na donna che fa la cacca per strada, un’altra donna picchiata da un uomo che poi prende a calci anche un bambino. Scene ordinarie nel parcheggio di corso Mazzini, nel quartiere Libertà, un piccolo perimetro di cancellate a ridosso del parco «Maria Maugeri». Qui alberga uno sparuto gruppo di rom, con pochi camper e alcuni furgoni bianchi, in mezzo alle automobili in sosta e un perimetro di aiuole selvagge disseminate di rifiuti, scarpe e indumenti, plastica e assorbenti usati, pneumatici e bottiglie di birra vuote, escrementi umani. Una discarica a cielo aperto che continua a nutrirsi degli scarti dei rom. La situazione degenera facilmente. Non è sfuggito a passanti e residenti l’ultimo episodio in ordine di tempo, sabato pomeriggio. Prima le urla, poi schiaffi e calci.
Le immagini catturate da un cellulare raccontano l’ennesima violenza consumata nel parcheggio incastonato tra corso Mazzini, via Anita Garibaldi e via Zampari. Una donna viene ripetutamente strattonata. Sparisce in un camper con un uomo per poi uscire gridando. A un bambino tocca lo stesso destino: un calcio piantato nella pancia sotto gli occhi della mamma e degli altri uomini del gruppo che osservano, senza intervenire. «È diventato un piccolo accampamento - raccontano i residenti - . Oltre tutto quello è un suolo pubblico: anche se non ci fosse tutto quello che abbiamo visto, non potrebbero comunque usarlo come fosse casa loro». Le condizioni descritte vanno ben oltre la semplice occupazione di un parcheggio. «Bevono dalla mattina a tarda notte e litigano continuamente tra di loro. Molto spesso si sono colpiti con coltelli e cocci di bottiglie. Capita che le urla siano così forti da spaventarci»...
















