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Acido solfidrico a Barletta, picchi e guasti

L’Arpa: rilevato il malfunzionamento dell'analizzatore. Quando tornerà in funzione?

Acido solfidrico a Barletta, picchi e guasti

BARLETTA - Ha scritto l’Arpa Puglia sul suo sito mercoledì 4 settembre: «In riferimento alle notizie di stampa relative all'alta concentrazione di H2S (acido solfidrico, ndr) registrata il 1° settembre dal laboratorio mobile di proprietà del Comune di Barletta e gestito da Arpa Puglia e collocato nel parcheggio dell'Ipercoop di Barletta, si comunica che il dato in questione è stato invalidato ed eliminato dal sito web di Arpa Puglia, già nella giornata del 3 settembre».

E poi: «Dall'analisi del trend di concentrazione dell'ultimo periodo è stato rilevato il malfunzionamento dell'analizzatore di acido solfidrico e, conseguentemente, è stato disposto un intervento di manutenzione straordinaria. La validazione giornaliera dei dati non sempre consente di riconoscere eventuali malfunzionamenti strumentali che, al contrario, possono essere individuati solo dall'analisi di serie temporali di dati più lunghe. La validazione dei dati di qualità dell'aria è infatti un processo complesso, articolato su almeno tre livelli: giornaliero, mensile, annuale. Solo al termine di questo processo, e salvo ulteriori revisioni, il dato di qualità dell'aria può considerarsi definitivo. A riguardo, sul portale aria di Arpa Puglia è esplicitamente riportato che “i dati di qualità dell'aria sono pubblicati dopo il processo di validazione giornaliera. Essi sono tuttavia da considerarsi non definitivi e potrebbero subire revisioni nelle successive fasi di validazione".

Così l’Agenzia per la prevenzione e la protezione dell’ambiente diretta dall’avv. Vito Bruno.
La Gazzetta, nell’edizione di martedì 3 settembre, aveva riportato le osservazioni del regista Daniele Cascella, da anni impegnato sulle irrisolte questioni ambientali cittadine: «In data odierna (ieri, lunedì 2 settembre, per chi legge, ndr) il sito dell'Arpa indica un elevato livello di H2S (Acido solfidrico), gas incolore dall'odore caratteristico di uova marce. Il suo valore rilevato nella centralina mobile sita in Via Trani è stato pari a 58 μg/m³ (milligrammi su metro cubo). L’acido solfidrico è monitorato in Puglia a Barletta e Taranto e che in quest'ultima il valore rilevato nella stessa data, precisamente nella cokeria, è stato pari a 6 μg/m³. Valore decisamente ben al di sotto di quello rilevato a Barletta. Tale valore di acido solfridico è il valore più alto monitorato sinora a Barletta».

Cascella chiedeva spiegazioni, l’Arpa ha replicato il giorno dopo, attribuendo l’anomalia delle rilevazioni «al malfunzionamento dell'analizzatore di acido solfidrico», sottolineando nel contempo che «la validazione dei dati di qualità dell'aria è un processo complesso, articolato su almeno tre livelli: giornaliero, mensile, annuale. Solo al termine di questo processo, e salvo ulteriori revisioni, il dato di qualità dell'aria può considerarsi definitivo».

Il sindaco Mino Cannito ha scritto così nel pomeriggio di giovedì 5 settembre: «Le polemiche non renderanno migliore l’aria. Il fatto di avere a Barletta delle centraline fisse e mobili gestite da Arpa Puglia, presuppone che questo serva a rassicurare e confortare la cittadinanza di tale presenza. I dati sulla presunta altissima concentrazione di acido solfidrico, sono stati diffusi dopo che l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, accortasi del guasto nella rilevazione, aveva provveduto a rimuoverli dal suo portale ufficiale (più esattamente: li ha rimossi dopo le perplessità sollevate su queste colonne, ndr). Ieri (mercoledì 4 settembre, ndr) Arpa ha provveduto, opportunamente, a spiegare quello che era accaduto. Spero, pertanto, che le polemiche si smorzino, perché non renderanno l’aria migliore, e che questo accada anche alla luce delle spiegazioni fornite dalla stessa Arpa, sul cui portale viene spiegato che "I dati di qualità dell'aria sono pubblicati dopo il processo di validazione giornaliera. Essi sono tuttavia da considerarsi non definitivi e
potrebbero subire revisioni nelle successive fasi di validazione"».

Alla luce di tutto ciò, verrebbe da chiedersi, in attesa che l’intervento di manutenzione straordinaria disposto sia portato a termine e anche le rilevazioni dell’acido solfidrico a Barletta ricompaiano finalmente sul sito dell’Arpa: se la cosiddetta «validazione» è a scansione così differita, a che serve la comunicazione quotidiana del monitoraggio dell’aria encomiabilmente effettuata da Arpa Puglia? Vuoi vedere che ha ragione il Comune di Barletta, che per i controlli sulle emissioni odorigene e i materiali ripetutamente e impunemente bruciati nelle campagne della città non sa far meglio che trincerarsi dietro un grottesco «segreto delle indagini», come se la questione della tutela della salute dei cittadini sia da definire e affrontare a babbo morto?

E che dire del valore anomalo di cloroformio o tetraclorometano che dir si voglia (ce ne siamo occupati nell’edizione di mercoledì 4 settembre) riscontrato da un laboratorio incaricato dall’Acquedotto pugliese di effettuare sulla costa di Ponente analisi propeduetiche alla realizzazione di una nuova condotta di fogna nera di 5 chilometri, a proposito del quale nessuno nelle quattro conferenze di servizi celebrate in proposito (21 marzo, 9 e 30 aprile e 13 giugno 2019) ha ritenuto di chiedere chiarimenti, compresi Giunta e dirigenti comunali al momento dell’approvazione del progetto definitivo avvenuta lo scorso 18 giugno?

A tal proposito, i consiglieri comunali Carmine Doronzo, Ruggiero Quarto e Michelangelo Filannino hanno presentato una domanda d’attualità al sindaco Cosimo Cannito e al presidente del Consiglio comunale Sabino Dicataldo, che sarà discussa nella seduta in programma lunedì 16 settembre con inizio alle ore 16: «Dalla relazione allegata al progetto - sotolineano - si evince che i valori di concentrazione di cloroformio (triclorometano) nelle acque di falda (campione S6) sono pari a 1434 microgrammi/litro; considerato che nella Tabella 2 Allegato 5 alla parte IV del decreto legislativo 152/2006 relativa alle soglie massime di concentrazione di alifatici clorurati cancerogeni nelle acque sotterranee riporta il limite massimo per il cloroformio di 0,15 milligrammi/litro».

I tre consiglieri comunali chiedono al primo cittadino «a partire da quale data il Comune di Barletta è in possesso dei dati riguardanti la massiccia presenza nella falda acquifera di una sostanza tossica e cancerogena come il cloroformio. Prima di approvare in giunta il progetto esecutivo, sono state effettuate ulteriori analisi da parte del Comune di Barletta?». Ancora: «È stato richiesto agli enti preposti di effettuare nuove analisi al fine di confermare o smentire tali valori? In assenza delle suddette azioni, il Comune intende intraprendere tutte le iniziative necessarie per garantire la salute dei concittadini e la salvaguardia ambientale?».

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