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LETTERE AL DIRETTORE

Uso terapeutico della cannabis e proibizionismo mediovevale

Il Parlamento dovrebbe esprimersi a breve sull’uso terapeutico della Cannabis. Il momento è delicato per tanti malati, soprattutto affetti da sclerosi multipla, unica malattia, per la quale ne è ammesso l’uso almeno in alcune Regioni italiane. Sembra infatti, ma certezze e studi su larga scala sono in corso, che sia efficace per altre malattie neurologiche dove vi sia ipertono, rigidità muscolare che comporta dolori continui, tipo crampo che non passa o si attenua appena con i farmaci tradizionali. Tra l’altro alcune esperienze che vanno corroborate da studi lunghi e con le tradizionali quattro fasi sembrano far intravedere non solo un’azione sintomatica ma anche un effetto sul sistema immunitario svolgendo in tal modo un’azione efficace e terapeutica sulla sclerosi multipla. La procedura per l’accesso al farmaco è lunga, difficile e richiede tempo. Ci si reca dai centri di riferimento per diagnosi e cura per la sclerosi multipla, il neurologo si collega all’AIFA con attese di circa un’ora e poi esce un foglio. Da lì ci si reca, per Bari è così, alla farmacia del Policlinico e ti danno la scatola con esibizione di documenti. Altri neurologi, nemmeno i medici di base possono prescrivere e potete immaginare il disagio per malati gravi per ottenere la scatola unica e preziosa che dura di media due mesi, sempre che ci sia un parente che possa occuparsene. E il sottoscritto ne sa qualcosa allorquando lo spray si esaurì all’improvviso e il giorno successivo dovette richiedere la 104, ricevendone una lettera di censura per mancato preavviso in tempo utile... E qui c’entrano i mass media che parlando di abusi nella fruizione di un «beneficio», di cui farei volentieri a meno, hanno indotto i capi ad essere esigenti o addirittura «punire» chi ne «gode». Si spera dunque che il farmaco, come succede altrove, sia disponibile in farmacia. Ed ecco che attorno alla materia si sta creando confusione tra persone che usano formulazioni, le più varie, di presidi a base di canapa o di parti della molecola venduti in erboristeria sotto svariate forme tipo lecca-lecca o chi tranquillamente c’è chi racconta che si rifornisce dallo spacciatore, affermando che è guarito dalle convulsioni o dall’epilessia. E giornalisti con facile ironia trattano la materia come se fosse argomento da bar in modo roboante, in prima pagina ed in bella evidenza. Ed ecco i parlamentari lettori di tali articoli che rinnegano il provvedimento dicendo che la depenalizzazione riguarda il tipo di reato non è prevista. Dunque si continua con un bieco proibizionismo, e siccome è in corso «l’urgentissimo» provvedimento sulle unioni civili, bisogna dare ad ignoranti proibizionisti la paga continuando a rendere difficile l’accesso in tutta Italia ad un farmaco importante. Non mi credete? Un episodio che potrà chiarire vorrei raccontarlo perchè dietro la disinformazione c’è il voto dei parlamentari. Qualche anno fa ebbi modo di parlare con Giorgia Meloni e le parlai dell’efficacia terapeutica della Cannabis. Lei mi disse che in merito avrebbe votato contro non sapendo ciò che in breve spiegai. Insomma mi disse che aveva capito, mi chiese chiarimenti e cambiò opinione.


Leonardo Damiani (Bari)

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