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Il «Corriere delle Puglie» del 31 marzo 1922

E a Bari c’è la processione dei Misteri

15 Aprile 2022

Annabella De Robertis

Sul «Corriere delle Puglie» del 15 aprile 1922 largo spazio è dedicato ad una lettera del prof. Francesco Campione, primario ostetrico-ginecologo dell’Ospedale consorziale di Bari. Al centro delle cronache da diverso tempo c’è, infatti, l’enorme questione ospedaliera del capoluogo pugliese, che si è prepotentemente riaccesa in seguito ad un incidente verificatosi proprio nel reparto di Campione. Il medico, infatti, è stato denunciato all’autorità giudiziaria, insieme al collega Raffaele Cotugno, per mancato soccorso nei confronti di una paziente. Secondo le prime affrettate cronache, i due medici si sarebbero rifiutati di operare la donna, arrivata in ospedale in pieno travaglio, poiché «facevano causa comune per i dipendenti comunali scioperanti». Nulla di questo è vero, spiega Campione nell’accorata lettera: i medici non avrebbero mai potuto prendere parte a quello sciopero poiché non sono dipendenti comunali.

Da diversi giorni, in realtà, i due professionisti hanno avvisato la Direzione ospedaliera, con lettera protocollata, di aver abbandonato il servizio in segno di protesta per lo stato in cui versa ormai da troppo tempo la struttura sanitaria. Non è stata, dunque, omissione di soccorso quella dei due noti medici baresi, ma obiettiva impossibilità di lavorare in condizioni non degne di un vero ospedale, in un reparto in cui si attende da troppo tempo l’ultimazione dei lavori di adeguamento. A Bari, scrive Campione, «non si può operare che alla maniera dei tempi di A. Paré, quando il chirurgo diceva: io ti opero e Dio ti guarirà».

Il Venerdì Santo Come da tradizione, alle 8 di mattina del venerdì di Pasqua la processione dei Misteri si è mossa dalla chiesetta della Vallisa: accompagnata da una folla immensa di fedeli, ha attraversato le vie di Bari vecchia fino alla Cattedrale. «Le nostre popolane vestite a festa, esibendo i loro gioielli, seguivano le sacre statue, accompagnando le schiere dei bimbi, vestiti da piccoli re, da reginette e da paggi», si legge sul «Corriere». Lentamente la processione è andata avanti fino alle luci della sera: «Tra la luce rossastra delle molte candele, ha attraversato le vie della Città nuova, tra due ali nereggianti di popolo. Ma dopo la mezzanotte le sacre statue sono ritornate nelle viuzze di Bari vecchia, mentre le donne, vestite di nero, cercavano di mantenere desti i bimbi, che stanchi, assonnati ed infastiditi per le pesanti gualdrappe che portavano addosso, a malapena si reggevano in piedi». A notte fonda, quindi, la processione è rientrata nuovamente alla Vallisa.

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