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LETTERE ALLA GAZZETTA

Non condivido gli elogi per il ct Conte

Premetto che non condivido nella maniera più assoluta il parere dei commentatori sportivi su «Conte come un eroe».
La verità è che l’Italia di Conte ha smesso di giocare dopo 70 minuti del secondo tempo e si è limitata a controllare la partita per i restanti 30 minuti dei tempi supplementari, confidando sull’unica possibilità di vincere la partita ai calci di rigore. Sono stati 50 minuti, un’eternità, nei quali bisognava cercare di vincere la partita e non di controllarla.
Si sa, i calci di rigore sono «una lotteria» e offrono solo il 50% di possibilità di vincere la partita.
Ma per un allenatore perdere una partita ai rigori è come non averla persa, può essere stata solo sfortuna o colpa di un errore di qualche giocatore.
In conclusione, non si può escludere che Conte abbia scelto i rigori per costruirsi un alibi, in caso di un’eventuale sconfitta.
Come attenuante all’operato di Conte, possiamo considerare Pellè e Zaza i veri colpevoli della sconfitta dell’Italia. Aver tirato i due rigori senza inquadrare la porta, uno a lato e uno alle stelle è un grave errore per il livello dei due giocatori.

Antonio Bargelloni, Bari

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