Domenica 14 Agosto 2022 | 23:51

In Puglia e Basilicata

L'intervista

Brindisi, il Cinzella Festival porta i Morcheeba in Puglia

Morcheeba

«Amiamo la vostra terra e non vediamo l'ora di portare sul palco i brani del nuovo disco, "Blackest Blue" e i nostri grandi classici»

01 Agosto 2022

Bianca Chiriatti

Il Cinzella Festival, dedicato a musica e cinema con la direzione artistica di Michele Riondino, dopo il successo della tre giorni di Grottaglie (Ta) torna con un altro appuntamento, il 9 agosto, con il live dei Morcheeba, che si esibiranno nel Capannone ex Montecatini a Brindisi, zona portuale. I biglietti sono disponibili sulla app di ticketing DICE a questo link: https://link.dice.fm/zoRTbYBjzpb

Skye Edwards e Ross Godfrey, accompagnati - tra gli altri - anche dal marito della cantante Steven Gordon (al basso) e dal loro figlio maggiore alla batteria, porteranno sul palco i brani di Blackest Blue, decimo album in studio scritto durante il pieno del lockdown, e i loro successi che li hanno resi famosi in tutto il mondo. Ecco cosa Ross ha raccontato alla «Gazzetta» in occasione del concerto.

Non è la vostra prima volta in Italia, vi piace il nostro paese e pubblico?

«Amiamo l'Italia, sono appena stato qui in vacanza per visitare il paese degli antenati di mia moglie, ai piedi delle Alpi. E ci venivo anche da bambino, insieme a mio padre che era commerciante di vini. Poi con i Morcheeba siamo stati in concerto fin dalla metà degli anni '90, nel tempo abbiamo anche stretto amicizia con tanti italiani»

E in Puglia ci siete mai stati? 

«Sì, ed è una terra meravigliosa. Trascorreremo sicuramente giorni bellissimi, mangeremo alla grande e non vediamo l'ora di suonare lì da voi»

Porterete sul palco anche i brani dell'ultimo disco, scritto nel pieno della pandemia: di cosa avete parlato in queste canzoni?

«Il concerto sarà un mix di brani nuovi e di classici dei Morcheeba. L'album "Blackest Blue" parla senza dubbio di come attraversare un momento difficile, nonostante i tempi duri, e scoprire una forza interiore che non si sapeva di avere»

E dopo la pandemia per voi è cambiato qualcosa, nelle vostre vite e nel modo di fare musica?

«Il lockdown è stato un'occasione per trascorrere del tempo con le nostre famiglie, per me una cosa preziosa dal momento che ho due bambini piccoli. Passo troppe ore negli aeroporti o seduto nel van per spostarmi da una parte all'altra... è stata una bella pausa!»

Per quanto riguarda le vostre ispirazioni musicali, cosa vi piace, del passato e del presente?

«C'è tanta buona musica in giro in questo momento. Ascolto davvero di tutto, ma onestamente preferisco il blues dei vecchi tempi e il rock psichedelico. I miei preferiti di tutti i tempi? John Lee Hooker e Kimi Hendrix».

Oggi tra virus e guerra che messaggi può diffondere la musica?

«Non si può certo cambiare il mondo, ma si può portare ogni ascoltatore in viaggio, nutrendolo con un po' di sollievo e ottimismo».

Che progetti avete dopo l'estate?

«Andremo in tour nel Nordamerica in autunno, poi in inverno ci metteremo a lavorare su nuova musica. Ho appena finito di costruire il mio nuovo studio di registrazione, non vedo l'ora di utilizzarlo».

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