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Lo storico incontro fra il russo Cicerin e il Vate

Lo storico incontro fra il russo Cicerin e il Vate

Il «Corriere delle Puglie»

Gabriele D’Annunzio: rapporti stretti con la Russia

30 Maggio 2022

Annabella De Robertis

In prima pagina sul «Corriere delle Puglie» del 30 maggio 1922 la cronaca dello storico incontro, a Gardone Riviera, tra il diplomatico russo Cicerin e Gabriele D’Annunzio. «Giorgio Cicerin, prima di lasciare l’Italia non appena i lavori della Conferenza e quelli successivi e relativi al Trattato di commercio testé concluso col Governo italiano glielo hanno concesso, ha voluto visitare il grande poeta e recargli il saluto del popolo russo non immemore delle parole che Gabriele D’Annunzio ha scritto e pronunziato più volte in difesa della Russia dolorante e sventurata».

Dopo il fallimento dell’impresa di Fiume, il poeta-vate si è, infatti, ritirato sulle rive del Garda e si è dedicato al completamento del suo Vittoriale: con l’isolamento dagli scontri politici ha recuperato parte del prestigio perduto dopo l’epilogo della vicenda fiumana. Cicerin, invece, rientrato dalla Germania nel 1918, è succeduto a Trockij nel ruolo di Commissario del popolo russo agli Esteri, carica che manterrà fino al 1929. Ha dimostrato le sue inconfutabili qualità di diplomatico durante la Conferenza di Genova e contemporaneamente ha stipulato, a Rapallo, un importante accordo con la Germania, attraverso il quale è riuscito a rompere definitivamente l’isolamento politico ed economico della Russia.

«Non era ignoto, d’altra parte, in Russia che subito dopo la fondazione della reggenza italiana del Carnaro, quando Gabriele D’annunzio reggeva i destini di Fiume, deliberò arditamente di intrecciare relazioni economiche e commerciali con la Russia e di inviare ad Odessa una sua missione», scrive il cronista.

«Gli eventi non consentirono che il disegno si realizzasse, ma D’Annunzio si dimostrò consapevole, sino da allora, con preveggente pensiero delle necessità supreme alle quali ora si indirizza la politica del nostro paese».

L’incontro tra D’Annunzio e Cicerin è stato dei più cordiali: il colloquio è svolto senza testimoni nella più assoluta intimità, ma si assicura che le conversazioni hanno riguardato «le vicende relative alla rivoluzione di Lenin, il funzionamento del regime comunista, la nuova legislazione russa, la costituzione dell’esercito, il nuovo sistema economico sociale cosiddetto misto, sorto in seguito al fallimento dell’ideologia comunista e in conseguenza del nuovo assetto che viene assumendo l’organizzazione statale e sociale in Russia, sotto l’influenza delle esigenze realistiche».
Non è mancato, infine, il tema dei rapporti tra l’Italia e la Russia, che D’Annunzio sostiene debbano divenire sempre più stretti nel campo economico e culturale.

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