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Scusate, ma cosa c’entrano i diritti del Sud con l’autonomia chiesta da tre Regioni del Nord? Perché devono essere condizionati dall’attesa di Veneto, Lombardia, Emilia Romagna nel senso che se non ottenessero quanto vogliono, non si fa niente neanche per il Sud? Sappiamo che la legge-quadro del ministro Boccia potrebbe impantanarsi nei tempi lunghi dopo il «no» a inserirla nella legge di bilancio. Ma sono dieci anni che il Sud non ottiene quanto gli spetta: e deve mettersi ancora in coda a «lorsignori» del Nord? Il Sud ha diritto ad averlo subito perché ogni giorno che passa regala soldi al Nord, cioè lo assiste a danno della sua popolazione. Ne regala 61 miliardi di euro all’anno, 1 milione 671 mila 232 al giorno. Non si deve continuare così.

Quindi l’autonomia è una cosa, lo scippo continuato al Sud un’altra. L’autonomia vada avanti per conto suo. Ma già da domani si devono calcolare per il Sud i famosi Lep, il livello essenziale delle prestazioni. Cioè quanto il Sud da dieci anni appunto non ha, nel senso che i suoi servizi non sono finanziati dallo Stato quanto dovrebbero. E sono tutti sotto il minimo della decenza. Sono ospedali, scuole, asili nido, università, bus-pullman-treni-aerei, assistenza agli anziani. Tutti segni meno che portano a un altro segno meno, meno lavoro. E solo a un segno più, più emigrazione. Mentre il Nord si ingrassa con quei soldi rubati.

Fossero stati più furbi e meno arroganti, «lorsignori» di Veneto, Lombardia ed Emilia non avrebbero mai dovuto chiedere l’autonomia. Perché è stata la loro richiesta ad attizzare l’attenzione del Sud. E a fargli scoprire quanto in verità avrebbe dovuto rilevare dai Conti pubblici territoriali e dalla Banca d’Italia: per ogni cittadino del Sud lo Stato spende ogni anno circa 4 mila euro in meno rispetto a quelli del Centro Nord. Cioè ogni cittadino del Sud vale meno degli altri in una Italia che si definisce unita. Con la spesa pubblica complessiva per il Sud ferma al 22 per cento, arrivando al 28 solo coi fondi europei che non si aggiungono mai come dovrebbero alla spesa nazionale ma la sostituiscono. Ma spesa che dovrebbe arrivare almeno al 34 per cento, percentuale della popolazione meridionale.

In questo senso l’autonomia è stata un boomerang per il Nord. Fossero rimasti come ora, avrebbero continuato ad incassare ciò che non gli spetta, tranne accusare il Sud di prendersi i loro soldi. Esempio classico di volti bronzei. Ma ogni giorno che passa senza calcolare i Lep, fa il loro gioco comunque. Perché si continua col meccanismo della spesa storica. Cioè si dà a chi ha sempre avuto, non si dà a chi non ha mai avuto. Il tempo che sembra giocare contro di loro per l’attesa autonomia, in verità gioca contro il Sud che continuerebbe a vedersi sottratto il suo sangue.
Per questo la pretesa delle tre regioni centronordiste deve essere scissa dal diritto violato del Sud. Per questo il Sud non può aspettare l’anno che nel progetto di Boccia sarebbe necessario per i Lep. Per non continuare a vedersi sottratto il milione 671 mila 232 euro al giorno. Sapendo questa volta che avviene, ciò che non si sapeva (o si fingeva di non sapere) dalla legge del 2009. Quella con la quale pure un nord-leghista come Calderoli ammetteva che la si stava facendo sporca col Sud. E che se si voleva andare avanti col federalismo, bisognava che i cittadini del Sud non fossero più considerati di serie B.

Ma quella legge prevedeva anche altro. Esempio la perequazione infrastrutturale, insomma il contrario di quella sperequazione per la quale, per dirne una, l’alta velocità ferroviaria è tutta al Centro Nord e al Sud non va oltre Salerno. Quella per la quale la sola Lombardia ha un numero di treni locali superiore a quello dell’intero Sud. Quella per la quale Matera capitale europea della cultura è l’unico capoluogo italiano senza le Ferrovie dello Stato. Quella per la quale Napoli e Bari non hanno una linea diretta 158 anni dopo la (dis)unità d’Italia. Quella per la quale la velocità media dei treni al Sud è di 65 chilometri orari. Quella sperequazione per la quale l’isolamento in cui è lasciato il Sud non è geografico ma ideologico: impedirgli di mettersi insieme, di poter andare di qua e di là, di diventare una grande area economica e sociale comune, una massa critica capace di farsi valere. Dovesse accampare pretese. Divide et impera.

Ma la conferma che si vuole continuare come sempre finché il Nord non sarà soddisfatto, la dà un particolare: la commissione che dovrebbe occuparsi dei Lep non è stata finora convocata. Doveva essere convocata da dieci anni: non è un tempo sufficiente? Deve andare avanti indipendentemente da tutto il resto. Non deve avvenire che ogni giorno di autonomia non arrivata, sia in ogni caso un affare per chi la vuole. Non deve avvenire che si continui chissà per quanto altro tempo, appunto, a farla sporca col Sud.

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