Martedì 02 Giugno 2020 | 14:14

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Puglia, la voglia matta di chiudere le edicole

Alcuni sindaci fuori legge, chi può li fermi

edicola

Foto d'archivio

Alcuni sindaci pugliesi hanno dichiarato guerra ai giornali. Da qualche giorno la loro occupazione (e preoccupazione) principale è quella di impedire alle edicole di aprire. Sono diverse le ordinanze approvate che vietano, nei giorni festivi, il servizio dei punti-vendita dei quotidiani. Eppure i decreti del governo parlano chiaro: farmacie e edicole sono servizi essenziali. Ma siccome l’Italia è un Paese anarchico e ciascuno fa quello che gli pare, ai primi cittadini di numerose città non sembra vero di potersi scatenare nel loro passatempo preferito: vietare, vietare, vietare. Tanto, chissenefrega dell’informazione, chissenefrega del lavoro di molte persone. Chissenefrega dell’esigenza di saperne di più. Nell’era dell’uno vale uno o dell’onagrocrazia (copyright di Benedetto Croce), ossia degli asini selvaggi al potere, che volete che sia leggere o informarsi? Molto meglio limitarsi ai social o a quel bar sport della Rete mirabilmente descritto e svillaneggiato da Umberto Eco.
Vorremmo capire dai sindaci pugliesi che, in preda a una (contro)immunità di gregge, si sono accodati alla vetocrazia festiva ai danni dei giornali, quale sia la logica della loro sconcertante iniziativa.

E poi, volendo seguire il loro ragionamento, perché la domenica vanno chiuse le edicole e gli altri giorni vanno tenute aperte? Forse il virus non rispetta le feste comandate?
La verità è che l’ignoranza piace assai, mentre la libertà (compresa quella di informarsi) piace poco, perché richiede responsabilità (faticosa), senso (fastidioso) di responsabilità.
Purtroppo, quando si comincia a limitare la libertà personale, sia pure per ragioni inoppugnabili e condivisibili, si sa da dove si inizia, ma non si sa dove si finisce. E così alcuni si allargano a più non posso, andando oltre confine.
Questo giornale è alle prese con i problemi che sapete. Ci arrivano messaggi di incitamento ad andare avanti, a non mollare mai. Poi, alcuni tra questi «generosi eroi da tastiera» fanno l’esatto contrario di ciò che dicono, scrivono, messaggiano: impediscono (anche) alla Gazzetta di essere acquistata in edicola. È vero che l’ipocrisia e la falsità sono gli stemmi della politica, ma - come direbbe il poeta - est modus in rebus. Oppure, come direbbe Totò, ...cca’ nisciuno è fess.

Ci rivolgiamo al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al presidente dell’Anci, Antonio Decaro. Ci rivolgiamo ai prefetti, che sono i rappresentanti del governo sul territorio. Cercate, per favore, di richiamare questi sindaci che vogliono l’eutanasia dei giornali e delle edicole. Cercate di sollecitarli al rispetto dei provvedimenti nazionali, anche perché il decreto legge n. 19 del 25 marzo recita testualmente: «I sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza, in contrasto con le misure statali». E ricordate loro, ai sindaci, che con la libertà, di cui l’informazione è il pilastro, non si scherza. Altro che multare un edicolante, a Manduria (guidata da un commissario prefettizio), che ha avuto il coraggio di sfidare un’ordinanza da Stato sudamericano.

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