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Il caso

A Brindisi è polemica: «Una piscina-gioiello ferma per un capriccio»

A Brindisi è polemica: «Una piscina-gioiello ferma per un capriccio»

Un’altra gara andata deserta. Fa discutere l’ennesimo flop del Comune per l’impianto di S. Elia

23 Settembre 2022

Redazione Brindisi

BRINDISI - La gara andata nuovamente deserta in relazione alla gestione della piscina comunale di Sant’Elia apre un nuovo capitolo di polemiche politiche sulla condotta tenuta dall’Amministrazione comunale.

Sindaco e maggioranza, dunque, restano sul banco degli imputati in riferimento alla vicenda dell’impianto sportivo che, da oltre due anni, è fermo in attesa del completamento di un iter (la ricerca, cioè, di un privato disposto a prenderla in gestione) del quale all’orizzonte ancora non si vede il traguardo. Prima la scelta di metterla in vendita (assieme alla piscina di Masseriola) per dare input al piano di riequilibrio finanziario, poi il dietrofront (maturato a causa della mancata presentazione di offerte), quindi il bando di gara per la concessione in uso dell’impianto, andato più volte deserto, nonostante l’Amministrazione abbia prolungato in corso la durata della concessione.

Sembra, a questo punto, di essersi cacciati in un vicolo cieco ed è proprio questo modo approssimativo con cui si è gestita la vicenda a cui si agganciano i partiti di opposizione nel criticare l’operato della maggioranza.

In prima linea, sotto quest’aspetto, Gianluca Quarta: «Un gioiello finito nel degrado per puro capriccio - afferma il consigliere comunale di Forza Italia - Rossi è un maestro nell’allontanare gli imprenditori, adesso provi a rimediare con l’ausilio della Multiservizi».

Ed ancora: «La piscina di Sant’Elia - prosegue Quarta - un gioiello gestionale che ha dato lustro al quartiere, resterà chiusa sine die. E questo solo per colpa delle scelte sconsiderate di questa Amministrazione. Come prevedibile, infatti, l’ulteriore bando per la concessione della struttura è andato deserto. E pensare che se Rossi due anni fa avesse deciso di accettare la proposta della Marimisti di prorogare per altri tre anni la concessione, la città avrebbe potuto godere fino al 2023 di una piscina che, in un periodo di oggettiva crisi per il settore (tanto che il Governo sta stanziando risorse in favore dei gestori), avrebbe potuto assurgere ancora maggiormente a punto di riferimento del Salento. Ma questa Amministrazione è maestra nell’allontanare e far disamorare chi avrebbe voglia di investire nella nostra città. Adesso, però, Rossi deve assolutamente trovare assieme agli uffici ed alla Giunta una soluzione per rimediare al grave danno procurato ai cittadini. Anche a costo di rispolverare l’idea di affidare la gestione della piscina alla Brindisi Multiservizi, così come ventilò l’Amministrazione già nel 2019, salvo poi non procedere all’operazione e non spiegarne – come al solito – le ragioni».

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