Giovedì 17 Gennaio 2019 | 01:48

LETTERE ALLA GAZZETTA

Il referendum e le giravolte di Benigni

Johnny act. La ditta (come Bersani chiama il Pd) prima di tutto, e così, quando Renzi ha inaugurato la campagna referendaria, Roberto Benigni si è subito schierato per il «sì». Poi si è ricordato di aver preso una barca di soldi dalla Rai per declamare, lacrime agli occhi, la più bella Costituzione della terra e si è schierato per il «no» anche perché, avrà pensato il furbo toscanaccio, sarebbe come se, dopo aver intascato l’altra barca di soldi con i dieci Comandamenti mi fossi fatto musulmano. Ma la coerenza ha un prezzo e il bravo Benigni si è ricordato che il porto della Rai è pieno di tante altre barche di soldi, ed è ritornato al «sì», anche in considerazione del fatto che la Rai, vedi Porro e Giannini, è l’unica azienda ad applicare il Jobs act. Comunque, ottobre è lontano e tutto può succedere, aspettiamoci altre giravolte dall’agile Roberto.

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