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LETTERE ALLA GAZZETTA

Davvero troppe le opere incompiute

Leggo che il Governo sta studiando una fusione tra Anas e Ferrovie dello Stato – Renzi vuol costruire il Ponte sullo Stretto di Messina, in poche parole si programmano nuovi lavori, senza rendersi conto delle migliaia di opere costruite ed abbandonate che, in attesa dell’inaugurazione, sono state completamente distrutte, come ad esempio la ferrovia fantasma di Matera, la città nominata capitale d’Europa della cultura.
Il Governo Monti tentò di scrivere alle regioni per conoscere l’elenco delle opere incompiute ed i loro costi, ma non ci riuscì.
Da tempo il Paese si è fermato ed è cresciuta a dismisura una struttura amministrativa e burocratica in cui un piccolo veto, anche marginale, basta per bloccare tutto. Mala burocrazia, quindi, ma non solo. La politica ha fatto la sua parte, prestando il fianco ad una logica clientelare e affaristica che ha fatto da padrone dagli anni Ottanta ad oggi.
Quanto valgono le opere incompiute? Qual è la cifra dello spreco? Quante sono le opere lasciate a metà?

Silvio Panaro, Bari

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