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Colpisce più di 40.000 persone in Italia

Spondiloartrite assiale, patologia infiammatoria della colonna vertebrale

Il processo infiammatorio, di natura autoimmune, interessa colonna vertebrale, articolazioni sacro-iliache, grosse articolazioni periferiche, ecc. e che può determinare danni irreversibili

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Infiammazione della colonna vertebrale

Spondiloartrite assiale, patologia infiammatoria a lungo termine a carico della colonna vertebrale. Essa colpisce più di 40.000 persone in Italia. E’ una patologia dolorosa e spesso progressivamente invalidante, causata da un’infiammazione della colonna vertebrale. Il processo infiammatorio, di natura autoimmune, interessa colonna vertebrale, articolazioni sacro- iliache, grosse articolazioni periferiche, ecc. e che può determinare danni irreversibili.

La patologia colpisce maggiormente i soggetti giovani over 25 anni, di sesso maschile. I nuovi dati europei del sondaggio sondaggio IMAS (International Map of Axial Spondyloarthritis) dimostrano che le persone che soffrono di spondiloartrite assiale (axSpA) subiscono un ritardo nella diagnosi di oltre 7 anni, con un conseguente potenziale aumento delle problematiche correlate al lavoro, dovuto al peggioramento della malattia. Lo stesso recente sondaggio IMAS ha dimostrato che tre quarti delle persone che soffrono di spondiloartrite assiale faticano a trovare un lavoro e che l’esperienza del paziente con axSpA è poco nota.

Si tratta di un bisogno insoddisfatto che, secondo l’organizzazione internazionale di pazienti di questa patologia, deve essere affrontato rapidamente e compreso meglio, per aiutare i pazienti a gestire la malattia, una gestione non facile per il soggetto stesso e per chi lo assiste o convive con lui. La stessa Federazione Internazionale ha invitato le persone con axSpA a far sentire la propria voce per chiedere  il supporto di cui essi necessitano, hanno bisogno. Analoghi rilievi sono stati fatti riguardo alla spondilite anchilosante che colpisce, all’incirca, lo stesso numero di persone con axSpA.

Depressione, ansia e isolamento ne sono conseguenze, spesso inevitabili. Un percorso diagnostico-terapeutico complicato quello di chi soffre di queste patologie. Un “calvario” che si ripete con continui rinvii dal medico di medicina generale, all’ortopedico, all’osteopata, al neurologo prima di arrivare dal reumatologo e raggiungere il traguardo di una diagnosi corrispondente alla realtà e ricevere terapia efficace. Un ritardo, questo che penalizza grandemente il paziente, nel presente e ne condiziona la vita, spesso nettamente, per il futuro.

“Quando sono presenti – dice Piercarlo Sarzi, responsabile della Reumatologia dell’ospedale Sacco, Milano - mal di schiena costante, per più di tre mesi, con dolore particolarmente nelle ore notturne, e/o rigidità mattutina che migliora con il movimento, è bene rivolgersi a un reumatologo. Oggi grazie ai progressi della ricerca scientifica, i pazienti possono beneficiare di farmaci di nuova generazione che sono in grado di inibire efficacemente il processo infiammatorio di questa patologia”.

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