Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 07:52

LETTERE ALLA GAZZETTA

Non si affronta così l’emergenza dei rifiuti in Puglia

Un’amministrazione comunale che si rispetti dovrebbe imporsi delle “priorità” nella pianificazione degli interventi. Per la migliore vivibilità della città di Bari, la prima priorità da aggredire è quella della gestione rifiuti. Perché non seguire l’esempio dei Comuni dichiarati “virtuosi” che - grazie all’economia circolare - riescono a ridurre il rifiuto pro-capite inviato a smaltimento, con il vantaggio di ridurre le tasse sui rifiuti?
Ad esempio, per il Comune di Parma, sede di un inceneritore che accoglie rifiuti anche da altri comuni per tenerlo sempre in funzione, la percentuale di effettivo recupero si attesta al 65,70%, non lontano dal 70% obiettivo del piano regionale 2020. Ciò significa puntare su ogni accorgimento per migliorare la raccolta differenziata (attivando il “porta a porta” in tutta la città) con adeguata informazione, formazione e collaborazione dei cittadini, per allineare l’attuale percentuale di effettivo recupero dal 40% al 65% programmato per il 2018. Per gestire i rifiuti “in loco” senza esportarli a pagamento in Emilia, è necessario far funzionare gli impianti pubblici (l’unico inceneritore funzionante è a Massafra in provincia di Taranto) e privati che producono combustibile da rifiuti (cdr) col rovescio della medaglia, purtroppo, dell’inquinamento da diossine tossiche. Non si vince l’emergenza rifiuti con un nuovo disegno di legge di riforma della giunta regionale con l’istituzione dell’Agenzia regionale. Non basta cambiare denominazione dell’ente e nominare nuovi responsabili della gestione rifiuti, con conseguente aggravio di spese, per risolvere l’emergenza rifiuti.

Mario Conforti, Bari

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