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Gli evasori? Sono al Nord ma accusano sempre il Sud

Tasse: sono tutti convinti in Italia che a non pagarle siano soprattutto i meridionali

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Le tasse, le tasse. E la lotta a furbi e furbetti che sembra sempre più un sogno a occhi aperti. Ma volevamo che anche su questo non ci fosse il solito <dalli al Sud>? Nel senso che sono tutti convinti in Italia che a non pagarle sono soprattutto i meridionali. E che quelle più alte sono al Nord. Segui un dibattito tv, leggi i consueti giornaloni, ascolti la gente e non ci sono dubbi: laggiù la fanno tanto sporca da danneggiare tutta l’Italia. Ricchi virtuosi, poveri colpevoli. E invece è esattamente l’opposto. Consulti i dati tenuti ben nascosti e scopri che il Sud è il meno evasore e il più tartassato, e il Nord il meno tartassato e il più evasore. Me è una verità che non bisogna dire, farebbe venire l’infarto a tutti i Pinocchi nazionali.

Tanto per cominciare, dove le tasse sono più pesanti, ovviamente parlando delle aliquote regionali e comunali? Ma al Sud, signore e signori. Sappiamo ormai che l’autonomia rafforzata pretesa da Lombardia, Veneto ed Emilia potrebbe precipitare il Sud. Ma non è che il federalismo fiscale sia finora andato leggero. Il principio secondo cui ciascuno si gestisce da sé avrebbe potuto essere cosa buona partendo a parità di condizioni. Ma la parità di condizioni al Sud è più improbabile di un Trump gentiluomo. Così, diminuendo i <trasferimenti> (finanziamenti) dello Stato, a non farcela sono stati Comuni e Regioni del Sud, notoriamente meno ricchi. E che hanno dovuto aumentare la loro parte per assicurare peraltro servizi mai all’altezza di un Nord che beneficia comunque di una maggiore spesa dello Stato.
Così può capitare uno scandalo del genere: a Catanzaro si paga il 2,8 per cento in più di addizionale comunale Irpef e a Trento l’1,23. Caricare i poveri per dare ai ricchi (onere pro-capite 541 in Puglia contro 533 del Veneto). E quanto all’addizionale regionale, può succedere che in Veneto si paghi l’1,23 e in Calabria e Campania il 2,03. In totale, fra Regioni e Comuni, più 67,8 per cento al Sud e 52,2 nel Nord Est.

E non solo Irpef, l’imposta sul reddito. Anche la Tasi, tassa sugli immobili: aliquota massima del 3,3 per mille al Sud. E addirittura l’Irap, imposta regionale sulle attività produttive: aliquota 3,9 per cento al Nord, aliquota fra 4,82 e 4,97 al Sud. Attività produttive notoriamente più numerose e sviluppate al Nord.
Ma se al Sud sono vampiri, peggio per loro, si potrebbe dire. Sud purtroppo costretto, non essendoci altro modo per assicurare più decenti condizioni di vita partendo dal meno. Così l’iniquo federalismo fiscale si è tradotto al Sud in aumento della tassazione e in mancato miglioramento dei servizi. Tanto che, per i Comuni, lo stesso simpatico nord-leghista Calderoli in un singulto di onestà dovette ammettere la necessità di una perequazione a favore di quelli del Sud. Ma visto che non bisogna esagerare neanche con le buone intenzioni, e specie quando si parla di Sud che potrebbe viziarsi, la perequazione si fermò al 50 per cento. Non un euro di più.

E della <flat tax>, tassa piatta, ne vogliamo parlare? Premio Oscar per l’antimeridionalismo. Anzitutto i lavoratori autonomi sono di più al Nord, dove sono di più tutti i lavoratori (più beneficiati anche dalla Quota Cento). Fosse estesa secondo i progetti originari, di fronte a una riduzione di tasse statali di 50 miliardi, il Nord ne risparmierebbe 28 miliardi, il Centro 11,4, il Sud 7, le Isole 3,6. Alla faccia dell’equità. Con probabilissimo aumento della spesa pubblica nazionale che comunque già ora sottrae al Sud 61 miliardi l’anno.

Ma il top è l’evasione. E’ vero che la percentuale maggiore si ha in Calabria (24,2 per cento) e quella minore in Lombardia (12,5). Ma in Calabria è una piccola evasione di poveri (diciamo per vivere), in Lombardia una grande evasione di ricchi (per vivere sempre meglio). Perché se vediamo le cifre assolute, in Calabria siamo a 3 milioni 332 mila pro-capite, in Lombardia a 19 milioni 331 mila (Puglia 22 per cento, Basilicata 17,4). Cosicché sugli incredibili 113 miliardi di evasione totale italiana, oltre la metà è del Centro Nord. Proprio dove Lombardia, Veneto ed Emilia non solo vorrebbero più autonomia, ma anche trattenere le loro tasse sul proprio territorio sottraendole allo Stato. Non solo evasori, ma affamatori del resto degli italiani.
Ma quelle su tasse ed evasori non sono le uniche balle che si raccontano sul Sud. Vedi la criminalità. Se fai un sondaggio (forse anche nello stesso Sud), convinzione generale è che il record dei reati sia al Sud. Vai a vedere i dati reali, scopri che sono in testa Milano, Rimini, Firenze, Bologna, Torino. E che la prima città meridionale (Napoli) è al 17 mo posto. Però l’opinione pubblica tratta il Sud solo come un problema criminale. Evasori e criminali. Il racconto è sempre quello, e il governo deve fare giustizia. Perché il racconto è tanto più falso quanto più produttivo per chi mente. Finora.

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