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Ben 4 su 10 degli obesi

Obesità: è malattia ma pochi italiani la considerano tale

Gli stessi medici, raramente raccomandano loro di ricorrere a farmaci per la perdita di peso su prescrizione (11%) o alla chirurgia bariatrica (10%)

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

4 marzo giornata mondiale dell'obesità

Obesità: è malattia ma pochi italiani, specie chi ne è affetto (ben 4 su 10 degli obesi), la considerano tale e gli stessi medici, raramente raccomandano loro di ricorrere a farmaci per la perdita di peso su prescrizione (11%) o alla chirurgia bariatrica (10%). Lo rileva lo studio internazionale ACTION-IO su  Eating and Weight Disorders - Studies on Anorexia, Bulimia and Obesity , condotto tra 1.500 persone con obesità e 300 medici.

Roma, 14 maggio 2020 – Migliorare le abitudini alimentari e fare attività fisica: queste sono le strategie più efficaci per una corretta gestione del peso a lungo termine secondo 7 persone su 10 con obesità, considerata una malattia cronica solo da poco più del 60 per cento dei malati. Tra i medici, il 91 per cento dichiara l’obesità una malattia cronica, da affrontare - per quasi 8 su 10 di loro – comunque con misure di miglioramento dello stile di vita. Sono i principali risultati della survey condotta in Italia, all’interno dello studio internazionale ACTION-IO (che ha coinvolto 11 paesi in cinque continenti sponsorizzati e finanziati da Novo Nordisk). I dati italiani sono stati recentemente pubblicati sulla rivista  Eating and Weight Disorders - Studies on Anorexia, Bulimia and Obesity .

“L’obesità deve essere considerata - dice Paolo Sbraccia, Vice Presidente IBDO Foundation e Professore Ordinario di Medicina Interna dell’Università di Roma “Tor Vergata - come una malattia cronica, a patogenesi multifattoriale, che necessita di cure e attenzioni adeguate. La gestione terapeutica è complessa e richiede un approccio multidimensionale. Le principali linee guida dell’obesità indicano che il primo passo della terapia è rappresentato dalla modificazione degli stili di vita attraverso l’intervento nutrizionale, l’incremento dell’attività fisica strutturata e le modifiche comportamentali. Tuttavia, quando questa prima strategia risulta insufficiente o del tutto inefficace è possibile ricorrere alla terapia farmacologica e in alcuni casi alla chirurgia bariatrica”.

Dallo studio è emerso che rispetto ai colloqui riguardanti il peso, le raccomandazioni più frequenti dei medici alle persone con obesità sono state di migliorare le abitudini alimentari e ridurre l’apporto calorico (63 per cento) e praticare attività fisica (63 per cento). Meno frequentemente è stato consigliato di seguire una dieta specifica (22 per cento) o programmi di allenamento (34 per cento) e raramente di ricorrere a farmaci per la perdita di peso su prescrizione (11 per cento) o alla chirurgia bariatrica (10 per cento). Poche volte è stato anche raccomandato di rivolgersi a degli specialisti (24 per cento) e a nutrizionisti o dietisti (31 per cento). Inoltre, solo una minoranza di medici ritiene attualmente disponibili valide opzioni farmacologiche (25 per cento) o di chirurgia bariatrica (58 per cento) per perdere peso. Analogamente, la maggior parte delle persone con obesità ha dichiarato che preferisce gestire il proprio peso autonomamente piuttosto che dover ricorrere all’utilizzo di farmaci (83 per cento) o della chirurgia (81 per cento).

“In linea con lo studio internazionale ACTION-IO, i dati italiani rivelano la necessità di implementare le conoscenze sull’obesità di medici, governi, persone con obesità e opinione pubblica in generale - conclude Paolo Sbraccia - migliorando l’educazione relativa alle basi biologiche per far sì che venga riconosciuta come malattia cronica. In secondo luogo, bisogna sfidare la percezione errata che l'obesità sia sotto il controllo dell’individuo e i medici devono promuovere conversazioni utili sulla perdita di peso. Infine, è necessario migliorare la formazione degli operatori sanitari per quanto riguarda la gestione clinica dell'obesità sottolineando l'importanza di un approccio multidisciplinare”, L'obesità è una malattia cronica che richiede una gestione a lungo termine.

L’obesità è una malattia complessa e multifattoriale, influenzata da fattori genetici, fisiologici, ambientali e psicologici ed è associata a numerose gravi conseguenze per la salute. L'aumento della prevalenza dell'obesità a livello globale rappresenta un problema di salute pubblica che comporta gravi implicazioni in termini di costi per i sistemi sanitari. Nonostante l'elevata prevalenza, molte persone con obesità non ricevono sostegno ai loro sforzi per perdere peso e la malattia rimane sostanzialmente mal diagnosticata e sottostimata.

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