Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 00:43

Lettere alla Gazzetta

Da uomo in difesa delle donne

Se fossi donna, potrebbe succedermi di affrontare, anche una sola volta nella vita, l’esperienza di una gravidanza indesiderata. Se fossi donna e decidessi di abortire, mi arriverebbero i giudizi o gli insulti di una banda di uomini vestiti di tonache ora nere, ora bianche, ora viola, che per voto non si “accompagnano con donne” e che per genere non possono affrontare una gravidanza, né una sua interruzione.
Troppo spesso incontrerei persone in camice bianco, coscienziosamente genuflesse a quegli altri, che mi negano la contraccezione di emergenza o l'aborto farmacologico e che si oppongono alla mia scelta, impedendola.
Se fossi donna, mi rivolgerei preventivamente a un avvocato per querelare chi mi diffama, accusandomi di omicidio, soltanto perché voglio decidere della mia vita con consapevolezza e osservando la legge del Paese in cui vivo.
E denuncerei sia chi, da un altro Stato, si permette un’aggressione simile, sia chi, nel mio Stato, si permette di prevaricare, ledendo il diritto di essere donna: liberamente.
Combattere perché questa guerra alle donne finisca, non solo per un giorno ma per sempre, posso farlo anche da uomo.

Paolo Izzo, Roma

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400