Dura presa di posizione al provvedimento di espulsione e attacco frontale al senatore Francesco Boccia. I sei esponenti del Pd di Andria (di cui 3 consiglieri comunali) passano al contrattacco, dopo essere stati messi fuori dal partito. La scorsa settimana, infatti, il Pd aveva cancellato dalla lista degli iscritti, i nomi di Gianluca Sanguedolce (capogruppo in consiglio), Mirco e Vito Malcangi, Emanuele Sgarra, Agostino Ciciriello e Giovanni Cirulli. Le espulsioni sono la conseguenza della presunta infedeltà dei sei iscritti che nelle ultime elezioni regionali avrebbero sostenuto candidati di altre liste.
«A distanza di più di dieci giorni da quando ci è stato notificato tramite whatsapp il provvedimento di esclusione dagli elenchi degli iscritti del Pd e a fronte di una nostra formale richiesta di copia del fascicolo, non ci viene data la possibilità di avere copia del ricorso o dei ricorsi presentati nei nostri confronti – spiega Mirco Malcangi -. Il motivo vero è che tutta questa vicenda è artatamente montata per colpire il sindaco Giovanna Bruno e la sua amministrazione, che in cinque anni hanno governato in maniera egregia la città di Andria».
Il piano politico è spiegato dallo stesso consigliere comunale del partito più importante della coalizione di centrosinistra che guida la città. «Perché si vuole colpire il sindaco? - precisa Malcangi – La risposta è semplice e quantomai chiara. Il senatore Boccia vuole, con l’aiuto di altri iscritti del partito locale, continuare l’azione di destabilizzazione della maggioranza, per provare a proporre Giovanni Vurchio come candidato sindaco alle prossime amministrative. A questo punto perché non lo dice chiaramente? Il silenzio, poi, dei rappresentanti del Pd locale e delle altre forze politiche della maggioranza, difronte ad un attacco chiaro al capo dell’amministrazione, ci potrebbe anche portare a pensare che ci possa essere un sostegno implicito alla linea dei vertici regionali. Ci auguriamo, che anche da parte loro emerga un messaggio chiaro: Andria non si tocca».
Dall’entourage del senatore Boccia smentiscono la candidatura di Vurchio, perché c’è la piena fiducia del Pd nel riproporre alla guida della città l’attuale sindaco Giovanna Bruno. Intanto i tre consiglieri comunali proseguono nel loro mandato ed è stato presentato un controricorso. «Il provvedimento che ci vedrebbe esclusi è illegittimo, perché adottato in violazione del principio del contraddittorio e perché non sottoscritto da chi ha preso parte alla decisione. Risulta apposta la sola firma del presidente della Commissione regionale di garanzia del Pd – conclude Malcangi -. Provvedimento che non esisteva prima che lo richiedessimo ufficialmente. Non esisteva perché qualcuno pensava ad una resa incondizionata e ad una fuga sulla base delle sole notizie fatte trapelare dai media. Quindi ci viene chiesto rispetto delle regole ed il partito è il primo a violarle. Per questo motivo è stato presentato un controricorso alla Commissione nazionale di garanzie e, per espressa previsione statutaria, gli effetti del provvedimento di esclusione sono sospesi sino a pronuncia di quest’ultima. Quindi noi ad oggi siamo formalmente del Pd e nel Pd. E cosa più importante sosteniamo convintamente l’amministrazione e il sindaco Giovanna Bruno e abbiamo sentito il dovere di intervenire per difendere la città da questi attacchi esterni vergognosi».
















