Domenica 20 Gennaio 2019 | 00:59

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La Prescrizione, il Reddito di Cittadinanza, due Condoni (fiscale e urbanistico) potrebbero parlare come la signora Ponza. «Ed ecco, signori, come parla la Verità. Siete contenti?»

L’importanza del pareggio tra Roma e Bruxelles

«Io sono colei che mi si crede», dice la moglie del signor Ponza nella scena finale di «Così è se vi pare», la commedia di Luigi Pirandello che compie giusto cent’anni. La Prescrizione, il Reddito di Cittadinanza, due Condoni (fiscale e urbanistico) potrebbero parlare come la signora Ponza. «Ed ecco, signori, come parla la Verità. Siete contenti?». Così il signor Laudisi commenta ridendo le parole della signora Ponza prima che cali il sipario. La donna è velata e invisibile, come la Verità. Ciascuno può immaginare quel che vuole.

Sulla prescrizione la Verità del ministro Bonafede è diversa da quella del ministro Bongiorno. (Entrerà in vigore anche senza riforma del processo penale o no?). Sul reddito di cittadinanza le previsioni di Giorgetti divergono da quelle di Di Maio. Ma come nelle commedie di Pirandello tutto accade perché niente accada. La blindatura della maggioranza decisa da Salvini e Di Maio regge perché nessuno toglie il velo alla Verità sperando che al momento fatale essa possa apparire a tutti allo stesso modo.

Fin qui la partita italiana. Ma «Così è se vi pare» va in scena anche in Europa.
«Io sono colei che mi si crede» dice la legge di Bilancio italiana. I numeri sono chiari per definizione. Eppure i nostri stavolta sono velati perché ciascuno li interpreta secondo la propria Verità. Moscovici e il partito di Bruxelles dicono che la legge non ha le ali e il Paese andrà a sfracellarsi. Tria sostiene il contrario: modificare la manovra secondo il dettato di Bruxelles sarebbe un’operazione suicida. Intanto i Mercati – che sono più agitati degli spettatori di Pirandello – trasformano la loro inquietudine in punti di spread che ieri ha toccato di nuovo la soglia proibita dei 300 punti (1.5 miliardi di costo, finora, secondo la Banca d’Italia).

Al contrario di quel che accade nelle partite di pallanuoto dove i colpi bassi si tirano sott’acqua, noi speriamo che nel duello Roma/Bruxelles gli schiaffi siano quelli visibili e che sott’acqua avvengano frenetiche trattative perché si arrivi a un pareggio: tutti salvano la faccia, l’Italia esce ammaccata ma non ferita gravemente, l’Europa si dimostra consapevole di tutti i suoi errori.
A Bruxelles sanno benissimo che Di Maio e Salvini non possono dire di aver scherzato scrivendo in manovra parte di quel che hanno promesso in campagna elettorale. Si può giocare soltanto sui tempi. Salvini si è già portato avanti distribuendo le pensioni di quota 100 nell’arco dell’intero 2019 attraverso un certo numero di «finestre». Tutti sapranno quando andare in pensione, ma non tutti ci andranno insieme. La stessa cosa dovrà fatalmente avvenire col reddito di cittadinanza. È impensabile, anche per ragioni tecniche, che sia universale a partire dal primo aprile. Anche qui è importante che tutti sappiano quando toccherà a loro: le promesse si mantengono, scaglionate secondo ragionevoli possibilità. Importante è che la signora Ponza (la Verità) possa dire: «Io sono colei che mi si crede».

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