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BISCEGLIE - Mezzo millennio fa Leonardo da Vinci (1452 - 1519) sostenne: “Raro cade chi ben cammina”. Una metafora ancora oggi attuale: può bastare cioè un passo falso a far cadere un impero, un’impresa. Le lingue di fuoco, implacabili, che nel silenzioso pomeriggio di lunedì scorso hanno avvolto in un “abbraccio” distruttore l’ex Centro Turistico Mastrogiacomo a Bisceglie hanno messo a nudo nuovamente le tristi vicende della “caduta” nel percorso giudiziario fallimentare della famosa struttura che si affaccia in una lama naturale mozzafiato, comprendente la sala ricevimenti con la terrazza “Vetta dei Divi” e la mega discoteca “Divinae Follie”.

Un patrimonio risucchiato nella voragine dei debiti. Una storia triste ed umana balzata questa volta, non solo nella piazza della diceria popolare, ma sfociata nell’apertura di un altro fascicolo giudiziario. La relazione di indagine stilata dai carabinieri della locale Tenenza e dai vigili del fuoco, dopo gli accertamenti effettuati sul posto, si è conclusa con l’accusa di incendio doloso e l’emissione da parte dell’autorità giudiziaria di un provvedimento di arresto domiciliare nei confronti del 78enne Vito Mastrogiacomo, ex proprietario del Centro Turistico, soccorso e trasportato in ambulanza nel vicino ospedale “Vittorio Emanuele II” in stato confusionale. A Mastrogiacomo, infatti, considerata la sua precarietà, gli era stato concesso di dimorare in una delle stanze.

Una vita solitaria, di inevitabili amarezze e priva ormai di forze. È di lì che sarebbero partite le fiamme dell’incendio che ha danneggiato parte della “Vetta dei Divi” e degli spazi adibiti ad uffici, domato in circa un’ora di intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Molfetta. Accidentale o per un corto circuito? All’interno c’erano altre persone in movimento? Sembrano essere state escluse altre ipotesi, si propende per l’azione dolosa. Dunque un gesto forse spinto dalla disperazione di dover lasciare definitivamente al suo destino quel “regno” che l’ha visto protagonista, soprattutto nel bene, per molti anni.
Mentre l’ex patron Mastrogiacomo esce di scena, dietro le quinte freme la società aggiudicataria della concessione della struttura per due anni. Non ha subìto danni il “tempio” della musica e del popolo della notte, la famosa mega discoteca Divinae Follie” che è da settimane in pole position per riaprire le porte e dare inizio alle danze.

La riapertura è prevista a breve in occasione del trentennale della fondazione. Ci si appresta a riaccendere le luci policrome e gli altoparlanti a diffondere musica, ritmi, remix. Si tornerà a ballare su una delle piste più rinomate nella storia del divertimento italiano, oggi dal nome criptato: “Df”. La mega discoteca, infatti, era rimasta in letargo ed in silenzio per lunghi anni a causa di un crack finanziario e del contenzioso nella famiglia proprietaria, finiti in Tribunale e quindi, data la situazione debitoria “caduta” in ginocchio davanti al martelletto dell’asta pubblica, con l’annessa sala ricevimenti.

A guidare la “rinascita” è l’imprenditore molfettese Roberto Maggialetti che, dopo aver fatto eseguire tutti i lavori di adeguamento sia per le norme di sicurezza che degli impianti sonori, insegue il miracolo di far riaprire le porte, per offrire un’occasione di divertimento e di lavoro.

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