Venerdì 18 Gennaio 2019 | 04:03

LETTERE ALLA GAZZETTA

Caro Benigni non ci resta che piangere

Faccio parte di quei 10-12 milioni di italiani che seguirono in tv l'elogio di Roberto Benigni alla Costituzione italiana. Elogio che a questo punto devo ritenere funebre. Benigni per motivi a noi ignoti ha detto «sì», un po’ come l'uomo del monte, trattando gli articoli come frutti ormai maturi da tagliare e inviare al mercato. Forse è passato da «La vita è bella» alla bella vita? Intanto «Il mostro» costituzionale si aggira tra noi. Caro Roberto «Tu mi turbi», non vorrei aver assistito in tv solo a una Commedia. A me la nuova Costituzione pare davvero un «Papocchio». Non fare il «Piccolo diavolo», se vince il «sì» a noi «Non ci resta che piangere!».

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