Giovedì 01 Ottobre 2020 | 23:48

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Il Coronavirus? È come la questione meridionale

Noi Italiani siamo spiriti liberi e ribelli; e allora è anche inutile che ne parliamo. Casomai, ecco, aspettiamo che riaprano le scuole così facciamo un calcolo complessivo

Il Coronavirus? È come la questione meridionale

Sentite, facciamo una cosa, non parliamo più di questo Covid; è una cosa che non si risolve, e allora è inutile continuare a parlarne. Come la questione meridionale, secondo qualcuno. Anche perché a parlarne ancora che cosa possiamo dire? I contagi aumentano. E naturalmente aumentano le terapie intensive. E i morti. Certo, un giorno magari si fanno pochi tamponi e allora i numeri scendono, un po’, sugli 800; poi il giorno dopo di tamponi se ne fa qualcuno in più e i numeri risalgono: 1.300, 1.400. Per ora.

Però è inutile che ne parliamo, è una cosa che conosciamo benissimo, come la questione meridionale, ma tanto, non si risolve.
 

Durante la chiusura in casa (vi ricordate? Il lockdown, imparammo che si dice in inglese) virologi, epidemiologi e igienisti ci dissero: guardate che in autunno - diciamo dopo l’apertura delle scuole - può esserci una ripresa dell’epidemia. Qualcuno con grandi titoli però disse che il caldo avrebbe ucciso il virus e quindi saremmo potuti andare tranquillamente al mare. Qualcun altro altrettanto illustre disse che il virus era clinicamente finito. E più d’uno senza nessun titolo tagliò corto: il Covid non esiste, è un’invenzione della Spectre, di cui il presidente Conte e il ministro Speranza sono membri notori, per tenerci in schiavitù mascherata da prudenza.

I due governanti, per la verità, oltre alla prudenza predicarono anche l’amore per la patria nella scelta della destinazione delle vacanze. Siccome il turismo italiano sta tanto soffrendo per colpa del virus, quest’anno le vacanze facciamole a casa, dissero. Che poi non si prospettava proprio come un grande sacrificio, visto che l’Italia è il Paese più bello del mondo, come diciamo sempre, e i Pugliesi, per esempio, hanno 850 chilometri di coste (sì, anche qualcuno in più) al massimo a poche decine di chilometri da casa.

Ma gli Italiani... ah, lo spirito vitale e ribelle degli Italiani. Ma anche ossequente alla scienza, bisogna dire. E così per prima cosa ci siamo messi avanti con il lavoro rispetto alle previsioni dei virologi. Ripresa della epidemia a settembre, ottobre? Ma no, cari pessimisti, noi ad agosto la facciamo arrivare. Anche perché - anzi, perché e basta - fa caldo, siamo stanchi, non ce la facciamo più a stare chiusi in casa. Per la verità queste cose è un po’ che le diciamo. Dall’otto maggio, vi ricordate? Il governo della Spectre quel giorno pose fine alla cattività e ci restituì alla vita. E lì noi capimmo che il virus era finito, se mai era cominciato. Se no, perché ci facevano uscire? Sì, ministro e scienziati continuavano a dire fate attenzione, lavatevi le mani (come se noi... ), distanziatevi, almeno un metro, e poi mettetevi le mascherine. Ecco, buone le mascherine. Prima sparirono, e meno male che qualcuno le fece arrivare dalla Cina, facendoci il giusto guadagno, per carità. Poi però pian pianino cominciammo a produrre quelle di tessuto e insomma fu tutto un fiorire di colori e disegni che neanche la Settimana della moda. E quelle con i colori dello sport, naturalmente. Per esempio, la mascherina biancorossa significa che siete della Bari, quella azzurra che siete del Napoli, quella bianconera o nerazzurra che potreste morire di vecchiaia prima di vincere qualcosa.

Ma anche quelle sportive non è che le portiamo tutti. Perché, insomma, se uno non ci crede a questo Covid, perché dovrebbe mettersi la mascherina? E sono stati fior fiori di capi di stato a non mettersela. Avete visto Johnson, Trump, Bolsonaro? Petto in fuori e dentiera al vento, con un sorriso che neanche la pubblicità del dentifricio. Che significava: a noi la mascherina ci fa ridere. Sì, dopo se la sono messa; ma dopo, e solo perché se lo sono preso loro, il Covid, eh!

Comunque, insomma, qui da noi le cose andavano abbastanza bene e allora uno dice... Mettete per esempio un politico che ha un’immagine macha, da spiaggia: che fa, si mette la mascherina per farsi un selfie con una sostenitrice? Ma per la carità! E anche se partecipa a un incontro dove c’è il ministro della Salute che la porta (tanto lo sappiamo tutti che quello è della Spectre) lui non se lo sogna proprio di mettersela; così si vede la differenza.

Ora, è chiaro che esempi come questi incoraggiano i giovani: il Covid non esiste, dài, e allora tutti in discoteca, aléééé! Ma non quelle chiuse, ci mancherebbe; noi siamo giovani ma siamo riflessivi, e soprattutto rispettosi delle disposizioni di legge, soprattutto dei dpcm. Quindi discoteca sì, ma all’aperto. Oltretutto, provate voi ad andare in una discoteca chiusa con 38 gradi all’ombra. Nei lidi invece il distanziamento viene proprio naturale, no? E poi, mica nei lidi ci vanno solo i giovani; ci sono settantenni che tirano più di un ragazzo di trent’anni, e magari ci lavorano anche, perché questo governo di incompetenti sta distruggendo l’economia. E poi le chiude anche, le discoteche dei lidi, con la scusa che si scopre qualche focolaio con qualche decina di positivi. Positivi, eh, non da terapia intensiva, e magari sono anche asintomatici. E invece loro, appena è passato Ferragosto hanno chiuso di nuovo tutto. Allora è normale che un giovane - ma anche un settantenne benportante - se ne va all’estero a cercare un po’ di libertà e di svago, perché lì il Covid non c’è, lì non c’è la Spectre come da noi. E siccome è gente prudente, l’abbiamo detto, non se ne va a Ipanema, a Miami, ma a due passi da casa: Croazia, Grecia, o proprio Sardegna, guarda, che è Italia e così facciamo contenti quelli del governo e i virologi. Poi, certo, un focolaio qui, un altro là, è chiaro che i contagi salgono, salgono (200, 300 al giorno) e allora uno dice: forse è meglio se me ne torno a casa. Solo che sapete com’è nei porti, negli aeroporti, e il giorno dopo sono di più. Ma tanto, l’abbiamo detto, è una cosa che non si risolve, noi Italiani siamo spiriti liberi e ribelli; e allora è anche inutile che ne parliamo. Casomai, ecco, aspettiamo che riaprano le scuole così facciamo un calcolo complessivo, vi pare?

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