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La mafia uccide il giudice Livatino

La mafia uccide il giudice Livatino

Sarà il primo magistrato ad essere beatificato

22 Settembre 2022

Annabella De Robertis

È il 22 settembre 1990: l’Italia si sveglia con una drammatica notizia. «La mafia dà una risposta di sangue all’annunciata offensiva dello Stato: il giudice Rosario Livatino è stato assassinato ieri mattina alle porte di Agrigento. Otto killer hanno fatto fuoco contro la sua vettura; poi quando il magistrato, ferito, ha cercato di fuggire, lo hanno raggiunto e finito con una pistolettata in bocca. Il giudice Livatino, che da un anno si occupava di misure di prevenzione contro esponenti mafiosi, in passato aveva condotto le indagini più scottanti. Stava per colpire i boss. Dura la reazione della magistratura: per il presidente dell’Anm, Raffaele Bertoni, “questo giovane collega ha pagato per le inerzie di una classe politica che lo ha lasciato solo”», si legge su «La Gazzetta del Mezzogiorno».

In prima pagina compare la foto dell’auto, la vecchia Ford speronata dalla Fiat Uno dei killer, con i vetri infranti. Rosario Livatino era nato nel 1952 a Canicattì, aveva 38 anni: un «giudice ragazzino», per citare l’espressione infelice del presidente della Repubblica Cossiga, che poi negherà di averla usata per riferirsi al magistrato siciliano. Dopo aver studiato a Palermo e aver compiuto i primi passi professionali a Caltanissetta, come sostituto procuratore della Repubblica al Tribunale di Agrigento, Livatino si era occupato fin da subito ​​di indagini antimafia e di episodi di corruzione. Quel 21 settembre percorreva la Statale 640 che da Canicattì conduce ad Agrigento. La stessa strada lungo la quale due anni prima il giudice Antonino Saetta era stato colpito a morte insieme a suo figlio Stefano.

Cossiga è volato in Sicilia, prima a Palermo per un vertice in Prefettura, poi ad Agrigento insieme al segretario del Psi Bettino Craxi, per rendere omaggio alla salma del magistrato. «Lo Stato sente la lotta alla mafia come una questione nazionale che deve essere affrontata e risolta», sono le parole del capo dello Stato. Il presidente del Consiglio Andreotti ha anticipato il Comitato di Sicurezza. «In 21 anni uccisi otto magistrati» è il bilancio che compare sulla «Gazzetta»: l’elenco tragico degli assassini compiuti da mano mafiosa inizia nel 1969, con l’omicidio del giudice Pianta, e arriva, appunto, a quelle giornate di settembre di trentadue anni fa. Non è ancora cominciata la stagione più tragica, quella che culminerà negli attentati ai giudici Falcone, Morvillo, Borsellino. Livatino verrà definito da papa Giovanni Paolo II «martire della giustizia ed indirettamente della fede»: nel 2021, primo magistrato nella storia della Chiesa cattolica, è stato beatificato.

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