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BARLETTA - Un progetto di valorizzazione di beni immobili di grande levatura e spessore a livello storico e architettonico rimasto nel cassetto e di cui non si hanno notizie. È un’altra storia di “quelle incompiute” che viene a galla e che crea non pochi dubbi e interrogativi sull’attività di certi settori dell’Amministrazione comunale. E dove certi provvedimenti si intrecciano tra l’opportunità e la volontà, dove spesso prevale quest’ultima. La palazzina di Villa Bonelli e l’ex scuola rurale del Borgo di Montaltino: due immobili di una certa valenza architettonica destinatari di una proposta di valorizzazione che, però, è rimasta ferma, chiusa nel cassetto del dirigente del settore comunale di competenza.

L’iter Tutto inizia il 4 dicembre 2017 quando l’Agenzia del Demanio in collaborazione col Mibact e il Mit indice il secondo bando del Progetto «Cammini e Percorsi», avente l’obiettivo di promuovere il turismo lento attraverso la rigenerazione di immobili inutilizzati, inseriti in suggestivi contesti paesaggistici e naturali, grazie ad investimenti capaci di trasformarli in nuovi contenitori di attività e servizi per i viaggiatori. Di qui la giunta comunale dell’epoca guidata dal sindaco Pasquale Cascella delibera di partecipare al bando per quanto riguarda la palazzina interna di Villa Bonelli di via Canosa e l’ex scuola rurale sita alle porte del Borgo di Montaltino, lungo il percorso della via Francigena. A proposito il bando prevede un partenariato pubblico-privato dove i destinatari siano tutti gli operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori a beneficio di tutta la collettività. Si arriva al 19 aprile 2018, data della scadenza del bando: la Max Tayefi - Architect Inc. con sede a Calgary (Canada), in qualità di capogruppo deposita presso gli uffici di competenza del Comune una proposta per la concessione della palazzina nella Villa Bonelli. Da quel momento non vi è stato un seguito. A nulla sono valse le sollecitazioni della società MT-Arch. affinché sia espletato il bando. Tutto è fermo nell’assoluto silenzio, nonostante nel plico ci sia un impegno economico di garanzia intestato al Comune di Barletta. Situazione che meriterebbe delle risposte essendo trascorsi oltre quindici mesi dalla scadenza dei termini, e su cui non si conoscono le determinazioni dell’attuale Amministrazione comunale al cospetto di un impegno preso a suo tempo dal Comune medesimo nei confronti del Mibact e del Mit.

La disdetta In data 17 giugno scorso, la Max Tayefi Architect Inc. con una lettera a firma di Mehran Tayefi comunica che «a tutt’oggi il concorso indetto dall’Agenzia del demanio, promosso da Mibact e Mit, approvato dalla giunta comunale con atto n. 243 del 2017, non è stato purtroppo ancora espletato». Di qui la denuncia: «Troviamo il comportamento dell’Amministrazione comunale oltremodo scorretto nei confronti dei partecipanti che hanno creduto in questo concorso ed investito risorse economiche e professionali». E, alla luce del deprecabile comportamento tenuto, la Max Tayefi Architect Inc. chiede al Comune la restituzione, con liberatoria, dell’assegno di 2mila euro depositato il 19 aprile 2018. Infine: «Sarà nostra cura di informare il Mibact e il Mit dell’atteggiamento tenuto dal Comune di Barletta nell’incapacità di sostenere gli impegni presi con la citata delibera di giunta». 

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