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In Puglia e Basilicata

IL FATTO

Sulla linea del bus Bisceglie-Trani scritte ignobili contro Anna Frank

Sulla linea del bus Bisceglie-Trani scritte ignobili su Anna Frank

La scritta sotto il bus dell'STP

Sotto un finestrino della Stp la frase orribile contro l'olandese vittima della Shoah e, accanto, una svastica

21 Aprile 2022

Cosimo Damiano Damato

BISCEGLIE - Preferisco viaggiare con i mezzi pubblici. Mi piace osservare le città da un finestrino, i percorsi dei treni o delle corriere offrono fotografie di luoghi che ci sfuggono nel quotidiano. Qualche settimana fa mi son perso alla stazione di Bisceglie fra una marea di ragazzi che manifestavano per la pace. Ho sentito i loro dialoghi, erano sinceramente partecipi, approfondivano, si confrontavano, forti di una coscienza civile che mi faceva ben sperare per il loro futuro. Questo entusiasmo ed orgoglio generazionale è crollato l’altro giorno. Alle 12 salgo a Trani sulla corriera blu della Stp. Destinazione Bisceglie.

Prima di scendere leggo una frase orribile scritta con un pennarello negli interni del bus – «Anna Frank Put... » con un segno matematico che indica la svastica maggiore della croce di Davide. Riesco a fotografare lo scempio prima di scendere. Alcuni ragazzi ridono, non so se siano stati loro a scriverlo ma sicuramente l’hanno letto e sorridono al mio sgomento. Fotografo anche la targa del bus (CJ 394 JL). Invio una lettera all’azienda di trasporti denunciando la cosa chiedendo che la scritta venga immediatamente cancellata. Non ho ancora ricevuto risposta.

Qualcuno dirà «ma è solo una bravata da ragazzi». No. È inaccettabile. Il segno matematico evidenzia che l’autore non sia uno sprovveduto, conosce la matematica. Mi chiedo come sia possibile che un giovane possa essere capace di tale crudeltà, proprio in questi giorni in cui c’è una nuova guerra folle e spietata che ammazza ogni giorno soprattutto donne e bambini. Chi ha sdoganato fino a questo punto svastiche e inni nazi-fasciste? Certo la nostra recente politica che affonda navi e chiude i porti ne è la principale indiziata. Mi chiedo se qualche altro cittadino abbia denunciato quella scritta, mi chiedo come sia possibile che quando il bus rientri in deposito chi si occupa della manutenzione non si sia accorto di tale scritta? Non voglio punire l’autore ma vorrei che leggesse il diario di Anna Frank, vorrei portarlo in pellegrinaggio ad uno dei campi di concentramento dove ogni libertà e dignità umana sono state cancellate. Vorrei che digiunasse per qualche giorno. Che sentisse la fame, vorrei che non si lavasse per qualche giorno e sentisse l’odore nauseante della sporcizia.

Vorrei che tacesse per qualche giorno. Che ascoltasse nel silenzio le urla strazianti dei suoi coetanei spogliati, tosati, ammassati come bestie in vagoni asfissianti e bui. Vorrei che piangesse e chiedesse scusa non a me ma ad Anna. Che le scrivesse una lettera di scuse per quello che ha scritto. Mi vengono in mente le parole della senatrice Liliana Segre: «Temo di vivere abbastanza per vedere cose che pensavo la Storia avesse definitivamente bocciato, invece erano solo sopite». Parole amare contro l’indifferenza e il revisionismo che oggi oramai sembrano normali e si scagliano contro la Costituzione, contro l’umanità. Questa vicenda alla vigilia del 25 aprile assume un valore ancora più forte. Dovremmo essere tutti partigiani. Essere partigiano è il vero atto battesimale che sancisce l’essere nati liberi e difendere, onorare e professare ogni giorno il valore supremo della libertà condannando ogni tipo di nostalgia fascista e rigurgito nazista. «Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi – scriveva Primo Levi - La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia».

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