Venerdì 19 Aprile 2019 | 13:03

NEWS DALLA SEZIONE

L'analisi
Nord, Sud e Centro l’orgia del potere

Nord, Sud e Centro l’orgia del potere

 
Consigli di lettura
Pulce, che favola di bambina!

Pulce, che favola di bambina!

 
L'analisi
Ma dopo Parigi non si può bestemmiare in cattedrale

Ma dopo Parigi non si può bestemmiare in cattedrale

 
La riflessione
Lo schiaffo di Tripoli dopo lo schiaffo di Tunisi?

Lo schiaffo di Tripoli dopo lo schiaffo di Tunisi?

 
L'analisi
La web-giustizia altro pericolo per le garanzie democratiche

La web-giustizia altro pericolo per le garanzie democratiche

 
Il punto
Sconnessi per qualche ora, subito in crisi d'astinenza

Sconnessi per qualche ora, subito in crisi d'astinenza

 
Cervelli in fuga
Se il lavoro viene sostenuto soltanto a parole

Se il lavoro viene sostenuto soltanto a parole

 
La riflessione
Il nodo dei costi della politica

Il nodo dei costi della politica

 
L'analisi
Salvini e Di Maio davanti al burrone meglio frenare

Salvini e Di Maio davanti al burrone meglio frenare

 
L'analisi
Tre cose per il Sud e tre cose sparite

Tre cose per il Sud e tre cose sparite

 
La riflessione
Xylella, la filiera degli errori

Xylella, la filiera degli errori

 

Il Biancorosso

LE ULTIME NOTIZIE
Il Bari giocherà col 4-4-2avanti Simeri e Iadaresta

Il Bari giocherà col 4-4-2
avanti Simeri e Iadaresta

 

NEWS DALLE PROVINCE

TarantoCut Puglia 2019
Castellaneta Urban Trail: 4 e 5 maggio dedicati a sport, turismo e natura, per correre tra le bellezze joniche

Castellaneta Urban Trail: 4 e 5 maggio dedicati a sport, turismo e natura, per correre tra le bellezze joniche

 
Materavittima un materano
Compra iPhone 7 sul web a 200€, ma è una truffa: una denuncia

Compra iPhone 7 sul web a 200€, ma è una truffa: una denuncia

 
BariNel Barese
Locorotondo, abbandonati 5 cuccioli sulla strada per il canile: salvati

Locorotondo, abbandonati 5 cuccioli sulla strada per il canile: salvati

 
PotenzaL'annuncio
Fca, Melfi: sindacati, a maggio alcuni stop a produzione

Fca, Melfi: sindacati, a maggio alcuni stop a produzione

 
BrindisiA Ostuni
Fu investita: multata perché non attraversò sulle strisce

Fu investita: multata perché non attraversò sulle strisce

 
LecceVerso il voto
«Santini» elettorali per strada, a Lecce appello al senso civico

«Santini» elettorali per strada, a Lecce appello al senso civico

 
FoggiaAccoglienza
Borgo Mezzanone, migranti cercano un altro ghetto

Borgo Mezzanone, migranti cercano un altro ghetto

 
BatÈ incensurato
Andria, in casa un market della droga: arrestato 25enne

Andria, in casa un market della droga: arrestato 25enne

 

Il punto

Sconnessi per qualche ora, subito in crisi d'astinenza

Black out dei social: tre ore di vuoto. Adolescenti in lacrime, amanti disperati, leoni da tastiera ridotti a miti agnelli, polemisti in preda al panico, selfisti smarriti, narcisisti pronti al suicidio

Bari, offese tra ragazzi via whatsapp: per la Cassazione è diffamazione

Aiuto! Non chatto quindi non sono. Che ne sa Cartesio che la mia esistenza passa attraverso il mio smartphone? Che se non posso connettermi smetto di essere? Il black out dei principali social network si è consumato ieri dalle 12.45 per tre ore. Tre ore di vuoto. Adolescenti in lacrime, amanti disperati, leoni da tastiera ridotti a miti agnelli, polemisti in preda al panico, selfisti smarriti, narcisisti pronti al suicidio.
Tre ore da day after e la tipica desertificazione da nucleare si è trasferita nei paesaggi dell’empatia. Così siamo stati costretti a guardarci dentro e a fare i conti con la nostra dipendenza da tecnologie, soprattutto le più futili, quel mondo virtuale che ha preso le sembianze dei nostri amici, dei nostri gusti, del tempo libero, delle abitudini.

Potevano Aristotele e Platone, Nietzsche e Kant ipotizzare che un giorno le più grandi paure dell'uomo sarebbero state in bilico tra il «non c'è campo» e «ho finito i giga»? Il black out di ieri torna a proiettarci su un terreno che si fa, generazione dopo generazione, più oscuro e sconfinato: la solitudine. Una malattia o un bisogno? Perché nelle migliaia di follower e amici, nella perenne connessione, nella nostra improbabile vita on line, abbiamo sperimentato un nuovo genere di solitudine che solo la macchina poteva darci. Lo spiega bene la sociologa americana Sherry Turkler nel suo saggio «Insieme ma soli» che analizza come il mondo digitale ci abbia condotto a una sorta di mutazione. La «nuova» solitudine è figlia di un mondo più fluido (o liquido, per citare l’abusato Baumann), più precario e sconnesso dove le uniche vere interconnessioni non possono che essere virtuali.


C’è chi ha gridato al complotto. Gli agnostici e gli appartenenti ad altre religioni, anche le più fantasiose e controverse, se la sono presa con il papa che poche ore prima aveva detto (con altre parole, ovviamente): «Basta a stare di capa nel cellulare!». Una punizione divina o gli 007 del Vaticano hanno tagliato a mano l’invadente «fibra» che ci unisce? Quando ormai sembrava tutto finito, dopo tre ore di disorientamento collettivo, il popolo agonizzante dei cyberdipendenti ha ripreso fiato solo quando un beep salvifico è infine risuonato nel silenzio cosmico che aveva a quel punto ingoiato il mondo. Certo, qualche umano obsoleto ha osservato tutto questo con socratica ironia e sacrosanta preoccupazione, parliamo degli ultimi superstiti che non postano foto del cagnolino su instagram, non litigano a prescindere su facebook e non soccombono alle estenuanti chat di whatsapp (irreversibili come lo erano un tempo le catenedisantantonio). Gli umani scampati alla dittatura social subiscono una sorta di dileggio quotidiano, «ma dove vivi?», «stai su Marte», «ma da quale evo sbuchi?», «sei fuori dal mondo» e roba del genere. Eppure ieri si sono presi il loro riscatto morale: nessuno sbalzo d’umore, nessuna crisi di nervi, la loro vita è scorsa regolarmente nelle tre ore di apnee altrui.


Ma tant’è. Questa è oggi la comunicazione: frenetica, bulimica, spersonalizzante. Indietro non si torna a meno di diventare tutti asceti e magari trasferirci in qualche monastero sperduto d’alta quota (dove di sicuro «non c’è campo» ma l’aria estremamente rarefatta potrebbe perfino farci male). Non perdiamo la speranza, in ogni caso. Philipp K. Dick e Isaac Asimov preconizzano robot che «un giorno avranno dei segreti, un giorno avranno dei sogni». Intelligenze artificiali, macchine che provano emozioni. Il paradigma finale della sconfitta umana? Fantascienza? Non sarà il caso di fermarci un attimo prima dell’estinzione non già del genere umano ma dei nostri poveri cervelli?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400