Giovedì 17 Gennaio 2019 | 21:57

Non incolpate i cittadini per la raccolta dei rifiuti

Chi ha osato affermare che a Brindisi gran parte delle responsabilità dello stato di degrado in cui verte la raccolta dei rifiuti e la differenziata è colpa dei cittadini, sbaglia.

Al punto in cui siamo, qualcuno ci ha condotto ed in particolare: chi ha giochicchiato sui ritardi (dal 2004) della bonifica della falda di Autigno, chi non ha attivato subito l’impianto dell’ex Cdr preferendo pagare spese infinite per la guardiania e lasciando depauperare un bene impiantistico, chi ha permesso il degrado dell’impianto di compostaggio, chi ha abbandonato un impianto di separazione del multimateriale (plastiche, lattine e vetro) finito nel 2003 e mai entrato in funzione, chi non ha mai attivato le 6 “isole ecologiche” a scomparsa e munite di tessera “badge” realizzate nel 2005 ed abbandonate, ecc. ecc. E pensare che i “chi” sono ben noti e qualcuno di questi osa pure candidarsi a consigliere comunale!

Resta il fatto che solo noi cittadini dobbiamo pagare la Tari per gli errori, le incapacità, le responsabilità di altri che gestiscono la cosa pubblica. È mio costume essere concreto ed a tal riguardo riporto solo due esempi, fra i tanti, di inefficienza della gestione del ciclo dei rifiuti ed in particolare della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, quelli della raccolta differenziata del cosiddetto “umido” e delle plastiche.

Dai primi anni 90’ il Comune di Brindisi è proprietario di un impianto di compostaggio della frazione organica, sottoposto ad una serie d’interventi di miglioramento strutturali e di adeguamento alla normativa, l’ultimo dei quali ultimato nel 2012 ed affidato, dopo collaudo tecnico, in gestione ad un’azienda locale, con una tariffa adeguata.

Dopo pochi mesi l’impianto è stato posto sotto sequestro per “inquinamento odorigeno” e perdita (assurda!) di percolato che fuoriusciva dall’impianto e si riversava all’esterno; per conto mio, l’impianto era a rischio di contaminazione e non poteva essere utilizzato anche dopo il revamping ed il collaudo.

Suddividendo le varie voci che costituiscono l’aliquota della Tari, relativamente alla frazione organica, rilevo che oggi al Comune di Brindisi lo smaltimento di una tonnellata di frazione organica costa circa 240 euro a tonnellata e che, per una produzione di circa 7.500 tonnellate l’anno, si ha una spesa pari a circa 1.800.000 euro.

Tale spesa, con l’impianto di compostaggio del Comune efficiente e funzionante, si sarebbe ridotta a circa (85 euro a tonnellata per 7.500 tonnellate/anno) 637mila euro, con un evidente risparmio di ben un milione e duecentomila euro. Inoltre, come detto, il Comune dispone di un impianto di separazione del multimateriale, mai utilizzato, che sarebbe stato utile per separare ad esempio le plastiche rivenienti dalla differenziata e che oggi costituiscono solo una spesa per il Comune, con guadagno dell’azienda alla quale tali rifiuti sono conferiti. Considerando in circa 12.000 tonnellate/anno le plastiche raccolte dalla differenziata ed utilizzando l’impianto di separazione, il Comune avrebbe avuto un introito di circa, mediamente, euro 1.920.000 (12.000 tonnellate per 160 euro/tonnellata) oltre al risparmio del conferimento di circa 400.000 euro. Per i soli due aspetti considerati avremmo avuto un risparmio sulla Tari di circa 3.520.000 euro avrebbe ridotto la spesa pro capite da 308 a 268 euro/abitante, con un risparmio di ben 40 euro a testa.

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