Sabato 19 Gennaio 2019 | 14:40

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Tutti contro violenze e razzismi

Cresce, anche nella nostra regione, il numero di casi di violenza razzista a danno di migranti e anche a danno di italiani di discendenza africana, alimentato da un clima nazionale di “paura dello straniero

Tolleranti e civili a prova di telescopio

In occasione della Giornata internazionale dell’ONU, coincidente con la celebrazione della Giornata mondiale dell’informazione sullo sviluppo, vorremmo richiamare l’attenzione sull’importanza dell’informazione e delle tecnologie di comunicazione, indispensabili per promuovere uno sviluppo equo e solidale e favorire l’integrazione di tutti i membri della società.

Purtroppo cresce, anche nella nostra regione, il numero di casi di violenza razzista a danno di migranti e anche a danno di italiani di discendenza africana, alimentato da un clima nazionale di "paura dello straniero". Dinanzi ai ripetuti episodi di intolleranza e violenza xenofoba, è inevitabile la preoccupazione manifestata dalle comunità straniere residenti nelle nostre città e da noi rappresentate. Infatti all’interno del nostro Corpo Consolare si è aperto un dibattito permanente teso a dare concretezza all'ideale collaborativo che deve animare la convivenza tra i popoli. Il pensiero non può non tornare ai recenti fatti di cronaca verificatisi in diverse città del nord Italia (Sondrio, Trento e Milano) e, con riferimento alle nostre regioni, in un comune della provincia di Bari e a Brindisi, dove a farne le spese sono stati rispettivamente un bambino di 8 anni e due cittadini africani (l’uno del Ghana e gli altri del Senegal), ritenuti “colpevoli” di essere persone di colore”. Questa grave sequenza, mai registrata prima, non puo’ in alcun modo frenare il progresso umano, imperniato sul potenziale della diversità culturale, biologica e sociale, riconducibile anche agli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Combattere ogni tipo di discriminazione è imprescindibile.

Accadimenti come quelli già citati sono veri crimini d’odio e costituiscono delle minacce per la convivenza pacifica e la coesione sociale nelle nostre città. Non possiamo accettare che un bambino di colore di appena otto anni, debba vivere nel terrore di essere il bersaglio di atti di bullismo a sfondo razziale, perpetrati volontariamente e consapevolmente da suoi coetanei. Sottovalutare o minimizzare questa serie di episodi non farà altro che incoraggiare comportamenti di emulazione. Occorre mobilitarsi prima che sia troppo tardi.

Considerare il pluralismo e la diversità come una minaccia all’unità può condurre inesorabilmente, talvolta tragicamente, all’insofferenza e alla violenza. La via da percorrere quindi è quella del rispetto, della tolleranza e dell’inclusione sociale. Solo così riusciremo a proteggere, accogliere e accettare persone “diverse” da noi, ma al tempo stesso “uguali” nei diritti umani inalienabili. Occorre contribuire ad una migliore informazione, sensibilizzazione ed educazione alla diversità, a partire dai bambini e dagli adolescenti. Il Corpo Consolare di Puglia, Basilicata e Molise sarà sempre disponibile e pronto a favorire il dialogo e la trasparenza dell’informazione.

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