Venerdì 18 Gennaio 2019 | 06:07

LETTERE ALLA GAZZETTA

Anche in Chiesa la forma è sostanza

Ricordo ancora con piacere gli insegnamenti ricevuti da bambino dal mio vecchio parroco su come comportarsi in un luogo sacro, e proprio per questo vorrei dolermi di alcuni atteggiamenti ormai consolidati che si vedono in chiesa. Si entra vestiti in maniera sovente scollacciata, si passa davanti all’altare inchinandosi come una volta si faceva in salotto davanti alle signore, anziché genuflettersi pur potendolo fare, si sta seduti con le gambe accavallate come al bar, e per lo scambio del segno di pace le strette di mano si prolungano all’infinito tra sorrisi e saluti come per gli auguri di Natale. Durante la S. Comunione col Tabernacolo aperto, molti rimangono comodamente seduti e naturalmente il solito cellulare squilla nei momenti di raccoglimento. Al termine della funzione tanti vanno via prima che il sacerdote sia rientrato in sacrestia, per giunta chiacchierando amenamente lungo le navate. E poi, a cosa servono gli applausi in chiesa? E’ probabile che qualcuno ritenga queste righe il frutto di un pensiero demodé non in linea con la società moderna, attaccato alle forme e poco alla sostanza. Non credo sia così, per il rispetto dei luoghi e per la solennità dei riti, la forma mai come questa vola, diventa anche sostanza.

Michele Massa, Bologna

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