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FOGNINI: «LA PENNETTA È DECISIVA» - Gli addetti ai lavori sostengono da sempre che braccio e talento siano secondi soltanto a quelli di sua maestà Roger Federer, il «GOAT» del tennis, il più grande di sempre. Difficile dar loro torto dopo quello visto sul rosso del Principato. Genio e sregolatezza, numero 12 del ranking mondiale, Fabio Fognini, che ha dato forfait al «Millennium Estoril Open» in via precauzionale per essere al 100% a Madrid e Roma, incarna alla perfezione la definizione che meglio di ogni altra si addice solo ai più grandi interpreti della sport della racchetta. C’è solo da scegliere se amarlo o meno.
Fognini, di nuovo il numero uno azzurro.
«Sono molto contento di essermi ripreso, ho avuto dei mesi difficili e non nascondo che non ero molto contento di come stavano andando le cose . Ma ho continuato ad allenarmi a lavorare convinto del fatto che il lavoro ripaga sempre».
La vittoria di Montecarlo proietta Fognini in un’altra dimensione?
«Non credo di essermi proiettato in un’altra dimensione, sono sempre lo stesso, semplicemente ho ritrovato il mio tennis».
Nel prosieguo della stagione sulla terra, Fognini sarà tra gli osservati speciali. Un peso?
«Non sento di dover vincere tutte le prossime partite. Sicuramente sono un giocatore che sulla terra può esprimere un bel tennis, mi concentrerò su quello che dipende da me. Diciamo che a quasi 32 anni non devo più dimostrare molto, ciò che verrà sarà un plus».
Dopo Montecarlo è lecito fare un pensierino al Roland Garros?
«Parigi è sempre stato un sogno, mai dire mai».
Ritiene che il matrimonio e la paternità abbiano cambiato la vita?
«Essere diventato padre e marito mi ha fatto crescere molto . La mia famiglia è al primo posto, poi viene tutto il resto».
Qualcuno sussurra che presto potrebbe arrivare un secondo bebè…
«Inutile nascondere che abbiamo il desiderio di allargare la nostra famiglia».
Che effetto fa avere Flavia Pennetta nel suo angolo? A Montecarlo ha seguito ogni match soffrendo in silenzio prima di mostrarsi radiosa come quando era lei a vincere.
«Flavia come ho detto dopo la vittoria mi supporta e sopporta, chi meglio di lei può capire cosa si prova in un campo da tennis. Averla al mio fianco in un giorno così importante è stato bellissimo».
In Puglia ha trovato l’amore ed in Puglia è convolato a nozze: si sente un po’ pugliese?
«La Puglia mi ha accolto sin dal primo momento. Mi piace molto e quando posso vado a trovare i miei suoceri . È una terra stupenda. Però rimango sempre ligure».

PENNETTA «VINCO E SOFFRO CON IL MIO CAVALLO PAZZO» - Dietro ogni grande uomo si dice ci sia sempre una grande donna. È sempre stato così e probabilmente all’origine di ogni successo c’è sempre l’alchimia di una coppia che funziona alla perfezione. Nella settimana magica che ha visto Fabio Fognini portare a casa il trofeo più prestigioso della sua carriera, la sua dolce metà, Flavia Pennetta, brindisina doc, non ha perso un quindici dei match vittoriosi seduta al fianco del capitano di Coppa Davis, Corrado Barazzutti, due file più dietro Fulvio, il papà del tennista ligure.
Nel 2015 era lei sotto i riflettori dopo la vittoria agli US Open.
«Per certi versi è come se avessi vinto anch’io. Si è detto tanto di lui ma il suo è un tennis molto bello e finalmente ha raccolto quello che il suo talento meritava. In questi anni è stato sempre in lotta con se stesso più che con i suoi avversari, penalizzato dal suo stesso carattere».
A Montecarlo è sembrato più calmo, è riuscito a mascherare bene le emozioni.
«È riuscito a dominare certe reazioni, lo doveva a se stesso. Ma romperà altre racchette e si arrabbierà ancora durante un incontro. Come ho detto già in altre occasioni o lo ami o lo odi ed ai fans piace proprio per quello, una specie di cavallo pazzo».
Dopo la paternità forse ha capito che avrebbe potuto cogliere traguardi importanti?
«Ci sarebbe riuscito comunque, forse un po’ più tardi ma ci sarebbe arrivato in ogni caso perché il suo tennis è unico.».
Tra pochi giorni Federico compie 2 anni: l’arrivo di un figlio quanto ha cambiato Fabio?
«Per lui non è stato facile passare da essere figlio a crescerne uno diventando di conseguenza padre. Lui è più apprensivo di quello che si possa immaginare e all’inizio eravamo molto spaventati. Ora ci penso e sorrido ma all’inizio è stato difficile ed è bellissimo vederli insieme, sono praticamente inseparabili uniti da un amore profondo».
Che uomo è Fabio nel privato?
«Fondamentalmente un timido, ma ho capito subito di essermi innamorata di un uomo che mi avrebbe amata, desiderata, protetta e lui mi è stato vicino anche nelle vicende tennistiche».
Prova mai a dargli consigli quando è in campo?
«Non me lo dice espressamente ma mi ascolta, ne sono certa».
In passato si arrabbiava spesso, in questi giorni è apparso molto diverso.
«Forse in passato si è sentito in colpa per la sua lontananza da noi e per questo era molto nervoso, oggi è sembrato anche a me più tranquillo, consapevole del proprio valore forse perché ora sa di non dover dimostrare più niente a nessuno». 

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