiate con un pareggio esterno centrato contro la Juventus, la «Vecchia Signora» del calcio italiano. Non poteva chiedere di meglio Saverio Sticchi Damiani, che in tribuna ha sofferto come non mai prima di gioire al triplice fischio dell’arbitro per un 1-1 che vale tanto per il morale della sua truppa, ma anche per la classifica.
«Sono contentissimo per i calciatori, i componenti dello staff ed i tifosi - rimarca - Allo “Stadium” hanno potuto seguirci in pochi, a causa delle limitazioni che troppo spesso ci impediscono di portare in trasferta tutti gli appassionati che abitualmente sono al nostro fianco. Il pareggio che abbiamo conquistato è anche per chi non ha potuto venire a Torino. La gioia è doppia perché questo risultato è coinciso con le mie 300 gare di campionato da presidente. Soffro sempre tantissimo sugli spalti ed in questo senso il match contro la Juventus è da considerare emblematico, in quanto non abbiamo avuto un attimo di tregua. Ma ce l’abbiamo fatta ed è l’unica cosa che conta».
La sfida contro i bianconeri sembrava proibitiva per diversi motivi: «Al di là della caratura e della forza dei nostri rivali, eravamo in una situazione di totale emergenza. Di Francesco in tribuna per squalifica, pur sostituito egregiamente da Del Rosso. Coulibaly in Coppa d’Africa. Berisha e Morente out. In extremis, si è aggiunto l’infortunio che ha impedito a Sottil di salire sul volo per Torino. Gaspar e Banda appena rientrati dagli impegni con le rispettive nazionali e gettati nella mischia dal primo minuto. Veiga febbricitante sino alla vigilia. Ma questo gruppo ha dei valori morali importanti. È legato alla maglia. Avverte la passione che viene trasmessa dal popolo giallorosso e cerca di trasformarla in energia sul terreno di gioco. La squadra ha saputo soffrire e dare tutto dall’inizio alla fine, dimostrando un cuore immenso».
Il Lecce, in questo caso, è stato assistito dalla “dea bendata”: «Per fare risultato contro compagini del livello della Juventus serve anche la fortuna, che ci ha restituito qualcosa di quello che ci ha tolto nella partita contro il Como, nella quale tutti gli episodi sono andati per il verso sbagliato, tanto da fare maturare una pesante sconfitta per 0-3, a dispetto di una prestazione che, a mio parere, ha avuto diversi aspetti positivi». Nemmeno il tempo di gioire per il punto strappato allo “Stadium”, contro la Juventus, che già incombe un altro match ad elevatissimo coefficiente di difficoltà. Martedì, infatti, alle 18, al “Via del Mare”, il Lecce dovrà vedersela con la Roma, altro complesso in lizza nelle primissime posizioni. «Siamo attesi di nuovo da un match che, sulla carta, è da considerare “impossibile”, “ingiocabile”. Ci troveremo di fronte un’altra squadra fortissima. Com’è dimostrato dall’1-1 di Torino, però, a volte accade di riuscire ad ottenere un risultato favorevole contro simili corazzate e noi dobbiamo provarci sempre e comunque, con il “cuore” che ci caratterizza».
Il numero uno dei giallorossi dopo l'1-1 in casa della Juventus: «La gioia è doppia perché questo risultato è coinciso con le mie 300 gare di campionato da presidente»
Domenica 04 Gennaio 2026, 13:01
















